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Scrittura

L’ordine delle cose

Immagine articolo Fucine Mute

L’ordine delle cose

Se la sedia debba stare davanti al tavolo
o il tavolo davanti alla sedia non lo so.
Se i muri si appoggiano alle nostra ossa,
neppure questo so.
Ma so per certo che il muro lo possiamo scavalcare,
che scavalcando il muro possiamo giungere dall’altra
parte
della nostra comune notte.

Dietro al vetro c’è quell’invisibile vetro
che con la canzone trasparente ci conduce nella
propria densità.
Dopo i bicchieri arrivano tutte le altre cose
che bicchieri non sono.
Diafano è il tempo che al sole si riscalda
diafana è la pietra
che gettata in aria goffamente canta
sulla libertà degli uccelli.

Se la terra stia davanti alle stelle
o la stella davanti alla terra — non ve lo posso dire.
Se l’altezza si appoggi alle nostre ossa,
neppure questo so.
Ma so per certo che il muro lo possiamo scavalcare
che scavalcando il muro possiamo giungere dall’altra
parte
della nostra comune notte.

Immagine articolo Fucine Mute

L’interiorità

Dovunque io dia un’occhiata,
scopro qualche cosa.
Quando riprendo l’occhiata
si fa vedere l’interiorità delle cose.
Quando pianto gli occhi in su,
sorge il volto di tutto ciò che vedo.
Le cose che guardano me
non si vedono.
I loro sguardi
si scontrano con quelli miei.
Quando le cose davanti a me
chiudono gli occhi,
loro vedono in me un vuoto
nel quale manca il loro volto.
Con il mio sguardo impedisco a loro
di colonizzarlo,
perché fino a quando potrò guardare
vivranno in quel vuoto le loro immagini
viste dal mio occhio.
Quando diventerò cieco
potranno fare ciò che vorranno:
di diventare visibili
nella luce del giorno
oppure nel mezzo del vuoto.

Immagine articolo Fucine Mute

Il mondo e io

La finestra attraverso la quale osservo il mondo
non è per niente più piccola
la chiudo
della finestra attraverso la quale il mondo osserva
me.
Arrabbiato per il fatto che non ci sia nessuna
differenza,
il mondo chiude la sua finestra dall’altra parte.
Viviamo così separati ormai da anni
mentre una notte non trovai tutti i vetri rotti.
Prendo una pietra e la scaglio
attraverso la finestra in faccia al mondo,
ma da quella parte non si rompe nessun vetro.
Ora il mondo sta abbattendo i telai delle finestre
uno per uno.
Capisco finalmente che sto per rimanere senza la mia
casa
e mi affretto nei campi.

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