// stai leggendo...

Musica

Carmen Consoli

Semplicemente Carmen

Internet, la musica, i progetti

Immagine articolo Fucine MuteBandana rossa, tutta vestita di nero, al sound check ha una parola per tutti. Anche poco prima dello show, si sporge dal retro-palco per firmare autografi e si lascia immortalare dalle macchine fotografiche delle migliaia di fan che affollano piazza Unità d’Italia a Trieste per la serata di venerdì 8 ottobre del Barcolana Festival, ideato e prodotto da Plug and Play per Publicontrol Italia della quale il suo spettacolo, che parte poco dopo le ventitre, rappresenta sicuramente il clou, dopo le pur buone performance di Giuliano Palma & the Bluebeaters e dei Reggae National Tickets.

Carmen Consoli, catanese, 25 anni compiuti il 4 settembre, è così. “Contusa” e “infelice” solo quando non riesce a esprimersi con semplicità, a mostrarsi com’è, a concedersi al suo pubblico. Che la ama e la segue ovunque, ricambiandola con un grandissimo affetto. Camicetta nera in raso, pantaloni antracite, Carmen ci fa accomodare nella saletta matrimoni del Municipio, per l’occasione adibita a camerino per gli artisti della kermesse. Ci confessa di aver apprezzato le “fave triestine” che le abbiamo regalato dopo le prove del pomeriggio. “Erano buonissime, come si chiamavano?” ci chiede. Modesta, semplice, per nulla “gasata” nonostante il successo che l’accompagna ad ogni sua uscita, Carmen risponde timidamente, ad occhi bassi. Occhi scuri, profondi. Che sanno accendersi come strobo e ruggire di rock, assumendo la forma di plettri, quando sale sul palco. Allora, si trasforma e sfodera una carica impressionante. Qualche esercizio di rilassamento e poi via, ad affrontare il pubblico armata solo della sua chitarra. Quasi un’ora di musica ad alta concentrazione adrenalinica, con due bis “after midnight”, “Amore di plastica” e “Lingua a sonagli”, eseguiti nonostante il tassativo obbligo di chiudere tutto entro le 00. Ma torniamo all’intervista che siamo riusciti a strapparle poco prima del concerto.

È visibilmente stanca, al termine di un tour lunghissimo, estenuante, con un’appendice estiva di 40 date in giro per tutta l’Italia. Nonostante la stanchezza, la “Cantantessa” è disponibilissima e cordiale. L’esatto contrario della star. Anche alla fine dei recenti concerti, come a Pordenone, ultima data regionale, il 27 agosto scorso. A firmare autografi e concedere scatti, strette di mano e qualche bacio a tutti fino a mezzanotte e oltre.

Gianfranco Terzoli (GT): Ma tra telecamere, fan, giornalisti, come riesci a non essere Per niente stanca — come suggerisce il titolo del brano con cui apre lo spettacolo?

Carmen Consoli (CC): In realtà la visione delle cose dovrebbe essere opposta: cioè un’artista che fa la propria arte, che viene apprezzata dagli altri, può solo essere grata di questo.

GT: Questo ti fa onore, perché non tutti gli artisti sono come te. E l’affetto del tuo pubblico deriva forse anche dal fatto che i fan ti sentono come una di loro, che solo occasionalmente sta dall’altra parte perché ha qualcosa dentro da dire.

Ringrazia del complimento in maniera sincera. Uno dello staff le porge un bicchiere d’acqua. Ringrazia e si disseta. Proseguiamo.

GT: La musica dal vivo in televisione. Hai partecipato a parecchi programmi dove si suona dal vivo, da Night Express al Pippo Kennedy Show dove hai dato vita a un memorabile duetto con Pao dei Negrita. Come la giudichi?

CC: Mi piace. Guarda, io non ho idee in merito, nel senso che dove mi fanno suonare, suono. Per cui sono grata a chi mi fa suonare. E non ti parlo nemmeno di convenienza economica, perché come sai benissimo, le apparizioni televisive sono per contratto solo a scopo promozionale. Però mi piace suonare.

GT: Ritieni perciò positivo il fatto di esibirti live in televisione? Non è che programmi come Taratatà o le altre dirette tolgano qualcosa ai concerti?

CC: No assolutamente. Poi, al di là dei concerti in tivù, un concerto non toglie niente ad un altro concerto: ogni concerto ha una sua caratteristica, un suo sentimento, un suo mood. Pur eseguendo la stessa scaletta, le stesse canzoni.

GT: Hai un bellissimo sito in Internet in cui — cosa molto importante — c’è molta interattività, e soprattutto offri ai tuoi fan la possibilità di dialogare con te. E dove si scoprono su di te molte cose interessanti e aspetti nuovi del tuo personaggio, oltre a quelli che già si sono potuti conoscere dai giornali e dalle interviste. Come vedi Internet, cosa rappresenta secondo te la rete delle reti?

CC: È un ottimo mezzo di comunicazione, veramente innovativo. Fa parte della cultura del Duemila. E comprando un Personal Computer puoi accedere a tanti libri e a tante, tante informazioni che altrimenti non potresti ottenere. Arrivare a dati che non riusciresti a conoscere in una vita sola.

GT: La musica in Internet. “Bello”, commenta con entusiasmo. A tuo avviso la possibilità di poter “scaricare” file musicali MP3 direttamente dalla rete, può essere un mezzo importante, una liberazione dal punto di vista creativo per gli artisti nuovi, i giovani che vogliono emergere, oppure, come la vedono le case discografiche, solo un problema di diritti d’autore?

CC: Il problema è per le case discografiche, non per glia artisti.

GT: Per gli artisti invece?

CC: Per gli artisti non cambia proprio niente, gli artisti fanno la propria musica. Anzi hanno la possibilità di farsi ascoltare da tutto il mondo, non limite. Purtroppo la discografia perde un po’ d’identità da tutta questa situazione, potrebbe anche non avere più un ruolo ben specifico.

GT: A parte il discorso con Mario Venuti, una passione che condividiamo per un artista che non ha avuto dalla carriera solista, dopo lo scioglimento dei Denovo, tutto il successo che si merita (“Lo avrà”, afferma con convinzione Carmen) hai citato più volte altri gruppi del panorama musicale italiano, La Crus (catanesi come te), Afterhours, Bluevertigo, io ci aggiungo anche gli Scisma. C’è in vista qualche possibile collaborazione con loro?

CC: Mah, guarda, bene o male qualcosa con tutti l’ ho fatta, perché conosco queste persone direttamente. Mi hai nominato gli Scisma, che in questo momento rappresentano una delle mie band preferite insieme ai Bluevertigo. Poi ultimamente mi sto innamorando veramente delle nuove leve italiane, non riesco più ad essere esterofila. Se mi devo comprare un disco, mi compro il cd di una nuova band italiana”

GT: Gli italiani sono davvero cresciuti molto.

CC: Si hanno qualcosa da dire, non scopiazzano. Anzi secondo me sono più originali di certi gruppi esteri.

GT: La tua stessa presenza alla serata di MTV vuol dire che l’Italia musicale sta diventando rappresentativa.

CC: Può darsi…

GT: Grazie a te, sicuramente sì. (Carmen, modesta come sempre, estende il merito ad altri…)

CC: Grazie a chi dà modo di fare la propria musica a chi la vuole fare.

GT: L’album nuovo? È vero, come anticipavi nel tuo sito ufficiale, che sarà un disco sperimentale, magari che esce solo in vinile, oppure…

CC: No, è che io volevo fare questa cosa del vinile. Anche. Ma farò il cd, chiaramente, perché non è che posso “tagliare le mani”ai discografici. Però vorrei stampare un po’ di vinili, tipo 2.000 copie. Proprio per gli amatori, anche perché tu sai benissimo che sul vinile c’è un altro tipo di suono.

GT: Parlaci del disco.

CC: Il nuovo album sta cominciando già a dare il buongiorno. Pensa, ho già scritto cinque canzoni e trovo che siano notevolmente superiori a tutto quello che ho scritto finora.

GT: Allora sarà una cosa strepitosa.

CC: Spero…

Ne siamo sicuri. Grazie, Carmen. Rimani come sei.

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

Tuono Pettinato: Fumetti stondati con contenuti storti

Agatha Christie e i film gialli tratti...

Romina Moranelli: Pin up italiane

Paesaggio e Sublime

Andrea Sorrentino: Dai giochi di ruolo ai supereroi

Fabiano Ambu: Un’iniziativa meritevole: IT Comics e i suoi...

Il cliente

Eugène Scribe: ascesa e caduta di un...

Nicola Genzianella: Un artista tra Bonelli e fumetto francese

Ugo Bertotti: Dalle riviste d’Autore ai graphic novel

Minutaglie: sei libretti per adulti e bambini

Alex Ross, musicologo e scrittore

Anna Brandoli: Il ritorno del Mago di Oz

Dario Fo e Georges Feydeau: La farsa...

Assassinio sull’Orient Express e Tragedia in tre...

Tex è sempre più alla francese

Giulio De Vita: Tex è sempre più alla francese

Dario Fo e Georges Feydeau: La farsa...

La notte stellata di Vincent Van Gogh

Trieste Science+Fiction 2016

Io, Daniel Blake

Dove la storia finisce

Rapacità di Von Stroheim: la travagliata storia...

Benjamin critico di Baudelaire: la filologia in...

Se morisse mio marito e Perché non...

Benjamin critico di Baudelaire: la filologia in...

Casomai un’immagine

sir-05 mar-33 viv-26 viv-33 14 kubrick-64 12 bra-big-02 opla2 religioni1 lor-8-big cor06 jg_big_1 holy_wood_15 sac_05 Otrok24 mis3big-2 pm-27 murphy-08 murphy-27 murphy-34 galleria24 01 37 pugh-03 esplosa-02 20 Quarto movimento, 1951 Carol Rama Ritrovamento Picasso 2009 cornell-90