// stai leggendo...

Musica

Royalize

Sangue bastardo

Fare d’n’b (leggi Drum’n’bass) di qualità in Italia, non è una cosa facile. Proporre tutto ciò che di musicale non è in qualche modo omologato, in Italia, lo è ancora meno. I Royalize, gruppo nato da una costola dei Casino Royale, una delle band più innovative del panorama italiano, che dopo una camaleontica sterzata dagli esordi ska a una commistione di stili piuttosto “bastarda nel suo Dna” — sono parole di Alioscia, il leader — ha dato vita ad alcuni importanti progetti paralleli, come appunto i Royalize e la creazione di un’etichetta, la Royality, che oltre al cd d’esordio dei Royalize, Ryz, ha pubblicato di recente il prodotto di un’altra formazione dal sound system esplosivo, i Sud Sound System, ottenendo per entrambi buone risposte di pubblico e critica. Abbiamo incontrato Alioscia a Trieste, in occasione del concerto tenuto dai Royalize all’Hip Hop — vivacissimo locale della scena triestina che sotto la supervisione di Ricky Russo e Andrea Rodriguez quest’anno offre un cartellone live particolarmente ricco — con la conturbante presenza di Asia Argento, che recita — e ha diretto il relativo clip — nel brano “La tua lingua sul mio cuore”, presentato in anteprima all’Alpe Adria Cinema Festival, sezione cortometraggi.

Gianfranco Terzoli (GT): Parliamo di questa produzione. La collaborazione con Asia per il video-clip di “La tua lingua sul mio cuore”, com’è nata?

Alioscia: Com’è nata… vabbè. Ormai mi sembra di parlare di una cosa appartenente a un passato lontanissimo… (ride).

GT: Però per noi, per il pubblico, è di grandissima attualità…

Alioscia: No, chiaro, anche perché siamo qua a presentare questo video. Ci siamo conosciuti due anni fa, facendo una cosa per la televisione e alla fine, dall’interazione che c’è stata — intendo dire nostra, come Casino Royale, con lei ci siamo resi conto che bene o male c’era un’attitudine che poteva essere comune. Cioè ci è risultato abbastanza naturale lavorare assieme. Lavorare assieme voleva dire… oddio… per me e per lei magari scrivere delle cose e poi, con il supporto della band, recitarle. Per cui, quando abbiamo costituito questo “side project” di Casino Royale che si chiama Royalize abbiamo invitato degli ospiti a intervenire in questo progetto e… boh! Ci è venuto naturale chiedere a lei se aveva voglia di fare qualcosa sul disco. Asia ha fatto un pezzo e da lì poi è stato abbastanza naturale domandarci: “perché non se ne poteva fare qualcosa in video?”. Questo comunque al di là di quello che sta facendo adesso Asia, che è l’attrice, fa film. Questa cosa è poi successa anche nel momento in cui lei doveva preparare il film nuovo, per cui le è servita anche magari per cominciare a giochicchiare un po’ con questo “giocattolo” e raccontare storie… prendere la mira.

GT: Il rapporto tra la musica e Internet.

Alioscia: Be’, diciamo… più che altro, parliamo di quello che sarà. Cioè, mi sembra ormai abbastanza chiaro che scompariranno sempre di più tutti i supporti. Siccome siamo abituati comunque a stampare la musica, Internet sarà il canale prioritario di distribuzione della musica. Per cui c’è un interesse forte da parte nostra a questo mezzo. Penso che… come dire… tutti quanti dovranno specializzarsi molto nel cercare di proporre quello che fanno all’interno di Internet. Questo porterà certo a dei cambiamenti. Probabilmente, per quanto riguarda noi, potremo permetterci di realizzare delle cose sempre meno commerciali per l’Italia e più commerciabili per il resto del mondo. Probabilmente venderemo meno dischi in Italia — perché l’Italia comunque è ancora abbastanza legata a certi canoni e forse ne venderemo qualcuno di più nel mondo; almeno, questo è quello che spero che succeda. Poi, certi supporti esisteranno sempre, tipo i vinili, perché se fai il DJ usi i vinili e poi li metti quando fai le serate. Questo però è il futuro. Voglio dire, forse Internet darà anche una certa libertà, nel senso che la palla al piede della scena italiana è un po’ rappresentata dalla distribuzione e sicuramente la rete rappresenterà un vantaggio per gli artisti come noi. Poi credo anche che la rete dia pure l’opportunità a chi sceglie la musica di spendere i propri soldi veramente meglio, nel senso che non è che tu per forza dovrai scaricarti un intero album: ti scarichi dei pezzi e hai un costo minore, salti un casino di passaggi. Quello che succederà sarà forse che la musica verrà addirittura regalata: tu andrai a vederti un sito di una company che vende un prodotto e poi lì potrai magari scaricarti dei pezzi gratis.

GT: Quindi una musica senza padroni?

Alioscia: No, senza padroni no, però ci sarà un accesso più allargato. Cioè, io direi che anche nella fruizione della musica in rete ci saranno tutti i vantaggi tipici di Internet, cioè il fatto che l’accesso è veramente totale, per cui tu puoi fare una ricerca più ampia comodamente da casa. Poi, senza padroni non lo so, perché, voglio dire, ci sono dietro i diritti editoriali, tutte queste cose qua… Sono tutti gli elementi su cui adesso stanno succedendo tanti casini, per capire chi alla fine pagherà questa musica, chi sarà il proprietario dei pezzi e se potrà dare l’opportunità a qualcuno di metterli in rete. Sicuramente sarà una cosa diversa.

GT: Quindi, tu la vedi positivamente?

Alioscia: Per forza.

GT: Dove si sta andando, musicalmente secondo te? Dopo un periodo elettronico, un periodo di acustico adesso siamo tornati in una fase in cui si utilizza di nuovo molto l’elettronica per le basi…

Alioscia: Personalmente ti dico che è vero che questa cosa va un po’a periodi, però non è tanto il problema di che suono ha la musica, hai capito, se è fatta di tamburi e i tamburi siano suonati con le mani oppure programmati da un ragazzo cioè riprodotti da un computer: la musica è tutta. Io non riesco a vedere questa differenza, probabilmente perché nel mio Dna sono abbastanza bastardo, nel senso che mi piace tutto: dai Kraftwerk a James Brown. Tutto e il contrario di tutto. E secondo me, la differenza sta — per quanto mi riguarda, per i miei parametri — nel gusto e nello stile; poi, ci sarà sempre più un “crossover”. Credo. Spero.

GT: Quindi, sempre meno barriere, anche tra uno stile e l’altro.

Alioscia: Sì, perché non ce n’è ragione. Perché probabilmente andrai a scaricarti la voce di un muezzin che prega e di una cosa diametralmente opposta e poi le metterai insieme.

GT: E la tecnologia in questo offre spunti e occasioni interessanti per poter lavorare su progetti sempre più nuovi.

Alioscia: Sì, ma bisogna fare un paragone un po’ con la grafica: prima, per essere un bravo grafico dovevi avere una mano della madonna e disegnare benissimo. Adesso, per fare delle belle foto non devi essere per forza un esperto di tecnica cioè adesso, con i programmi tipo Photoshop, puoi fare delle cose interessanti standotene a casa e non avendo comunque grossi mezzi. Poi, il talento e il gusto, sono quelli che fanno la differenza, sicuramente. Hai capito, uno che comunque è un povero di spirito, uno scarso, rimane sempre uno scarso però la tecnologia secondo me offre delle opportunità infinite e lo stesso è con la musica. Poi, certo, uno sarà Plastic Bertrand e gli altri saranno i Kraftwerk, con il loro modo contemporaneo di usare tutti e due l’elettronica.

ROYALIZE non è una mosso sfudiata, figlia di strategie di marketing. E’ il risultato di un percorso d’amore verso una particoloare musica e la sua scena e, dall’altro, il primo passo di una nuova sfida professionale dei Casino Royale, il primo prodotto di ROYALITY, la nuova etichetta in cui essi intendono raccogliere i loro side-project rna anche dare spazio alle band e agli artisti indipendenti che frequentementesi rivolgono loro corme a uno dei pochissirni gruppi italiani in grado di essere punto di riferimento, non solo artistico ma anche professionale, per la loro generazione. II progetto ROYALIZE non parte da sole intuizioni di studio ma da un’esperienza forte già di un tour (nella primavera ‘98 in tutta la penisola e al Club 333 di Londra). Il lungo periodo di produzione ha portato poi ad un affinamento della produzione, e nella fase di missaggio è stato chiamato a Milano DIGITAL uno dei produttori/engineer più attivi sulla scena inglese del momento (Metalheadz.Timeless, Creative Source sono alcune delle label con cui ha lavorato).ma tutto il lavoro sulla produzione, la stesura, i suoni e le voci era già stato compiuto nello studio allestito all’interno di “San Antonio Rock Squat”, uno degli spazi occupati dove la scena underground della città vive da anni. Il risultato è un progetto, per stessa ammissione di DIGITAL, certamente al livello di ciò che le factory londinesi stanno proponendo. I brani del disco suonano con una precisione tagliente ed un impatto mai sentito in produzioni italiane del genere: finalmente anche in Italia del serio d&b. Fra le tracce ritroviamo la voce ultraterrena ed inquietante di Asia Argento (“La tua lingua sul mio cuore”) e di Rino/Raiss degli Almamegretta, altri portabandiera del genere in Italia. E’ difficile dire se ROYALIZE raggiungerà l’obiettivo (è speranza di molti) di portare il d&b alle orecchie e nella cultura di un maggior numero d’italiani e altrettanto difficile è stabilire se avrà la visibilità internazionale che mostri il nostro underground vivo e ad alto livello, ma di una cosa si può essere certi in questo rnomento di recessione discografica e smarrimento musicale. Il disco di ROYALIZE è il risultato e la testimonianza di qualcosa di vero e vivo che attraversa l’apatica scena musicale italiana odierna, un punto di partenza per un cammino di integrazione di quest’ultima in quella europea, a tutt’oggi ben più compatta e trasversale della nostra.

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

A modo mio mi prendo cura di te

A modo mio mi prendo cura di...

Mio padre era un uomo sulla terra...

Festival internazionale del cinema e delle arti...

Le versioni cinematografiche del tema di Faust...

Le versioni cinematografiche del tema di Faust...

Montalbano Je suis

La morte nei film di animazione

Il romanzo di Sant Jordi: Màrius Serra...

Scoprendo Joe Orton (II)

Joe Orton: Scoprendo Joe Orton (I)

Dan Panosian: Una passione di famiglia

Piero Alligo: La magia delle tavole originali

La parola alla difesa e Poirot non...

È troppo facile e Dieci piccoli indiani

Marco Galli: Materia Degenere

Victoria Jamieson: Il fumetto come il roller derby

Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)

Un viaggio senza fine

Barriera invisibile (Gentleman’s Agreement)

José Muñoz: Miraggi di memoria

C.B. Cebulski: Il globetrotter della Marvel

Trieste Film Festival 2019

Umberto Pignatelli: La rinascita del librogame?

Dave McKean: L’illusione del significato

Tito Faraci: Feltrinelli Comics: una scommessa vinta

Casomai un’immagine

pas-02 pas-09 viv-03 th-38 th-68 th-76 01 thole-12 thole-19 ruz-07 piccini_19 busdon-01 brasch2 krypton voce1 cip-07 cip-14 lor-5-big holy_wood_13 s13 s6 sac_05 mis-pre1 murphy-15 galleria09 05 08 36 32 Jingle SCI-FI