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Fumetto

Steve Pugh

Generazione X

Lorenzo Bertuzzi (LB): Cosa è accaduto nella tua vita professionale dall’ultima volta che ci siamo sentiti, un anno fa? Se vuoi puoi anche parlarci della tua vita privata… perché qui in Italia gli show sulla vita privata della gente vanno alla grande…

Steve Pugh (SP): Eh… che vuoi, non ho una vita privata, disegno fumetti, io!

Gli ultimi due lavori importanti sono stati Superman vs Terminator per la Dark Horse/DC Comics, scritto da Alan Grant, e un paio di numeri di Legends of DC Universe, sempre per la DC Comics, scritti da Jamie Delano… certo, l’avere ottenuto il posto di disegnatore regolare di Generation X mi ha procurato molta attenzione nelle ultime settimane!

LB: Dunque hai lavorato con Delano per Legends of DC Universe, una serie basata sui Nuovi Dei. Da queste parti, un sacco di persone (BLASFEMI! Dal primo all’ultimo…) pensa che l’intera saga del quarto mondo si trovi a un vicolo cieco e che il fatto che ogni cinque anni un qualche artista provi a darle nuova linfa sia solo la prova della mancanza di idee nuove nell’industria americana dei fumetti. Cosa ne pensi dell’ultima serie “Nuovi Dei”, disegnata da un dio delle matite come W. Simonson?

SP: Sarò onesto. Prima di iniziare questo progetto non avevo letto alcuna storia dei Nuovi Dei, vecchia o nuova, e non conoscevo proprio i primi lavori di Kirby! Può sembrare superficiale da parte mia, ma di solito giudicavo la bravura di un disegnatore dal modo in cui disegnava le donne! Non capivo o non mi piaceva lo stile grezzo e mascolino di Kirby. Ma poi, al momento d’informarmi per lo script delle Legends of DC Universe, lessi tutte le storie dei Nuovi Dei di Kirby che trovai e… sorpresa! me ne innamorai! Il Re stava tentando di raccontare una storia epica quanto i miti nordici e di creare dal nulla un intero pantheon di dei: alquanto ambiziosetto!

Penso che da quando i fumetti hanno iniziato a voler essere più ‘credibili’ e assomigliare di più ai film, abbiano perso la capacità di meravigliare il lettore… quanto mi piacerebbe vedere più storie come quelle del quarto mondo! E credo che Big Barda sia molto caliente

LB: Tu, Millar su Authority, Edgington su X-Force, le storie di Ennis e Delano, ecc.ecc. … 
Esiste forse una ‘Ellis & Ennis Society’ che sta tentando di impadronirsi del mondo dei fumetti? Seriamente, esiste una specie di comunanza tra chi fa parte di questa nuova ondata di artisti britannici che sta travolgendo le rovine di quello che una volta era il fiorente mercato dei fumetti americani? Vi incontrate spesso o comunicate semplicemente via e-mail scambiandovi le infami fotografie di Garth nudo (per dimostrarti che HO LETTO le altre interviste che hai rilasciato …)?

SP: Eh! Conoscere di persona gli scrittori più in voga del momento non è garanzia di lavoro… anche loro hanno i loro eroi, e potrebbero preferire un lavoro con Jim Lee o con qualche altro americano famoso rispetto a qualcuno che conoscono socialmente. In realtà ho litigato con Garth durante la lavorazione a Saint of Killers. Adesso fra di noi va bene, è un buon amico, ma dubito che lavoreremo ancora assieme, dato che stiamo andando in direzioni differenti: a lui piace raccontare storie, ma per ora non è molto preso dai fumetti… penso che preferirebbe lavorare per il cinema. E comunque è proprio un gran bell’omino, da nudo!… Eccetto forse quelle caviglie da femminuccia…

Con Warren ho lavorato più di una volta, ma la maggior parte della volte è stato un disastro! Penso che stavolta romperemo questa striscia negativa!

LB: Leggevi Generation X? Ti piaceva? Quanto sarà differente la vostra gestione da quella di Dodson e Faerber?

SP: Più o meno allo stesso modo che con i Nuovi Dei di Kirby, sto recuperando tutti i numeri di Generation X, fin da quando c’era Bachalo. Ho iniziato a leggere Generation X dal n°1 perché i disegni sono veramente impressionanti, e poi è la testata mutante che mi ha sempre incuriosito maggiormente.

Ehm… Terry Dodson ha un tratto sorprendentemente pulito, nonostante il quale riesce incredibilmente a rispettare la cadenza mensile, e penso che farà un gran lavoro sul nuovo Harley Quinn, ma direi che è un po’ troppo ‘plastico’ per i miei gusti… credo anche che manchi di personalità: sembrava che tutte le ragazze fossero tratte dalla stessa foto e non sarei mai riuscito a distinguerle se non fosse stato per il diverso colore dei capelli!

Warren e Brian si stanno discostando dalle ‘soap opera’ e stanno veramente provando a inserire i ‘ragazzi’ nel mondo in cui, un giorno o l’altro, dovranno vivere.

LB: Solitamente, le testate che si basano su personaggi adolescenti vengono disegnate in stile quasi ‘cartoon’ o manga (vedi ad esempio i primi numeri realizzati da Bachalo e Ramos per DV8 o il buon riscontro che sta avendo la Young Justice con T. Nauck). Non pensi che sia strano che la grande maggioranza di questi titoli venga scritta da scrittori che così giovani poi non sono (Waid, Davis, ehm… ELLIS… ma ti prego non dirgli che lo reputo un vecchietto!) e che venga letta, in realtà, da lettori non proprio giovanissimi? Forse, concedendo una maggior libertà a giovani rampanti come Wood, perché immettano vera rabbia e confusione nei fumetti, si potrebbero liberare i lettori più giovani dalla prigione dei videogiochi, non credi?

SP: Ah! Sì, è proprio vero!

Ma Warren scrive lo stesso tipo di cose da dieci anni a questa parte, solo che lo scrive (sempre) meglio! Brian è stato assunto perché è molto, ma molto bravo.

In realtà, sono un grande fan di Young Justice… mi piace proprio… ma molte delle cose che vengono vendute ai lettori come giovani e trendy, spesso, invece, rispondono solo a ragioni di business… lo stile manga è molto in voga tra gli editor, soprattutto perché in questo modo gli artisti possono sfornare le tavole in poco tempo e così gli albi possono uscire secondo programma! Inoltre, a molti fan più giovani piace vedere dei disegni che si possano copiare facilmente!

LB: Non sei generalmente considerato un disegnatore di supereroi ‘classico’. Pensi che grazie a questo si vedrà una maggiore interazione tra i personaggi? Non pensi che sia pericoloso per i giovanissimi leggere Generation X, dopo quello che Warren ha combinato con DV8?

SP: Ah! Be’, guarda, quando Warren scrisse cose molto dure, mentre lavoravamo assieme a Doom 2099 (sempre per la Marvel), sostituirono semplicemente i miei disegni! Seriamente, Warren non ha bisogno di fare affidamento su shock e spaventi… è che gli piacciono proprio!

Nella nostra gestione completeremo i personaggi e daremo loro delle personalità reali… avranno dei gusti musicali, seguiranno le mode, avranno amici… insomma, li faremo diventare dei veri teenager.

LB: Non voglio fare una predica o suonare retorico, ma in un mondo che solo nell’ultimo anno ha visto le guerre di Timor Est e del Kosovo, solo per limitarci a quelle che hanno avuto più ‘passaggi televisivi’, che valore o significato può avere un fumetto che parla di coesistenza interrazziale?

SP: I mezzi di comunicazione dovrebbero insistere alla morte sul messaggio che la coesistenza tra le razze è normale, e ritrarre i razzisti come freak. La tensione razziale, comunque, è originata in gran parte da chi ha qualcosa da guadagnare dal fatto che la gente si faccia la guerra…

LB: C’è un personaggio in particolare della Generation X che ti ha impressionato e che ti piace disegnare?

SP: Jubilee è attraente e ‘cartoony’, è uno spasso disegnarla… Chambers è veramente cool… Monet è bellissima… ho qualche idea da sviluppare per Skin… ma penso che Husk sia il personaggio che fiorirà veramente… sai, Warren ha reso finalmente interessante il suo potere.

Immagine articolo Fucine MuteLB: Avevi letto Channel Zero prima di unirti al suo creatore per il progetto Counter X? Cosa ne pensi di Wood come disegnatore?

SP: Sì! L’avevo letto e sono una delle innumerevoli persone che pensano che sia una vergogna che la Marvel non lasci disegnare la serie a Brian… anche se per me, in fin dei conti è un vantaggio, !

LB: Non conosco la situazione nutrizionale delle scuole inglesi, ma pensi, ora che hai preso le redini della parte grafica di Generation X, che riusciremo finalmente a vedere adolescenti di sesso femminile più credibili rispetto a quelle incredibili femmine supersiliconate che ci propinava Dodson (mi piace moltissimo Mantra, ma Jubilee o Paige sono o dovrebbero essere delle ragazzine!)? Seriamente, non sei generalmente considerato un artista di fumetti ‘classico’: pensi che questo porterà la serie a una maggiore interazione fra i personaggi?

SP: Puoi aspettarti una vasta gamma di misure pettorali!

Senz’offesa agli americani, ma credo che loro pensino di essere veramente così! Penso comunque che cercherò di accontentare i fan almeno un po’: gli farò vedere qualcosina e così saranno felici e contenti.

Immagine articolo Fucine Mute

LB: Quanta libertà ti danno Ellis o Wood nel ritrarre i personaggi e nel creare il nuovo look di questi mutanti?

SP: C’era così poco tempo per disegnare i primi numeri che era già tutto bello pronto e non c’era spazio per alcun cambiamento! Credo che questa sia una specie di libertà! A causa di questo, i costumi e il look dei personaggi evolveranno nel tempo…

LB: Sono rimasto molto colpito dalle tue copertine per Legends of DC Universe e per Superman vs Terminator. Mi pare che tu abbia sviluppato una tecnica molto personale nell’uso delle nuove tecnologie applicate al disegno. Puoi spiegarci il tuo metodo di lavoro? Realizzi le cover sul tavolo da disegno e poi le scanni o lavori direttamente al computer? Che programmi usi? Vedremo mai la computergrafica fare capolino sulle cover di Generation X?

SP: Guarda… non c’è poi molto da spiegare: prima creo una versione molto approssimativa in 3D dell’immagine in ‘bryce’, poi la stampo e infine la dipingo con i colori normali per darle un aspetto meno ‘computerizzato’. Mi piacerebbe veramente molto poter fare le cover di Generation X, ma gli editor preferiscono qualche artista più famoso per attirare i lettori… sob!

LB: Hai in mente di fare uso del computer per disegnare, completamente o parzialmente, una storia intera? C’è la possibilità, ad esempio, di vedere una storia di Hotwire interamente lavorata al computer?

SP: Sì, sto cercando di convincere qualcuno a farlo.
Mi piacerebbe molto fare uno di quegli album cartonati in stile ‘europeo’, tipo Morbus Gravis o Storm, ma non so proprio come muovermi…

LB: Quanto è cambiato il tuo modo di lavorare, adesso che hai un inchiostratore? Se non mi sbaglio, è la prima volta che qualcun altro inchiostra le tue matite, vero?

SP: Arrghh!… l’idea di passare un mese a disegnare una storia per poi vederla ripassata a china da qualcun altro, che oltre a personalizzarla, cancella i miei disegni a matita, be’, è veramente odiosa! Ma è un male necessario che serve a rispettare le scadenze! Di solito, devo evitare di disegnare cose troppo difficili perché il disegnatore possa rifinirle in modo convincente… nel mio primo numero di Generation X, infatti, c’è un’immagine di Jubilee che fa una smorfia: a matita era molto artistica, ma una volta inchiostrata faceva schifo.

LB: Quali sono i tuoi progetti futuri? Stai lavorando ad altre cose, ora che stai alla X Mansion ?

SP: Ah! Al momento non ho tempo per altre cose!
Voglio solo vedere fino a quanto mi lasceranno proseguire con i lavori di ammodernamento…

Grazie, Steve

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traduzione a cura di Andrea Leitenberger

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