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Omnia

Buone vacanze

Ho voglia di dirvi cosa ho pensato. Cose assai strambe, considerazioni che ho fatto, forse, in un momento di sonnecchio.

Ho voglia di raccontarla così, prima delle vacanze, con un saluto caro a chi, talvolta, fa una scappata alle Fucine. Ho sognato d’essere alle prese con un concorso: il ben noto concorsone nazionale per le scuole medie inferiori e superiori. Si è letto sui quotidiani, e si è detto ampiamente sui tiggì, dei sospetti di compravendita d’esami e abilitazioni in varie località nazionali (Roma, Salerno, Latina…). Non stupitevi: sono cose che accadono dappertutto, non solo da noi. E, in Italia, bene accade in ogni settore della società (dunque, a maggior ragione, nella scuola, dove spesso tutto sembra essere antico, superato, inspiegabilmente inefficiente, clientelare). D’altro canto, in un paese dove i benemeriti tenori lirici patteggiano col Fisco per quote plurimiliardarie, a fronte d’evasioni evidentemente strabilianti, accade giustamente che per un benedetto, sottopagato posto da insegnante, magari dopo anni e anni di studio, rinunce, esami vari, d’amarezza e disoccupazione, qualcuno cerchi la manovra determinante e risolutiva, quella che ti consegna il posto per raccomandazione e regalìa, magari d’un orologio o poco più (ma ricordate gli arbitri e i selezionatori del mondo pallonaro e miliardario, che ricevevano i Rolex? Stanno pur tutti ad arbitrare e a selezionare, comunque, di nuovo, come nulla fosse successo…).

Certo, questi sono candidati disonesti, ignoranti e in malafede. Ma poveracci… bisogna capire, siamo in Italia, un professore vale meno della donna delle pulizie…

Quegli stessi tenori che patteggiano, quegli stessi tenori che ci vedono bene quando si tratta di far beneficenza e telecronache (ricordo d’una pupazzata, quella con un giornalista nazionale che conduce la diretta calcistica assieme al cantante cieco, il quale surrealisticamente si sforza di commentare…), prendono tutti residenza a Montecarlo. Come tutti quelli che hanno soldi ed un minimo di faccia tosta. Hanno le loro ragioni, poverini… con la pressione fiscale italiana… c’è da capirli. C’è uno che ne ha appena per tingersi i capelli e le sopracciglia di nero nero, per sembrar più giovane alla sua bella. E per reggersi la mole da maestro, che pare di anno in anno più importante. Diavoli di tenori!

Ho sognato anche della televisione. Televisione estiva, roba da chiodi, eppure unica voce, maledettamente invadente. Quando gli ascolti diminuiscono (d’estate la gente riesce a fare anche altro, ad uscire dal sonnambulismo coatto che d’inverno costringe invece all’imbambolamento dinnanzi alla scatola televisiva) i mass media tutti accentuano drammaticamente le proprie caratteristiche mesmerizzanti (descritte, ad esempio, da U. Eco in “Apocalittici e integrati”): quelle d’omologazione del gusto, quelle che incoraggiano massimamente ad una fruizione passiva e acritica del mondo, quelle che si rifiutano d’andare anche solo a stimolare vagamente qualcosa che stia più sotto della più estrema superficialità; quelle che impongono modi e stili, miti e costumi, che creano “tipi” di immediata riconoscibilità (possono essere anche vagamente “controculturali”: andava di moda il coattismo, il Piotta, sino a qualche tempo fa… ora è già “Stracult”). La tv come bersi un bicchiere di chinotto, e si sa che il chinotto è buono e gasato ma non sa di niente.
Ho sognato, dunque, dell’ultima fantasmatica apparizione di varietà, d’un piccoletto dimagrito molto, un tempo, ora reingrassato, che fa virtù spettacolare d’inferni e paradisi nostrani (la prima puntata con Fede e Brilli); ho sognato di vuoti completi, di buio della ragione e del sentimento, di modelle virtuali e ritocchi digitali (vabbé, e che pensavate! Il sottoscritto non è mica più quello della foto in colonnina: l’immagine è il regno di gioventù e virtualità…).
La politica è in vacanza, i vip pure; Anna la finlandese – che s’è levata la maglietta allo stadio – e Max il campione della moto, si lasciano… svanisce d’un tratto anche il cicaleccio e rimangono dunque solo le notizie vere, che non essendo pettegolezzo ormai non interessano a nessuno, e quindi non sono notizie. Perché è importante cosa fa l’Arcuri, la Caldonazzo, la Vento. O Bova. O Garko. O le Veline. La tv come “Cronaca vera”, “Stop!”, “Novella 2000”. 
D’estate anche le redazioni vanno in ferie. E allora si discute d’esodi e controesodi, di tintarelle, superenalotto, sesso kamasutra e metodi di sollazzo più o meno elegante; e magari di qualche estemporaneo e misterioso omicidio a sfondo sessuale (la ballerina domenicana, le due donne sulla spiaggia), o di qualche rapimento (quel filippino che si spara nel cuore a Portorose: povero diavolo pure lui, con quel nome che sembrava un veneto di dubbia moralità, Bagasson…). O, con grande ipocrisia e attenzione alle testimonianze tipo “era un buon ragazzo, tutto casa e lavoro”, “gentilissimo, silenzioso”,”chi avrebbe mai pensato che”, dell’agghiacciante caso del giorno, dell’omicidio di camorra, del ragazzino che muore fulminato dai cavi scoperti, del solito che massacra la famiglia e si fa saltare le cervella.

O dei soliti contrabbandieri di carne umana che sui loro gommoni danno inizio al viaggio degli immigrati clandestini, e ne buttano parecchi a mare, come sacchi di spazzatura di cui liberarsi in una discarica. Perché l’Italia della televisione è anche questa, caro Jack Folla (che ben straparli da una cella di retorica RAI, moralista e estetizzante…). L’Italia d’estate è questa, inerme e indifferente di fronte alle mafie della disperazione e alla loro violenza.  Con le navi e i battelli della vergogna, i TIR del traffico di clandestini, mezzi tutti stracarichi di vecchi, donne e bambini alla ricerca della felicità televisiva italiana, che dagli schermi scompaiono sempre di più, poco a poco… scomodi politicamente e… troppi, francamente troppi, inflazionati, da minimizzare, perché preoccupanti. E allora si fa un po’ di morale, un po’ di demagogia, e una puntatina di servizio sul Presidente che va dagli albanesi, su questi che collaboreranno, sì, ma ad ottobre, quando tornano dalle ferie. Berisha, proprio quello di “Striscia”, fa proclami sul connubio mafia e governo (il suo). Ma da quale pulpito.

Poi il Presidente (il nostro) dice pure, nella ricorrenza della Strage – alla stazione di Bologna – che depistaggi e menzogne ci sono state, e che sono state umilianti. Come per l’aereo caduto in mare ad Ustica, come per mille altre stragi ormai silenti, per la giustizia delle quali si levano ormai unicamente nobili voci sole, che so, quelle delle vittime e dei loro comitati, quella del buon Paolini, attore e uomo d’impegno. Grazie tante, e buone vacanze signor Presidente. Anche se alle sue conclusioni c’eravamo già arrivati, anche se ci aspetteremmo di più, magari anche su altre stragi meno “chiare”…

Ho considerato anche delle azioni Air France, che alla caduta d’un Concorde s’impennano all’improvviso, recuperano, guadagnano e chiudono nettamente in positivo (che cosa perversa: muore la gente, e qualcuno ci guadagna…). Ho sognato anche di cose fondamentali, che preludono all’orgia invernale, di calciomercato e dei suoi fuochi d’artificio, d’un giocatore dal cognome perlomeno singolare – quasi come l’esausto intercalare di Jerry Calà – comprato, pagato vagonate di miliardi, poi no, involatosi verso altre maglie, altri lidi: figo. E d’un centravanti turco che torna alla grande in Italia, dopo esserci stato già in sordina qualche anno fa, questa volta alla corte del presidente petroliere più ingenuo e scialacquatore del mondo.

I petrolieri pallonari, i presidenti ct. I ct presidenti. Il Governo pro ct. Le assicurazioni e l’antitrust. I telefonini e Megan Gale. Back off kids! Telecom, Seat, Tin.it, e Tmc. Mediaset. L’Unità chiude. Poi no.
Una bomba fa strage a Mosca. L’ETA colpisce in Spagna.

Grigio giorno d’estate strana, che per i meteorologi doveva essere la più calda; e piove.
A Maranello suoneranno le campane, quando piove, perché la Ferrari vince alla grande, coi temporali.
Mi guardo in cassetta “Ghost Dog”, che non avevo visto al cinema.

Qualcuno ha ancora qualcosa da dire
. Di nobile ed importante.

“La Storia d’Italia del XX secolo”, con la regia di Folco Quilici e i testi di Renzo De Felice, serie di documentari con splendidi filmati d’epoca, efficaci ricostruzioni storiche, brillanti interpretazioni, va in onda alle nove del mattino, addirittura prima del latinorum di Mirabella. Dal 15-20 agosto, invece, cinque giorni di Giubileo dei giovani.
Che sia la torrida estate di cui dicevano i meteorologi?
Buone vacanze, poveri diavoli.

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