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Fumetto

Terry Moore

Un indipendente in Paradiso

Immagine articolo Fucine Mute

Ilaria Arianna Cecchini (ILC): Prima di tutto, una cosa che molti lettori ancora si chiedono: sei stato ispirato da qualcuno in particolare nella tua vita nello sviluppo dei personaggi principali di Strangers In Paradise?

Terry Moore (TM): Nessuno in particolare. Più che altro una certa sensazione e la crescente consapevolezza della rabbia delle donne nel mondo.

ILC: Leggendo la serie ho avuto la strana sensazione che sia Katchoo che David siano una parte di te, mentre Francine rappresenta qualcun’altro, ma vicino a te. C’è qualcosa di vero in questa sensazione o dovrei dormire di più e pensare di meno?

TM: In realtà, tutti e tre i personaggi principali sono parti di me, penso. Mi sento come Francine e David quando sono in pubblico, ma più come Katchoo nella mia mente. Mi piace quando Katchoo va in escandescenze in pubblico, perché ho spesso desiderato di poterlo fare. Ma cerco di essere una persona civile come David. Francine è come mi sento nel profondo, delicato e facilmente schiacciato.

ILC: In una vignetta del terzo numero del terzo volume (volume quinto pagina sei dell’edizione italiana) Katchoo sta leggendo un libro di Jeanette Winterson. Sei mai stato influenzato o ispirato da qualcuno dei suoi libri, come Scritto sul corpo?

TM: Penso che Jeanette sia, o fosse, una scrittrice di talento. Sono anni, però, che non sento parlare di lei. Suonava la parola scritta come uno Stradivari.

ILC: Parlando del multimediale, una volta dicesti:”…Ieri sarebbe stato un uomo del rinascimento, oggi viene chiamato multimediale”. Mi piacque molto la definizione.
Cosa mi dici delle voci riguardanti un film o un cartone animato su Strangers In Paradise? La difficoltà principale consiste nel convincere Katchoo a tornare a vivere a Hollywood?

TM: Sì! Non ci vuole andare. Non ho una gran speranza che venga fuori qualcosa su Strangers In Paradise da Hollywood, perché dovrei andare a vivere là e far sì che si realizzi. È qualcosa a cui non sono preparato. Hollywood — come città e come società — non è divertente.

ILC: Stai scrivendo un romanzo su Strangers In Paradise o hai intenzione di farlo? Se sì, come sarà? Qualcosa tipo Stardust di Gaiman e Vess o un romanzo vero e proprio?

TM: Sto lavorando ad un romanzo su Strangers In Paradise.

ILC: Qual è il tuo atteggiamento nei confronti della rete?

TM: È eccentrico. Non è la risposta a tutte le cose in commercio. Per dirne una, il mondo dei fumetti e dei quotidiani si sta restringendo e diventando obsoleto forse, in modo molto simile alle riviste vecchio stile. Specialmente se li guardi dal punto di vista di un fumettista in cerca di lavoro. Una volta c’erano un sacco di gran bei posti dove lavorare per un fumettista. Ma adesso dove andiamo? I fumetti, i quotidiani, hanno entrambi tagliato al minimo indispensabile. E le riviste non usano più fumettisti o illustratori come una volta perché ora usano le foto o la grafica computerizzata. Adesso è arrivata la rete e crea più distrazione, ma nessun nuovo posto di lavoro per i fumettisti. In generale, mi lamento della perdita delle persone creative in una società ossessionata dal business, e finora internet non aiuta.

Immagine articolo Fucine Mute

ILC: Il formato della striscia sembra adattarsi perfettamente alla rete, e alcune delle strisce pubblicate sul tuo sito erano veramente belle (specialmente Kixie!). Avremo la possibilità di vederne ancora?

TM: Forse. Per adesso con le strisce sono in pausa, almeno finché non riuscirò a tirar fuori qualcosa di originale. È facile mettere delle strisce in rete, ma come fa uno a guadagnarsi da vivere in questo modo? È come appendere una striscia sulla bacheca della piazza cittadina. Puoi farlo, ma non puoi viverci su.

ILC: Ci sono parecchie canzoni originali che hai scritto per Strangers In Paradise. Metterai mai le tue musiche in rete?

TM: Sì, mi piacerebbe fare un CD e mettere le canzoni sul sito web di Strangers In Paradise in formato MP3 o qualcosa del genere. Sarebbe davvero divertente. Sto lentamente lavorando per registrarle a questo scopo.

ILC: In Italia uscirà presto (Nota per l’editore italiano: quando?!?!??) il cartonato di Sanctuary: cosa vorresti dire ai lettori italiani?

TM: Vi prego, compratemi tutti i libri che così posso comprarmi una Ferrari!

(Sè! La ben nota campagna: “Sostieni l’economia nazionale, permetti ad un povero texano di comprarsi la Ferrari!”)

ILC: Quand’è che torni in Italia? Bada bene, ci sono un sacco di nuovi lettori che sarebbero felicissimi di incontrarti… per non dimenticare i due gran premi!

TM: Amo l’Italia e ho molti amici là. Ci sono tornato nella prima parte di quest’anno ed è stato fantastico. Potrei vivere molto felicemente in Italia, penso. La prossima volta voglio restare per qualche mese e farci un intero arco di Strangers In Paradise, Katchoo e il resto della compagnia in Italia, con ambientazioni vere disegnate nella storia.

ILC: Hai mai cambiato qualcosa dalla serie originale alle raccolte? Se sì, perché?

TM: Parte del linguaggio scurrile è stato tolto quando la prima parte della storia è uscita in raccolta, perché ho imparato che troppo sesso o parolacce limitano l’ambito dei lettori. In generale, le raccolte sono più vantaggiose perché includono schizzi e pagine mancanti qua e là. Ma i numeri singoli hanno l’angolo della posta e molti schizzi che non compaiono nelle raccolte. Mi spiace!

ILC: Ho notato che i baci tra David a Katchoo sono sempre mostrati chiaramente, mentre quelli tra Katchoo e Francine no: hai avuto problemi con qualche tipo di censura o è stata una tua libera scelta?

TM: Censura.

ILC: Qual è il tuo atteggiamento nei confronti delle etichette? Sembra che sia Francine che Katchoo non accettino alcun tipo di etichetta sul loro orientamento sessuale. È intenzionale? Quand’eri nel business musicale, accettavi facilmente che mettessero etichette sulla musica che scrivevi?

TM: Penso che le etichette siano pigre. Dovremmo prendere le persone sul serio e considerare ognuno in quanto individuo. È troppo facile trovare gli elementi che ci accomunano e categorizzare, ma non è certo un gesto di riguardo né d’affetto. Il business musicale sembra volere cose innovative, ma ama etichettare qualunque novità gli capiti. Buffo, eh? Avevo con la mia musica lo stesso problema che ho ora con i miei disegni. La gente dice: che genere è? Io dico che non lo so, non esiste una definizione precisa. È una cosa che lascio agli altri, ma dovrebbero trovare definizioni nuove per i lavori nuovi, invece di liquidarli come jazz se hanno degli elementi di jazz o rock se hanno degli elementi rock. Stessa cosa coi fumetti.

ILC: Sebbene tu non faccia mai delle prediche, sembra che ci sia una forte questione morale sotto tutta la storia che racconti: ti va di parlarne, o preferisci che a spiegarsi sia la storia stessa?

TM: I personaggi hanno tutti a che fare con delle questioni morali, perché questa è la base di tutti i nostri conflitti. Cerco di tenermi fuori dalla storia e lasciare che le varie persone camminino per la loro strada, però sento che una verità di base sottostante (Dio, la morale e la responsabilità umana) sia essenziale alla storia e i personaggi devono averci a che fare in un modo o nell’altro.

ATTENZIONE! NEL PROSSIMO PARAGRAFO SONO PRESENTI LIEVI ANTICIPAZIONI SULLA STORIA. SE NON VOLETE SAPERE NULLA, SALTATELO! IN CASO CONTRARIO, SIETE I BENVENUTI!

ILC: Ci sono state molte discussioni sulla coerenza nella successione degli eventi in Strangers In Paradise da quando Katchoo si dichiara a David nel numero 29. Solitamente qual è il tuo approccio alla continuity? Quanto hai ben chiaro fin dall’inizio, e quanto immagini strada facendo?

TM: Di solito le ribellioni sulla continuità si alzano quando uno dei personaggi implica qualche nuovo colpo di scena e non si spiega. Poi quando la storia va avanti tutti fanno: “Ohhhh!”. Il numero 29 è un buon esempio. C’è un momento simile nel numero 35 quando Katchoo chiama Tambi col suo vero nome. Non è mai stato detto prima, ma era lì per tutto il tempo. Penso che i lettori a volte si aspettino di avere un punto di vista privilegiato sulla storia in modo da saperne di più dei personaggi, ma dove va a finire il viaggio? Meglio che il lettore rimanga al passo coi personaggi e che i due attraversino insieme le avventure.

Per quel che riguarda la storia, ne conoscevo già la maggior parte quando ho cominciato la serie autoprodotta. Ho avuto 9 mesi per pianificarla, tra il momento in cui ho fatto la miniserie e quando ho lanciato la serie per conto mio. L’ho studiata attentamente. Trovo ancora dei nuovi colpi di scena strada facendo, ma l’identità di David era una cosa che sapevo fin dall’inizio. Penso che renda interessanti tutte le scene in cui compare, sapere che l’affronta in silenzio, e il fatto che Katchoo lo sappia ma tenga le labbra serrate per tutto il tempo cercando di batterlo, mostra soltanto tutto quello che lei stessa sta affrontando e fino a che punto sia una dura. È un campo di prigionia delle relazioni interpretato in uno scenario ingannevole.

ILC: Ed ora, per ultima ma non meno importante, la domanda più intelligente e acuta dell’intervista, che è…

Oh, che peccato, è finito lo spazio…

TM: Ah, che peccato, e io che stavo per darti la risposta a tutti i misteri di Strangers In Paradise.

Sarà per la prossima volta.

(Aaargh! Così imparo!)

Grazie per essere stato con noi, Terry!

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