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Omnia

Sangue giovane

Detto che esiste globalizzazione buona e globalizzazione cattiva, e che compito nostro sarebbe fare in modo che si vada verso quella buona, finalmente è arrivato il morto del G8. 

Bertinotti il calvo gentilissimo e pericoloso continua a vivacchiare la sua maleodorante anti-sinistra di protesta dura (irresponsabile in primis proprio verso la Sinistra), di Rivoluzione con la “erre” alla francese e l’accento alla Seattle, ed intanto qualcuno ci rimette la pelle. Pelle e sangue giovane, mica quella sfatta di certi mentecatti che come lui s’affannano nel cantare l’organizzazione della protesta. O nell’autorizzare la legittimità di gruppi anarco-ribellisti assai vicini al terrorismo. 

Moretti Nanni su di lui ha detto bene.

Si diceva: protesta pacifica, pacifista, ecc. ecc. Manco per il cazzo. Attacchi organizzati, cubetti di porfido, incendi, molotov, arieti, bombe e bombette, barricate, biglie d’acciaio, scudi, sangue, pestaggi, mazze chiodate. Uomini in bianco, e uomini in nero.

Il blocco nero, secondo Bertinotti, è stato fatto circolare per la città.

Comunque: professionisti della guerriglia urbana, minacce, il morto (i morti: se fosse, perché meravigliarsi?). Qualcuno ha sparato. Probabile, anzi senza ragionevole dubbio, ormai. Ma in queste situazioni, cari belli, capita – e maledizione, non dovrebbe… Lo sappiamo, e lo sanno soprattutto quelli che attizzano il fuoco sotto il culo agli scalmanati, agli arrabbiati. Quelli poi che dovrebbero fare la protesta, e ne sanciscono soltanto la sconfitta. 

Abbiamo visto l’hippie di sessant’anni suonati superare le barriere, con la sua lunga barba, i capelli bianchi e lunghi, alzare le mani senza sorriso, ed esultare appena. Lui forse è uno dei pochi ad aver fatto qualcosa d’importante.

Abbiamo sentito il manifestante urlare alla Polizia, ai Carabinieri: “Bastardi, l’avete ucciso, bastardi!”, ed abbiamo visto un poliziotto inseguirlo, e rispondergli in un dialogo urlato, assurdo, disperato: “L’hai ucciso tu col tuo casco, testa di merda, l’hai ucciso tu col tuo casco!”. Con la voce rotta, e parlava per metafore, ovviamente, perché già aveva capito la doppia tragedia che si era consumata. Perché la tragedia è doppia, ovviamente di diverse dimensioni. Da una parte nella morte (morte, capiscono i signori della protesta e quelli della politica?), dall’altra nella tragedia d’una vita disfatta. 

Al nostro paese i manifestanti pacifici non girano con l’armatura. Non con le spranghe. Non con i caschi. Non incendiano le camionette delle forze dell’ordine con i militi dentro. Non si sfascia tutto, non si feriscono, non si distruggono banche, negozi, macchine (foss’anche la nostra, per la risata di quelli che richiedono garanzie e tutele a manifestare, ma che la nostra macchina, dopo aver letto il pezzo che stiamo scrivendo, la vorrebbero bruciata per bene). A Bertinotti e agli irresponsabili come lui dovremo il prossimo terrorismo.  Aspettiamocelo amaramente soddisfatti, gaudenti e rassegnati. Ad altri, lasciamo le strumentalizzazioni. Il sangue giovane è versato, la politica tenta come al solito i suoi loschi giochetti.

Purtroppo abbiamo appena finito di scorrere l’ultimo balloon dell’ultimo quadro di The Invisibles vol.1 (io Blue continuo a non capire bene quale sia l’ordine di pubblicazione e lettura dell’opera in Italia, e cerco d’adeguarmi a quel che dice Garrett, che è del tutto sballato), a firma del folle, visionario, rivoluzionario Grant Morrison. Abbiamo abbandonato con difficoltà la lettura dell’opera che, tanto per cambiare, ha in sé il marchio dell’arte. Mica scherziamo. Il logo di fabbrica, ovviamente. Seriale, industriale, contemporaneo. La segnaleremmo al MOMA, ma prima a voi, cari fucinieri. La casa editrice, per chi ancora non lo sapesse, è Magic Press/DC Comics-Vertigo.

Ora che è notizia, che è verità scientifica, che un ovulo può esser fecondato senza l’ausilio d’uno spermatozoo, ci pare di poter scrivere che stiamo come in quel detto, “prendi il cavallo e vai a piedi”. Se ipoteticamente non dovessimo più tornar utili nella danza della riproduzione, non essendo parte concreta di essa, sarebbe ovvia la riduzione del maschio a cittadino di serie B. Dove spargeremo il nostro seme? E la condizione della donna, sarà infine quella del mammifero atto unicamente alla riproduzione? Gaudente e leggero, il maschio abbandonerà il proprio ruolo di padre? La donna si farà vertice d’una società essenzialmente matrilineare?

I figli sganceranno la bomba, le madri determineranno le leggi, gli adulti maschi folleggeranno. Barbelith!

Le malattie genetiche tornano ad essere un problema nella genetica.

L’insanabile e profondo conflitto dei sessi è definitivamente approfondito. Transgenderizzazione. Le donne s’abbandonano alle donne. I maschi agli uomini? Boadicea risorge, Barbelith cos’è, Venus è regina, il gentile serpente piumato è tornato. Il processo evolutivo prevede una radicalizzazione in termini d’ermafroditismo autosufficiente. Aton. La scienza è diventata il parco giochi. Il primo ministro del nostro cancellierato sarà finalmente un gay dichiarato, finalmente… Durante il parto sarà obbligatoria e sufficiente la presenza del parente di sesso femminile più stretto.

Oggi ci ha parlato Quetzacoatl.

In fondo il G8 (e dire che c’era pure un leader del Bangladesh… una tantum…) è questione di linguaggi, di colori, d’estetiche diverse. Come ha detto Ghezzi, Giotto

Rosso sangue.

Non si sfascia tutto, non si feriscono le persone.

Ad altri lasciamo le strumentalizzazioni.

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