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Scrittura

The Back of a Spoon

L’Hotel Internazionale

Immagine articolo Fucine MuteQuando alla fine mi lanciai con gli altri oltre il cordone

e raggiunsi i picchetti, c’era il suono

di un martello da fabbro. Il murales

sulla parete della galleria di Jackson Street, gli sbirri

lo stavano fracassando dalla parte dell’Hotel.

E quando la folla con rabbia incominciò a prendere in
                                                                  [giro

la profanazione di quel murales davanti a cui ero
                                                             [passato

mille volte e che mille volte

mi aveva richiamato a Chinatown e North Beach,

gli sbirri chiesero rinforzi, idioti con i bastoni

che montavano la guardia lungo il muro fracassato,

dipinto da un collettivo di artisti

in onore del loro patrimonio Asiaticoamericano.

Io continuo a urlare, Abbasso il Fascismo! ricordando
                                                                  [Ray

che barcollava in mezzo alla strada

dopo essersi preso una bastonata,

e quei cinesi di 75 anni, donne e uomini, picchiati

quando spingevano in avanti con noi nella rabbia
                                                             [urbana,

e quella porta dipinta sfasciata e strappata dal
                                           [panorama del murales

lasciando aperta una ferita in cui ancora dopo molti
                                                        [anni intingo

i miei pennelli

e scrivo: LUNGA VITA ALL’HOTEL INTERNAZIONALE!


The International Hotel

When I finally ran through the cordon with the others

and reached the pickets, there was the sound

of sledge-hammering. Into the mural on the Jackson St.

gallery wall, the cops were smashing into the Hotel’s side.

And when the crowd jeered with rage at the desecration

of the mural I’d passed a thousand times and a thousand times

it had called me back to Chinatown and North Beach,

the cops called for reinforcements, goons with clubs

who stood guard along the smashed wall painted by

a collective of artists to honor their Asian-American heritage.

I still cry out, Down With Fascism! remembering Ray

staggering in the middle of the gutter after taking a club,

and those 75 year old Chinese women and men walloped

as they pressed forward with us in sidewalk rage,

and that painted door splintered and tripped out of the mural’s

landscape, leaving a wound I still dip my brushes in

these many years after, and write: LONG LIVE THE I HOTEL!

Graffiti

Dipinto con lo spray

sul muro della libreria City Lights

in vicolo Jack Kerouac:

LA NOSTRA PAURA é LA BASE DEL LORO SUCCESSO

Graffiti

Spraypainted on

the wall of City Lights Bookstore

in jack Kerouac Alley:

OUR FEAR IS THE FOUNDATION OF THEIR FORTUNE

Immagine articolo Fucine Mute

Mangia-Comunisti 

Lui diceva, per fare di nuovo il punto,

che io sono morto perché quello era morto

e tutto il mondo lo stava dicendo,

che (se non lo sapessi)

questo non è un brutto paese, ha

dei problemi ma è vario

pluralistico e aperto. Allora dissi,

Lo sai chi tra gli industriali

ha fatto più soldi negli States

l’anno scorso?

Quelli che fabbricano lucchetti.

Red-Baiter

He said, to make the point again,

thet I was dead because it was dead

and the whole world was saying so,

that this (as if I didn’t know)

wasn’t such a bad country, it had

some problems but it was diverse

pluralistic and open. I said,

Do you know who, among manufacturers,

made the most money in the States

last year?

Locksmiths.

Scena di stradaImmagine articolo Fucine Mute

Lei era in ginocchio

nel vano di una porta del Tenderloin

mangiando grossi pezzi di tenebra

da una scatoletta di latta.

Mentre passavo, mi tornò in mente

la fotografia di un haitiano che

strisciava su un marciapiedi

di Port-au-Prince, 30 anni fa.

Non c’era differenza.

Mi piacerebbe tenere la testa

del capitalismo già, in un piatto

di cibo per cani, in una strada

rognosa.

Mi piacerebbe vedere il capitalismo

strisciare con le ginocchia lacerate

da una realtà all’altra

per una moneta.

Streetscene

She was on her knees

in a Tenderloin doorway

eating chunks of darkness

out of a small tin can.

As I passed, a photograph

of a Haitian man crawling

on a Port-au-Prince sidewalk

30 years ago came to mind.

There was no difference.

I’d like to hold the nape

of capital down to a plate

of dogfood on a street

with the mange.

I’d like to see capital

with lacerated knees crawling

from one reality to another

for a change.

Immagine articolo Fucine MutePiccolo Kaddish

Sono morto quando tu sei morto

tesoro mio,

piccolo ravanello del grande mondo rosso

piccolo kaddish del mio respiro

il mio digiuno è finito

la mia vita se n’è andata

sono il verme

sul fondo del duro mezcal

sono il vento

parassita che soffia sulle tue ceneri

per trattenere il calore

in memoria del tuo fuoco

per nutrirsi di un cuore di luce

quando il mio l’ho perso.

Little Kaddish

I died when you died,

buddy mine,

little radish of the big red world

little kaddish of my breath

my fast is over

my quick is done

I am the worm

at the bottom of the hard mezcal

I am the parasite

wind who runs after your ashes

to keep warm

in memory of your fire,

to feed on the heart of light

as my own is gone.

da The Back of a Spoon, di Jack Hirschman
traduzione a cura di Lisa Deiuri

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