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Musica

Quintorigo

“Diffido delle cose che piacciono a tutti”

John De Leo, voce dei Quintorigo, live al Mittelfest 2002Velvet Afri (VA): Mi sembra strana la scelta di pubblicare come terzo disco dei Quintorigo un live… Non sarebbe stato forse più logico e più stimolante registrare un disco di pezzi nuovi?

John De Leo (JDL): Credo di sì. è proprio per questo che non sarà un disco live…

VA: Ma…?

JDL: Ma il terzo disco ufficiale dei Quintorigo. L’ipotesi del disco live era un ripiego della casa discografica, perché è ovvio che noi siamo comunque ai margini di tutto, e quindi anche dal fatturato di una major.

VA: Quindi non sarà un live…

JDL: No, perché per una serie di “botte di culo” siamo riusciti ad avere il finanziamento per permetterci anche noi, nel nostro piccolo, un disco più che dignitoso, credo. Comunque è un disco che è la naturale evoluzione dei precedenti e di quello che siamo adesso.

VA: Quello che siete diventati?

JDL: No, di quello che siamo adesso. Si diventa ogni secondo qualcosa di diverso, senza retoriche. Un disco è bello perché puoi fermare un attimo.

VA: è vero che vi sarà ospite Enrico Rava?

JDL: Assolutamente sì.

VA: Aveva già suonato su “Grigio” in “Precipitango”, no?

JDL: Sì, e in un minitour in vari contesti jazz. Ci sarà Roberto Gatto che aveva collaborato anche al primo disco e un ospite d’eccezione, straordinario, che è Ivano Fossati, col quale duetto in un pezzo dal titolo provvisorio di “Ninnananna”, anche se più che altro fa venire l’insonnia. Fossati ha cantato un verso e ha suonato alcune parti di piano.

VA: Sul disco ci sarà anche “Passi”?

Andrea e Gionata Costa, violino e violoncello dei Quintorigo, live al Mittelfest 2002JDL: No, non credo. Il disco mi sembra già completo così. Non amo i dischi lunghi e in particolare credo che il nostro suono alla lunga possa stancare.

VA: C’è anche Guido Facchini?

JDL: Sì, assolutamente. Abbiamo lavorato insieme all’orchestrazione di alcuni brani dei Quintorigo che saranno “coloriti” da un’orchestra di 60 elementi. Siamo andati a registrarli in Romania…

VA: Perché costa meno?

JDL: Ovviamente. E anche perché sono molto più bravi di tutte le orchestre italiane. Non abbiamo cercato di sfruttarli come fanno solitamente gli europei quando vanno in Romania. Abbiamo dato loro tutto quello che potevamo. Sono 60 elementi, quindi… una “bella botta”!

VA: Avete composto la colonna sonora del film “La forza del passato” di Piergiorgio Gay, girato a Trieste la scorsa primavera, che mi dici di questa esperienza?

JDL: è un’altra delle mie idee, scartate da tutti, che si concretizza. Doveva essere un altro progetto, scisso da quello del terzo album ufficiale, ma adesso tutto convoglia nello stesso disco, che conterrà alcuni brani inediti che commenteranno le immagini del film.

VA: Questi brani sono stati scritti vedendo delle immagini del film, sulla sceneggiatura, basandosi sul libro o su che?

JDL: Tutte e tre le cose che hai detto, anche “su che”. Perché comunque è stata una cosa nuova per noi. Mi piace fare le cose con più onestà possibile, quindi pensando di commentare un film potevo non leggere la sceneggiatura o non farmi in qualche modo suggestionare dalle immagini? Non so se qui in Italia si faccia così, ma per me è così.

Quintorigo live al Mittelfest 2002

VA: Immagino sia successo qualcosa del genere anche quando avete scelto di suonare dei pezzi dalla colonna sonora del film “Lola Darling” di Spike Lee… Vi piaceva più il film in sé o la musica indipendentemente dal film?

JDL: Assolutamente entrambe le cose, mi piace molto il film, in bianco e nero, un po’ lento, e anche la musica, che è stata scritta dal padre di Spike Lee, Bill Lee, che compare anche nel film, è un piccolo nanetto…

VA: Di chi è l’idea della cover di Tom Waits?

JDL: è stato un suggerimento interessante del regista, che a un certo punto fa “Sareste d’ accordo a fare una cover?” e già lì gli dici “No”… “Di Tom Waits”… “Ah…” “Clap Hands”… “Ah!” è la mia canzone preferita di Tom Waits e quindi…

VA: E succede sempre così, in maniera quasi casuale, la scelta delle cover da suonare? Siete passati da Hendrix a Battiato, Living Colour, David Bowie, generi, stili ed atmosfere diverse…

JDL: Non parlerei di casualità. C’è sempre una scelta ben precisa dei brani da interpretare che si basa sul fatto che ti piacciono e in secondo luogo, particolare non insignificante, dal fatto che possano esser riarrangiati, in particolare quelli che sono già ritmici, interessanti.

Valentino Bianchi, sax dei Quintorigo, live a Tavagnasco Rock — foto Pantacolor IvreaVA: Parliamo dei progetti collaterali o indipendenti. Tutti voi fate altre cose (o cose altre) al di fuori dei Quintorigo. È perché la “scatola Quintorigo” vi sta stretta o perché avete troppe cose da dare (e da dire) e non tutto sta nella stessa scatola?

JDL: Probabilmente sì e in più io “obbligo” i miei soci a fare altre cose, perché ci sono stati dei momenti in cui si sono dedicati solo ed esclusivamente a questa cosa, in particolare quando siamo “esplosi” grazie a Sanremo. è importante invece che si facciano altre esperienze proprio per arricchire il musicista singolo e conseguentemente il suono totale del gruppo. è necessario fare altre esperienze per crescere. Mi intristiscono i discorsi del tipo “Ma come, non stai con noi!”… Li trovo adolescenziali. Avendo fatto anch’io tante cose diverse vorrei che anche gli altri lo facessero, per quanto abbia puntato tutto sui Quintorigo.

VA: John, quanta importanza hanno per te i testi? Ho l’impressione che le tue parole siano molto funzionali alla musica o ancor di più ai tuoi giochi vocali. A leggerli, nonostante siano pregni di significato, sembrano perdere gran parte della loro forza…

JDL: Io non so se volevi in qualche modo punzecchiarmi, ma tutto questo mi pare una sorta di complimento, io lo interpreto così ed è un input costruttivo, perché è una cosa a cui sto pensando ultimamente. Sicuramente le canzoni acquistano il significato dell’interpretazione della voce che “canta le parole”. Vengono accentuate certe sfumature che leggendo non cogli o sono diverse perché sono solo tue. Quindi dall’interpretazione della voce, in qualche modo, purtroppo sembrerà retorico, viene fuori tutto il vissuto, qualcosa di ineffabile che è un po’ il carattere delle parole. L’obiezione che mi facevi è comunque una cosa a cui sto pensando ultimamente, cioè riuscire a scrivere dei testi che diano delle buone sensazioni, per quanto mi è possibile, anche solo a leggerli.

VA: Addirittura mi sembrano più ermetici, se non più criptici, i testi di “Grigio” che quelli di “Rospo”…

JDL: Evidentemente in qualche modo sto implodendo…

VA: Scrivi anche altre cose, non per la musica?

JDL: Mah, io scrivo sempre… cioè, scrivo… scrivo delle schifezze… su fogli, dove mi capita, anche una singola parola… “criptico” che hai detto tu prima, me la scriverò… Poi nei momenti di creazione, assemblo tutto.

VA: Sai che esiste un sito russo dedicato ai Quintorigo?

JDL: Ah sì? Questa è una bella novità! Devi darmi l’indirizzo!

VA: www.quintorigo.narod.ru. Ti giro due domande di Eugi, la persona che ha creato il sito… Siete mai stati indicati come “traditori” degli strumenti classici?

JDL: Che io ricordi, no. Spero di non farmi travolgere solo da quelli che vengono nei camerini, che inevitabilmente, per fortuna, ti dicono che sei stato bravo. Poi mi piacerebbe qualche volta parlare con quelli che se ne vanno…

VA: Be’, ce ne sono stati oggi… perché comunque il Mittelfest prevede anche degli abbonamenti a tutte le giornate. Probabilmente gli abbonati si presentano a tutti gli spettacoli, che hanno già pagato, e poi, se la cosa non piace loro, vanno via. Ho visto delle persone anziane andar via al secondo pezzo, “Purple Haze” di Hendrix: evidentemente non era quello che si aspettavano…

JDL: Be’, lo devi scrivere, perché va benissimo. Nessuno ha la pretesa di piacere a tutti. Anzi, diffido delle cose che piacciono a tutti. Tanto più che solitamente le cose che piacciono a tutti a me fanno schifo. Questa cosa scrivila, perché è importante!

VA: Un’altra domanda del nostro amico Eugi… Mi ha detto che tanti visitatori (russi) del sito (russo) non hanno mai sentito i Quintorigo, perché in Russia la vostra musica non si trova…

JDL: E com’è possibile che lui abbia fatto un sito su di noi?!

VA: Lui vive in Italia, sembra… Comunque, i russi sarebbero chiaramente interessati a scaricare la vostra musica da qualche parte… Cosa penseresti di una cosa del genere?

JDL: Io personalmente avevo intenzione di mettere nel mio sito (www.johndeleo.net, presto di nuovo attivo) alcuni brani gratis, però mi hanno massacrato dicendo che non era possibile. Chissà perché?

VA: Perché è gratis!

JDL: Ah sì?! Non lo so… Comunque sia la musica su Internet è molto positiva.

VA: Quindi sei favorevole a software come Napster?

JDL: Assolutamente sì. Poi noi non godiamo di particolari investimenti promozionali, non siamo tanto in vista, quindi potrebbe farci solo che bene, no?! Non penso ci sia nessuna controindicazione.

Per chiudere in bellezza… sonora l’undicesima edizione del Mittelfest, nella tradizionale cornice di Cividale del Friuli, viene proposto il concerto dei Quintorigo. Originale quintetto romagnolo composto da voce (John De Leo), sassofoni (Valentino Bianchi), violino (Andrea Costa), violoncello (Gionata Costa) e contrabbasso (Stefano Ricci) dal suono e dall’attitudine inconfondibili. Capaci di passare con estrema disinvoltura dalla musica classica al jazz al rock al funky, proponendo pezzi originali che miscelano sapientemente le loro passioni musicali, passando anche per reinterpretazioni di pezzi altrui arrangiati per la loro particolare formazione.
La scaletta di questa sera offre quanto di meglio c’è da pescare nei loro due primi album “Rospo” e “Grigio”: “Deux heures de soleil”, “La nonna di Frederick lo portava al mare”, “Grigio”, “Malatosano”, “Kristo si” in versione superfunky, senza tralasciare naturalmente le sanremesi “Rospo” e “Bentivoglio Angelina”, l’inedito delirio della dilatata “Passi” e le Quinto-versioni di “Heroes” di Bowie, “Purple Haze” di Hendrix e “L’animale” di Battiato.

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