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Arte

Maria Campitelli

Help!

Pratiche di salvataggio per un’associazione in pericolo

Immagine articolo Fucine MuteDal 4 al 9 maggio 2005, presso il Museo Revoltella di Trieste, ha preso luogo l’evento denominato “HELP. Pratiche di salvataggio per un’associazione in pericolo”, organizzato dall’associazione culturale Gruppo 78 — International Contemporary Art.
L’iniziativa ha avuto come obiettivo garantire la sopravvivenza del Gruppo 78 I.C.A., il quale, a seguito di alcuni cambiamenti avvenuti in Regione Friuli Venezia Giulia, è stato retrocesso da riconoscimenti istituzionali precedentemente ottenuti ed ha perduto sia la qualifica di “organismo culturale di interesse regionale”, sia l’assegnazione di relativo contributo finanziario annuale, indispensabile per poter garantire il prosieguo di attività culturali in fase di definizione o in parte programmate come naturale prosecuzione di quelle già realizzate negli anni passati.

Per far fronte alla situazione d’emergenza creatasi in tal senso — quella da più classico e mediceo “del doman non v’è certezza” — e nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che ha coinvolto svariati altri Enti, a loro volta esclusi dalla possibilità di vedersi confermati i sostegni economici cui essi avevano potuto far affidamento in passato, il Gruppo 78 si è rimboccato le maniche e, pronto a tutto meno che a subire passivamente il corso degli eventi, ha presentato in una sala del Museo una grande, variopinta e variegata “installazione”, realizzata con materiali prodotti in ventisette anni di attività: cataloghi, materiale pubblicitario e d’informazione, manifesti, depliant, inviti.
All’installazione, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e con il Museo Revoltella, si sono aggiunte le opere generosamente donate per l’occasione da numerosissimi artisti italiani ed europei, allo scopo di favorire ed incentivare l’adesione di nuovi soci, sostenitori e benemeriti, a cui è stato offerto, in cambio della loro quota d’iscrizione, un lavoro d’artista.

Fucine Mute ha voluto esser a sua volta presente e ciò che segue è la trascrizione del dialogo avuto con Maria Campitelli, presidente della storica associazione triestina.

Immagine articolo Fucine Mute

Enrico Baravoglia (EB): Fucine Mute incontra Maria Campitelli, presidente del Gruppo 78, storica associazione culturale triestina che da ventisette anni agisce negli ambiti della diffusione e promozione della cultura delle arti visive, a livello cittadino, regionale ed anche transnazionale… Gruppo 78 il quale proprio in questi primi giorni di maggio allestisce un evento, occasione di riflessione, intitolato “HELP. Pratiche di salvataggio per un’associazione in pericolo”. Chiediamo pertanto: quale il senso di questo grido di aiuto? Aiuto rispetto a quale ipotesi di pericolo o problema contingente?

Maria Campitelli (MC): Help nei confronti di una carenza di sostegni da parte di chi noi ci aspetteremmo che questi sostegni venissero, cioè le pubbliche Istituzioni, ma anche quegli sponsor privati che così scarsamente aiutano una associazione che, per realizzare ciò che ha realizzato e che vorrebbe ancora poter auspicabilmente realizzare, ha bisogno di sostegni economici.
L’ultima mostra che noi abbiamo allestito, Troubled Times,non è stata ancora completamente coperta nelle sue spese e quindi ci rivolgiamo alla cittadinanza con una manifestazione insolita — Help / Aiuto — che, devo ammettere, è abbastanza insolita anche per il fatto essa sia ospitata nel museo più importante della Regione. Situazione che peraltro ci conforta profondamente perché vuol dire che quantomeno le Istituzioni culturali sentono il problema ed anzi si associano e lo sostengono, facendo sì che ci sia data possibilità di esprimerci in questa anomala occasione.

Help consiste in una mostra di una sessantina di artisti che provengono da Trieste innanzitutto, ed è questo il caso rappresentato dai soci del Gruppo, ma anche da tutta Italia e dall’estero. Abbiamo nomi altisonanti, dei quali ha senso citare Hota Castro, uno degli artisti più noti a livello internazionale, che ha preso parte anche all’ultima edizione di “Natura Naturans”, appunto Troubled Times, e che ha voluto partecipare con un’opera creata ad hoc e consegnata con tanto di dedica molto sentita — direi addirittura commovente, scritta in spagnolo, la sua lingua madre.
Analogamente molti altri artisti hanno voluto contribuire all’evento, denominando proprio Help quella loro opera che hanno peraltro accompagnato con parole di coraggio e sostegno, con l’auspicio che noi saremmo riusciti a risolvere questo problema.

Immagine articolo Fucine Mute

EB: Si nota spesso, se mi è permessa una parziale integrazione a quanto finora detto, una separazione abbastanza netta, ancorché per certi altri versi dicotomica, tra quello che è il comune “sentire” della cittadinanza rispetto alla riconoscibilità del valore espresso dal lavoro della vostra associazione e ciò che, per contro, risulta essere il suo riconoscimento istituzionale. Riconoscimento che certamente non è venuto meno durante gli anni trascorsi, ma che in questo 2005 è risultato sottodimensionato, sia alle vostre aspettative sia alle vostre legittime esigenze. Detto questo: quali sono a suoi dire i punti deboli, se ci sono, nella gestione delle politiche e dinamiche culturali regionali da parte dell’attuale Giunta in carica? Perché ogni anno la gestione della cultura regionale si ripresenta sempre con le stesse istanze, problematicità, idiosincrasie?

MC: Parlando in generale, ma anche ben memore di un’esperienza maturata con le Giunte precedenti che abbiamo visto succedersi in ventisette anni di attività, io penso che ci sia una scarsa sensibilità per la cultura in genere ed ancor più scarso interesse per la cultura contemporanea in particolare. Ci sono altri campi — un esempio banale: quello dello sport — che attirano molto di più l’interesse di politici scarsamente attenti alla cultura oppure in essa coinvolti solo quando ad esser promosse sono strutture ed Istituzioni direttamente connesse alla Regione e a sue operazioni di auto promozione. Io parlo chiaramente: recentemente è stata istituita la nuova struttura di Villa Manin alla quale noi sicuramente plaudiamo, perché essa gravita su quella stessa arte contemporanea che noi abbiamo così a lungo perseguito e coltivato in tanti anni di attività. Tuttavia la sensazione che si ha è che, a margine di queste nuove ed importanti realtà ben finanziate, tutte le altre, che per anni e con infiniti sforzi hanno cercato di operare nello stesso settore, vengano come messe da parte, accantonate per chissà quale ragione… o forse perché non rientrano nel diretto interesse di chi in questo momento gestisce la cosa pubblica nella nostra Regione.

EB: Ci sono speranze che il Gruppo 78 abbia la possibilità di pianificare attività culturali anche in futuro? E se sì, quali saranno? Insomma: il ciclo Natura Naturans avrà prosecuzione?

Immagine articolo Fucine MuteMC: Avrà prosecuzione solo se ci saranno sostegni adeguati, perché la grande mostra internazionale che noi allestiamo ogni anno, costa parecchio. Noi riceviamo sostegni e contributi sempre parecchio al di sotto delle reali esigenze finanziarie che queste iniziative comportano. Poi, alla fine ci arrangiamo, cerchiamo di recuperare le risorse necessarie da una parte e dall’altra, sopprimiamo qualche voce di spesa, anche al costo di non riuscire mai a pubblicizzarci adeguatamente, come di fatto è accaduto con Troubled Times:abbiamo stampato un bellissimo catalogo, ma non c’era più un soldo per valorizzare opportunamente la sezione “immagine”, che nel mondo d’oggi è importantissima.
Quindi se si produce un qualcosa ma non lo si fa conoscere adeguatamente è quasi, oserei dire, come non l’aver fatto alcunché. Per fortuna non è così, perché poi i canali interessati sono raggiunti ugualmente dalle notizie. Io posso dire che c’è un interesse a Roma, da parte della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, di portare avanti Troubled Times. Sempre che ci siano le premesse ed i fondi, come sempre. Voglio dire che l’iniziativa è stata divulgata e riconosciuta, ma si potrebbe fare di più, raggiungendo un risultato molto più lusinghiero anche nei termini di impatto diretto nell’ambito locale a livello turistico. Perché questo è un dato di fatto: quanto più si pubblicizza un evento culturale, coinvolgendo un pubblico a prendervi parte, tanto più si ha un indotto interessante e produttivo a livello di svariate categorie che possono essere proficuamente interessate. Tuttavia sembra che tutto ciò a qualcuno interessi in modo alquanto relativo…

Oltretutto noi esistiamo da ventisette anni e anche questo dovrebbe far pensare: è una cosa più unica che rara che una associazione no profit,che persegue unicamente i fini culturali sul terreno del contemporaneo, sia ancora in vita. Il fatto che poi essa continui in qualche modo a prosperare ancora, è già di per sé cosa eccezionale. Io conosco tantissime associazioni — le conoscerai anche tu — che nascono e vanno avanti per un certo periodo salvo poi implacabilmente morire, proprio per un sacco di infinite difficoltà che questo tipo di attività inevitabilmente comporta.

EB: Probabilmente una causa della loro morte prematura dipende dal fatto che, a differenza di ciò che accade oggi col Gruppo78, queste associazioni non hanno saputo, anche quando avrebbero ben potuto, attuare opportune operazioni di autofinanziamento che fossero in grado di fronteggiare, nell’immediato contingente, i problemi derivanti dal venir meno di un supporto istituzionale diretto.
Cosa dire a proposito della visione para-assistenzialistica o “mercificata” che alcuni alcuni Enti hanno della cultura? Quelli che, per intenderci, agiscono solo in conseguenza di garanzie certe di finanziamento, in mancanza delle quali essi preferiscono crogiolarsi nell’attesa oppure scomparire del tutto…

Immagine articolo Fucine MuteMC: Certamente l’autofinanziamento, la possibilità di autogestirsi, ed in qualche modo di contribuire almeno in parte a quello che si produce per non dipendere così esclusivamente dagli Enti pubblici, è una cosa più che giusta. Tuttavia, nel campo in cui operiamo noi, e in una città come la nostra, così refrattaria a tutto ciò che riguarda il nuovo, il contemporaneo… una città in cui esistono ancora oggi persone che di fronte ad un nudo si scandalizzano, trovare delle forme di auto sussistenza è molto difficile. Perché quello che noi potremmo fare in tal senso come Gruppo78 è vendere ciò che produciamo, ma l’arte contemporanea la vendono pochissimo e malissimo addirittura quei galleristi che sono preposti a questo scopo e che il mercato specifico dell’arte contemporanea lo controllano direttamente.
Noi, che abbiamo finora allestito delle mostre espositive ad ingresso gratuito, potremmo quindi prevedere d’ora in poi un loro ingresso a pagamento, trovando così delle fonti alternative di guadagno… Però, considerando le difficoltà suesposte nell’attuare processi di commercializzazione in questi settori della cultura, penso che potremmo correre il rischio di auto-escluderci quasi completamente. Perché le risposte da parte di un pubblico pagante potrebbero non essere poi così tanto scontate; perché tutto questo andrebbe preparato adeguatamente, anche attraverso vari strati di informazione e sensibilizzazione culturale che gli stessi Enti pubblici — al di là delle scuole che fanno poco o niente — dovrebbero attuare e promuovere direttamente.

Di fatto ciò che manca è proprio questa base formativa ed informativa, di apertura nei confronti della contemporaneità. Quindi, pur nelle ipotesi in cui si riescano a trovare delle formule di auto-sostentamento, che comunque esistono, non so fino a che punto esse potrebbero davvero funzionare in questo specifico settore, a meno che non si pianifichino delle strategie apposite, che in questo momento io non sono ancora in grado di fornire.

Nato nel ‘78 dagli interessi comuni di un gruppo di artisti ed intellettuali il Gruppo 78 ha come obiettivo principale la promozione dell’arte contemporanea e nel perseguirne la diffusione presso pubblico vasto e variegato ha lavorato su due versanti: quello fondamentale della promozione di eventi d’arte (soprattutto mostre di giovani artisti), e quello ad esso connesso della promozione di una spettacolarità sperimentale, della performance, dell’espressione corporea, e della sua educazione tramite seminari.
Nel primo ambito il Gruppo 78 ha individuato e promosso nuovi artisti del territorio, oggi affermati, taluni sostenuti da gallerie di prestigio, realizzando innumerevoli mostre, in collaborazione con gli Enti locali o con privati. Dall’86 al 97 ha condotto il progetto “Minimi intenti” con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia (adiacente a Trieste) portando in loco forze espressive nazionali ed internazionali, e favorendo gli scambi con i Paesi limitrofi (specie Slovenia e Austria). Ha realizzato, tra l’altro, “Nero materico” (‘87), “Galaxia” (‘87), “Concertato femminile” (‘87), “London passim” (‘88), l’operazione “Arte Debole” (‘88/89), “The postdialectical Index” (‘91) con artisti italiani ed americani, “Achtung auf den Zug”, con 35 artisti italiani (‘95), “Immaginario altro” (‘96). Nello stesso ‘96 inizia il ciclo internazionale di “Natura Naturans, la prima volta con 81 artisti di dieci paesi diversi, poi seguono “Realfiction’, “Transformation”, “Work in progress” (che coincide col ventennale del Gruppo e vede la realizzazione di una grande mostra celebrativa dell’evento e relativo catalogo col regesto dell’intera attività). Tutte le mostre sono corredate di cataloghi internazionali.
Sul versante della nuova spettacolarità sono da ricordare gli eventi di “Teatro-danza”, la versione danzata in prima assoluta dell’”Arlecchino” di Stokhausen, lo straordinario spettacolo multimediale “Painting the music and dance” (‘92) con l’artista americana Jean Edeistein.

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