// stai leggendo...

Fumetto

Enzo Troiano

Korea 2145

Immagine articolo Fucine MuteNel 2030 la Corea del Sud e la Corea del Nord, in seguito all’esito di un referendum popolare svoltosi sotto il controllo dell’ONU, si riuniscono in un’unica nazione. Nel 2130, dopo cento anni di pace e prosperità, in Korea si manifestano i primi casi di una terribile epidemia. L’agente infettante è il virus Black Hole, chiamato così perché al microscopio si presenta come una macchia nera senza forma. L’infezione è letale e veloce, nessuno capisce quali siano le vie di diffusione del virus, si sa solo che dopo appena due ore dal contagio, gli organi vitali cominciano a crescere a dismisura e a velocità esponenziale, per poi esplodere all’interno dei corpi degli infermi, provocandone istantaneamente la morte. L’impossibilità di tenersi in qualche modo al riparo dal virus e la paura generalizzata portano la Korea ad una tremenda guerra civile e ad un isolamento mondiale. Chiudono tutte le ambasciate, i giornalisti e gli osservatori esterni che non sono stati trucidati fuggono via, e per i successivi quindici anni dalla Korea non si hanno più notizie. Chiunque tenti di entrare o uscire dal Paese, per mare, cielo o terra, viene abbattuto. La Korea, nel 2145, tra epidemia e guerra, va incontro al proprio annientamento.
Baritono è un ex agente dei servizi che si è dato alla pirateria elettronica ed informatica, ma nonostante i suoi precedenti l’O.N.U. gli affida una missione di vitale importanza per il destino della Korea in quanto la sua astronave è l’unica in grado di beffare qualsiasi controllo radar.
Baritono deve recarsi in Korea per prendere campioni di tessuti dalle persone appena infette da Black Hole. L’O.N.U. non può tollerare il genocidio di un’intera nazione, e questo è l’unico modo per poter studiare campioni in vita, trovare un rimedio al male e predisporre un’azione di bonifica forzata di tutta la Korea; ma quella che era cominciata come una semplice missione di ricognizione finirà in una lotta per la sopravvivenza in un paese devastato dalla malattia e dalla guerra.

Valentino Sergi (VS): Il tema della guerra è sicuramente una tra i più difficili da trattare in un fumetto perché bisogna costruire scenari e personaggi da inserire in situazioni limite e saperli rendere con il disegno (insomma, una doppia fatica). Dov’è stato il difficile nella nascita di Korea 2145? E cosa vi ha divertito di più?

Enzo Troiano (ET): Non è stato difficile per me, visto che la guerra ingiusta all’Iraq, il massacro della popolazione innocente ed inerme (come documentato nel film Fahrenheit 9/11) mi avevano indignato abbastanza. Il resto lo hanno fatto i monologhi di Beppe Grillo, le letture di alcuni libri di T. Messyan, fra cui L’incredibile menzogna, trasmissioni come Report, alcuni interventi di G.Chiesa, insomma era tempo che mi nutrivo di controinformazione (che è poi la vera informazione) per cui la mia era soprattutto un’esigenza, quella di  esprimere in un fumetto tutto lo schifo che ci circonda e che troppe volte ignoriamo. Diciamo che l’entusiasmo di denunziare attraverso un fumetto tutto quello che avevo dentro ha fatto si che non avvertissi le difficoltà poi nel rendere tutto ciò nel disegno. Entusiasmo che ha investito tutta l’Albatros, la sceneggiatrice e l’art director. Inoltre penso che sia un po’ finita l’epoca degli eroi senza macchia e senza tempo, al di fuori dei nostri tempi e sempre schierati, ottusamente, con il potere.
Divertimento? Quello c’è sempre, guai a non divertirsi a fare questo lavoro, se fosse così, con tutte le difficoltà che questo mestiere comporta, avrei già smesso da tempo.

VS: Perché ambientare Korea 2145 in un futuro così lontano? Per ricreare una parabola del nostro tempo o per avere maggior libertà di movimento?

ET: Quando ho sottoposto il soggetto alla sceneggiatrice, Emilia Perri, lei è sembrata subito entusiasta, devo dirti la verità, il futuro non c’è sembrato nemmeno tanto lontano. Perché si materializzi una catastrofe come quella che si vede in Korea 2145 ad una nazione occorre effettivamente un ragionevole tempo. La tua osservazione, di aver maggior libertà di movimento, mi pare giusta e consequenziale al ragionamento fatto da noi.

VS: Due nomi: Serpieri e Frezzato (ma potremmo aggiungere Myazaki e shirow). Spesso nelle tavole di Troiano si nota l’influenza di questi grandi autori e anche qualche piacevole citazione (Treasure ricorda molto Druuna), da cosa nascono queste scelte stilistiche? Che effetto hanno avuto nella progettazione della storia?

ET: Da quando è uscito Korea sono stato accostato nell’ordine a: Bilal, Serpieri, Corben, Frezzato, Otomo, Shirow e molti altri. Questo credo sia normale quando un autore nuovo o che ha pubblicato poco esce con un nuovo fumetto, c’è quasi una gara a volerlo abbinare a qualcuno. Io penso che abbiano ragione tutti e torto tutti. In realtà Enzo Troiano assomiglia a se stesso e basta, ma Troiano è cresciuto ammirando e imitando molti di quelli da te nominati e questo umilmente io lo ricordo sempre. Comunque su Treasure sono d’accordo, quello è stato un omaggio indiretto al grande Serpieri, anche se Treasure è un po’ diversa da Druuna. Per quanto riguarda la progettazione è stato fondamentale il mio amore per i lungometraggi animati giapponesi (Akira, Cow Boy Be Bop, Ken il Guerriero e il grande capolavoro Le ali Honneamise) quelli Disneyani (Il pianeta del Tesoro, Il gobbo di Notredame ecc.) e anche alcuni di Don Bluth (Titan A.E.). Dietro il cartoni animati si celano i migliori illustratori del mondo. I loro quadri sono un insegnamento costante. L’effetto che hanno prodotto è stato quello di aiutarmi tantissimo e sicuramente hanno contribuito a far sì che Korea riscuotesse un enorme successo di pubblico e critica, che ha prodotto quattro nomination al Premio Carlo Boscarato di Treviso, come miglior libro a fumetti, miglior disegnatore, miglior sceneggiatura e miglior esordio dell’anno.

VS: È previsto un seguito?

Immagine articolo Fucine MuteET: Molti ce lo hanno chiesto, primo fra tutti il grande Gianni Brunoro. Onestamente dopo diverse richieste, ci stiamo concretamente pensando. Ma non un seguito, un prequel, in modo da spiegare bene perché Baritono & co. si sono trovati in quel casino. Quello che posso dirti in anteprima e che non sarà un cartonato (poche 48 pagine per essere esaustivi) che sarà in bianco e nero e che sarà sceneggiato da Emilia Perri ma disegnato da qualcun altro all’altezza. Io personalmente sono già impegnato da circa due mesi a disegnare una nuova storia a colori (sempre quindi un tomo) che uscirà l’anno prossimo.

VS: Per quanto riguarda la Wombat… Quando e come nasce la vostra casa editrice?

Luca Presicce (LP): Circa un anno e mezzo fa, in concomitanza con l’uscita del libro per ragazzi La Profezia di Arcadueò, anche se dietro ad essa vi sono venti anni di esperienza distributiva. Comunque, per l’esattezza, l’effettiva casa editrice è la Albatros Edizioni, Wombat è il logo della loro linea fumettistica, essendo per le tematiche adoperate decisamente più adulta del loro target abituale. Io, personalmente, sono l’art director della seconda.

VS: Quali sono i vostri progetti editoriali?

LP: L’Albatros punta soprattutto al mercato scolastico e in particolar modo tenta di introdurre alcuni elementi peculiari, come una caratterizzazione grafica più accattivante, multimediali e un costante tentativo di sensibilizzare i ragazzi verso i temi sociali più recenti.
Di questo, comunque, è più indicato ad parlarne il responsabile della linea scolastica.  Io, come art-director della Wombat, sono più adatto a descrivere tutto ciò che è fumetto. A tal proposito posso confermare che la realizzazione dei nostri prossimi lavori sarà caratterizzata dallo stesso modo di operare. La stessa attenzione per l’equilibrio leggibilità-denuncia, la stessa cura grafica e il medesimo impegno nel contenere il prezzo per quanto ci è più possibile.

VS: Cosa vi ha portato a puntare su Korea 2145?

LP: È piaciuto, in particolare, oltre ad un discorso puramente grafico, una certa identità di vedute nel voler trattare determinati argomenti (bambini soldato, stoccaggi abusivi e taciuti di scorie tossiche).

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

Un’interruzione (atto di)

Romanzo giallo o romanzo picaresco?

Non c’è più scampo e Carte in...

Delitto in cielo e La serie infernale

Jackson Pollock e la musica

L’altro volto della speranza

Il linguaggio di Boris Vian

Vita da commessa

Jackie

Frank Cho: Un sacerdote in meno, un fumettista in...

Tuono Pettinato: Fumetti stondati con contenuti storti

Agatha Christie e i film gialli tratti...

Romina Moranelli: Pin up italiane

Paesaggio e Sublime

Andrea Sorrentino: Dai giochi di ruolo ai supereroi

Fabiano Ambu: Un’iniziativa meritevole: IT Comics e i suoi...

Il cliente

Eugène Scribe: ascesa e caduta di un...

Nicola Genzianella: Un artista tra Bonelli e fumetto francese

Ugo Bertotti: Dalle riviste d’Autore ai graphic novel

Minutaglie: sei libretti per adulti e bambini

Alex Ross, musicologo e scrittore

Anna Brandoli: Il ritorno del Mago di Oz

Dario Fo e Georges Feydeau: La farsa...

Assassinio sull’Orient Express e Tragedia in tre...

Casomai un’immagine

mar-03 mar-17 mar-37 viv-03 th-63 th-76 10_pm 13_pm 21_pm kubrick-44 ruz-10 petkovsek_12 dobrilovic_03 008 malleus_04 acau-gal-16 cas-04 lor-1-big holy_wood_21 Otrok50 murphy-07 murphy-17 20 sla-gal-6 29 Jingle desert Jingle fisher Robot 3 Feticci, 2010 A. Guerzoni cornell-57