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Fumetto

Massimo Cavezzali

Matita irriverente

Immagine articolo Fucine MuteDisegnatore di fumetti con un tratto deciso e aggressivo, Massimo Cavezzali ha iniziato a pubblicare i suoi fumetti per la Mondadori sulla rivista il Mago. Ha pubblicato vignette di satira musicale su Ciao 2001, poi su Tutto, e i ritratti dei cantanti sul supplemento Musica di Repubblica, raccontando le loro storie con giovanile surrealismo rendendoli, anche quando non lo erano, simpatici ai loro fans. Di recente ha pubblicato un libro su Vasco Rossi, “Ogni volta che sono Vasco”. L’ultima fatica, in collaborazione con Sauro Ciantini, è dedicata ai bambini e descrive l’infanzia “birbona” di grandi artisti del passato. Il primo volume della collana pubblicata da Polistampa è su Giotto, il secondo sarà su Leonardo, poi seguirà Botticelli.

Valentino Sergi (VS): Dieci volumi a fumetti, una carriera trentennale e tanti personaggi divertenti e irriverenti! Quant’è cambiato Cavezzali dagli esordi su Il Mago a oggi?

Massimo Cavezzali (MC): Poco. Non ero in riga prima, non lo sono adesso. Faccio quello che mi va di fare come prima. Ma se io sono cambiato poco, la situazione dell’editoria invece è cambiata molto. La voglia di rischiare è scomparsa, probabilmente per ragioni economiche e anche perché si pensa che nessuno sia interessato a cose diverse dalle solite.

VS: Quali sono stati i momenti più duri e quelli più esaltanti della tua carriera?

MC: Momenti duri nessuno, pubblico ininterrottamente da trent’anni, sono passato attraverso i cambiamenti rimanendo me stesso, mi sono divertito sempre. Momenti esaltanti … non so, forse con i fumetti e le vignette sulla musica posso dire cose che non poteva dire nessuno.

VS: Prendiamo Dio e Kika, due tra i tuoi lavori più recenti. Sono estremamente diversi, ma caratterizzati dalla stessa vena ironica (e talvolta sarcastica) che caratterizza tutti i tuoi lavori. Che ne diresti di parlarci di cosa provi quando realizzi i tuoi fumetti e delle tue fonti d’ispirazione?

MC: Dio ha le caratteristiche che immagino abbia veramente, cioè cerca di essere ragionevole, buono, comprensivo, tollerante, ma proprio non ce la fa… resiste pochissimo, non riesce a controllarsi, basta poco per irritarlo, sbotta di schianto in ire funeste e furibonde anche se poi si calma subito, anche perché sa che tutto è inutile. Si fa per fare, in fondo tanto poi…
Kika è invece il fumetto forse strutturalmente più sarcastico. Sono tutti fuori dal centro di gravità, sono tutti un po’ scoglionati, nessuno veramente cattivo, nessuno veramente buono. Sto anche preparando un paio di personaggi nuovi da inserire nelle strisce e uno sarà veramente una sorpresa. Come ispirazione, difficile a dire, penso che l’ispirazione sia sempre quello che uno vede, vive, legge, sogna e poi convoglia in una situazione disegnata. Le storie di Dio le scrivo e disegno in diretta, senza fare testi preparatori. Le strisce di Kika più o meno anche.

VS: Come sono nati Kika e i suoi comprimari?

MC: Kika è nata ad un tavolino di un bar, insieme a Camerini e Ciantini. I personaggi base Kika, i ragazzi e i gatti. Poi, via via, si sono aggiunti Bubba e poi tutti gli altri.

Immagine articolo Fucine Mute

VS: Vasco e Dio, com’è stato confrontarsi con loro sulla tavola disegnata?

MC: Vasco è nato circa lo stesso mio giorno, e circa lo stesso mio anno. Lo sento talmente vicino come spirito che quando lo faccio è un po’ come facessi me stesso. Dio, invece è nato un pochino prima di me, non so di che segno zodiacale sia ma le sue caratteristiche incazzereccie invece le conosco bene, anche la pazienza.

VS: A livello tecnico, che strumenti usi nel realizzare una tavola?

MC: Uso schifezze tecniche: matitacce, pennarellacci, robaccia. Qualsiasi cosa, basta che lasci un segno…

VS: Qualche commento sull’attuale situazione del fumetto made in Italy…

MC: Quale situazione? Non vedo situazioni, vedo qualche sporadico posto di lavoro per qualcuno, tante scuole del fumetto, ma quante scuole! Ma vedo poche situazioni…

VS: Lavori in corso e progetti futuri…

MC: Più che progetti, lavori in corso, tanti, innumerevoli, in tanti campi… anche troppi. Mi stanno interessando molto i bambini, ho fatto delle cose con Ciantini, un libro uscito a luglio, e stiamo lavorando a cose nuove.

VS: Che ne diresti di parlarci degli autori a cui ti sei ispirato (e a cui forse ancor oggi t’ispiri) per maturare il tuo tratto?

MC: Carl Barks, il mio autore preferito, il più grande, è lui quello a cui mi sono sostanzialmente ispirato. Romano Scarpa, bellissimo. Poi Schulz e Harriman, per le strisce, Crumb e tutti gli autori underground, Andrea Pazienza, non ha il mio stile ma è stato lo stesso molto importante per me. Poi Tim Burton, anche se non fa i fumetti. Ecco, questa è la scaletta degli autori che mi hanno accompagnato e mi accompagnano ancora.

VS: Quali consigli daresti a dei giovani che si muovono nel campo del fumetto? Li manderesti in una di quelle tante scuole?

MC: Anche Van Gogh scappò via dalla scuola di disegno. Non sono le scuole, sono i grandi autori del passato che insegnano. Disegnatori, illustratori, fumettisti, pittori, artisti; non le scuole. Guardare, vedere, capire, provare, ma sopratutto tirare fuori da dentro, quello che uno è. Io non credo nelle scuole.

VS: La tua filosofia della vita?

MC: Vivere di realtà e vivere di sogno .Sapere vivere bene tutte e due le cose, ma tenendole distinte una dall’altra. Senza mischiarle. Senza confonderle, per non avere il sogno distrutto dalla realtà, la fantasia cancellata dalla quotidianità, l’arte compromessa dalle necessità. Potrebbe essere questo sostanzialmente il vero consiglio che darei a un giovane.

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