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Musica

Scald

Il verme trionfante

Quando una band cerca di infrangere le barriere e coltiva il miglior disinteresse a essere salonfahig, si può solo metterle a disposizione il maggior spazio possibile. Per questo, non appena entrati in possesso di “Vermiculatus”, siamo andati a sentire gli Scald il prima possibile.

Immagine articolo Fucine MuteFabrizio Garau (FG): Penso che Scald sia il nome perfetto per la vostra band. Com’è nata l’idea?

Paul McCarroll (PMC): Quando ci chiamavamo T.V.P. abbiamo deciso che tutto si stava sviluppando in maniera tale da superare tutto ciò che TVP era, cioè “crusty grind”. Così abbiamo cambiato nome nel ‘93. Sono quasi sicuro che sia stato Big Balls a uscirsene con Scald. Era perfettamente adatto al nostro noise caustico. Ci sono però tanti significati per questo nome e ha delle origini interessanti, così è rimasto calzante anche dopo le molte e ramificate evoluzioni della band.

FG: Puoi presentare la band ai nostri lettori? Puoi dire qualcosa in più specialmente su Glyn Smyth, giusto perché non era parte della formazione originale?

PMC: La prima formazione degli Scald era costituita Pete Dempsey, chitarra e voce, Big Balls, basso, e io, Paul McCarroll, batteria. Nel ’96 Mick Tierney prendeva il posto di Pete alla chitarra, con Peter che cantava solamente finché Big Balls ha lasciato nel ’97. Allora Pete ha preso il basso, che è il suo vero strumento. Così, a partire dal ’97 eravamo solo noi tre. Glyn Smyth era un collaboratore di lungo periodo, che si era fatto carico del mixing e delle registrazioni, creando anche le tracce ambient noise di “Headworm”. Siccome la sua collaborazione ai synth per “Vermiculatus” è stata grandiosa, abbiamo deciso di considerarlo parte integrante della formazione per quest’album. Credo che minimo sarà sempre un collaboratore e che lo coinvolgeremo in tutto quello che faremo. Spero che si occupi della voce in una o due tracce del prossimo mini cd “Fluke”. Sono sicuro che in ogni caso si occuperà del missaggio. Il nucleo degli Scald rimane Pete, Mick ed io.

FG: Come siete entrati in contatto con la code666? Pubblicare un album come “Vermiculatus” è una scelta anti-commerciale anche per un’etichetta anti-commerciale. Cosa pensate dunque del lavoro di questa realtà e della sua filosofia?

PMC: Sono in contatto con l’etichetta da un po’ d’anni ed è una delle poche che io rispetti per il suo approccio alle cose senza compromessi. Michele Giorgi, che si occupava della promozione, era parecchio interessato a ciò che facevamo. È diventato un buon amico ed è a tutt’oggi il più valente compagno da avere al proprio fianco. Così la code666 è stata la prima etichetta alla quale abbiamo presentato l’album, ma sfortunatamente Emi non ne era preso al 100%, così abbiamo deciso di pubblicarlo tramite la nostra Vermitronic label. Da lì in poi Emi ha aiutato la band e si è progressivamente interessato quello che stavamo per fare. Ha chiesto maggiori dettagli su “Vermiculatus” e si è offerto di pubblicarlo. Eravamo pronti a farlo uscire da soli, ma eravamo deliziati all’idea di averlo su code666, specialmente perché Emi non voleva interferire con la nostra visione delle cose packaging compreso. Lo ha descritto lui stesso come un suicidio commerciale. Sono felice che ci siano ancora persone che si prendono dei rischi e non seguono l’odore di merda dei trend. Vogliamo lavorare con etichette con quest’impostazione mentale, anche se ci consideriamo una band do it yourself.

Immagine articolo Fucine Mute

FG: Ho “Born with teeth” e “Headworm” nella mia collezione. “Headworm” e “Vermiculatus” sono legati strettamente tra loro. Come descriveresti questo legame?

PMC: Se ti sei perso i due dischi di “Nematoid” allora ti manca un anello della catena evolutiva. Devo dire che “Headworm” e “Vermiculatus” sono i nostri album più legati, ma forse è così perché in entrambe le occasioni abbiamo deciso di fare dischi che stessero in piedi da soli. Però tutto è connessi fino al grind schietto dei T.V.P..

FG: Avete iniziato la vostra avventura musicale essendo veloci e “punk”. Adesso pubblicate un’opera di 47 minuti e 28 secondi. Perciò cos’è cambiato? Cosa invece rimane sempre uguale?

PMC: Nulla è cambiato e tutto è cambiato (ride), è evoluzione. Niente regole, solo noi sappiamo molto tempo prima come saranno le nostre poche nuove uscite e il nostro prossimo disco “Fluke” sarà realmente un sacco “veloce e punk”. Sarà un “thrashing-crusty-punk-grind” molto semplice e aggressivo, ma anche qualcosa di concettuale, accade proprio che l’idea di fondo si accompagni bene a questa randellata musicale. Potrà forse essere l’antitesi di “Vermiculatus”, ma non c’è da chiedersi cosa sia adatto o inadatto agli Scald. Gli Scald possono muovere i loro tentacoli in direzioni diverse proprio perché non abbiamo confini. Ovviamente quest’ultima istanza regressiva non indica un percorso circolare, piuttosto un passo a lato, un tributo alle nostre radici o qualcos’altro, perché il prossimo materiale sarà ancora più impegnativo e ambizioso di “Vermiculatus”.

Immagine articolo Fucine MuteFG: Non c’è voce in “Vermiculatus”. Raccontate per favore il perché ai nostri lettori, perché ritengo che questa spiegazione chiarisca un po’ le idee dietro alla creazione dell’album.

PMC: Pete aveva scritto il nocciolo di una composizione che desiderava fosse solo strumentale. Doveva essere come un viaggio. Ne abbiamo discusso per molto tempo e tutto l’insieme è diventato più grande del previsto, ma non si è mai sentito il bisogno di una voce. Il viaggio è diventato la compressione di una vita e il concetto è espresso attraverso le emozioni nel suono e negli aspetti visivi.

FG: Come avete composto la prima parte dell’album? Avete semplicemente seguito l’istinto o avete tracciato un percorso?

PMC: Bene, Peter compone tutta la musica degli Scald a casa. È quasi tutto pronto quando noi altri lo sentiamo, quindi il percorso è già lì. Diventa Scald quando lavoriamo insieme. Qui è dove l’istinto entra in gioco e lavorando di squadra impieghiamo molto tempo lavorando su ogni parte individuale e su come il tutto si leghi insieme. Pete ha un’idea generale su come le composizioni debbano essere suonate, ma tutto può cambiare drasticamente nel momento in cui sperimentiamo e il materiale evolve. Poiché era un’unica traccia, “Vermiculatus” era piuttosto complesso. Abbiamo provato per mesi suonando lunghe sezioni prima di metterlo su carta e tagliarlo in sezioni più piccole che avremmo suonato in studio per poi ri-assemblarle. Abbiamo sempre registrato dal vivo in studio perché è il miglior modo di risparmiare tempo.

FG: Questa è una citazione presa da internet: “Ispirazione diretta per le composizioni scaldiane dall’inizio ad ora: Napalm Death (…) Godflesh (…) Neurosis (…)”. Dunque, se questi sono i vostri “genitori”, chi sono i fratelli o i cugini? Isis? Jesu? O forse unaltra band della code666 come i Void of Silence, perché mescolano ambient e metal estremo?

PMC: Devo dire che le tre band che hai nominato prima in quella citazione hanno tutte avuto una certa influenza su di noi. Forse dal punto di vista sonoro più che compositivo, anche se penso che quella lista si possa estendere a tutto ciò che ci sia piaciuto. Non penso ci sia un’unica influenza sullo stile e sul sound degli Scald. Puoi aggiungere Voivod, Rush, King Crimson, Carcass, Dead Kennedys, Discharge, Zappa. Probabilmente siamo più ispirati dall’individualità di questi artisti che influenzati da loro. Quando scrive, Peter ha dei periodi nei quali non ascolta niente affinché possa esprimere solo se stesso. Per quanto riguarda cugini nella scena attuale… non lo so sul serio. Sono certo che ce ne siano pochi sulla nostra lunghezza d’onda in qualche maniere, ma non riesco a pensare a qualcuna così su due piedi.

Immagine articolo Fucine MuteFG: A proposito di ispirazione, vorrei concentrarmi sul lato ambient di “Vermiculatus” (una ricostruzione della parte strumentale). Qual è il tuo rapporto con la musica elettronica e ambient? Segui la Cold Meat Industry o ti piacciono i primi progetti industrial tipo Throbbing Gristle o SPK? Sei affascinato da alcuni artisti della Warp o forse da pionieri come Tangerine Dream o Brian Eno?

PMC: Nel realizzare quella parte di “Vermiculatus” ho cominciato ad ascoltare un sacco di più quella roba. Prima mi avevano interessato sul serio cose come KK Null, Control, Nordvargr, Deathpile, Atomsmasher, Painkiller e un mucchio di sample di etichette come Eibon o Neurot. Ho sempre seguito gruppi di elettronica o industrial come GGFH, Skinny Puppy, Swamp Terrorists, Einstürzende Neubauten, Front 242 e mi piacciono davvero i Tangerine Dream, oltre a essere un fan assoluto dei primi Pink Floyd, così tutto questo ha fatto il suo. Devo dire che in realtà il più lo ha fatto il lavoro ambient noise di Glyn per “Headworm” e il mio perdermi in giro per realizzare cut-up e sound design per il cd-rom di “Headworm”.

FG: Scald sta diventando un progetto multimediale. Semplicemente parlami dell’artwork, del video e di Unhinged Art.

PMC: Ovviamente la cosa più importante negli Scald rimane la musica. Puoi avere il miglior lavoro artistico e il miglior video, ma se la tua musica è merda allora quello è un disco di merda. Nessun artista lo salverà. Questa è la nostra posizione. Detto questo, bisogna dire che l’aspetto visivo può alterare la percezione della musica. Per noi l’aspetto visivo, insieme ai testi, è parte integrante ed essenziale del tutto. Unhinged è il nome con il quale lavoro in quanto artista visivo, illustratore, designer e quant’altro. È cresciuto accanto agli Scald come un gemello siamese fin dai primi disegni per arrivare alle realizzazioni più tecnologiche. Ho un certo distacco quando lavoro con altre band, è il loro progetto del resto, anche se possono coinvolgermi in profondità, specie se mi lasciano mano libera, ma alla fin fine sto interpretando il lavoro degli altri. In ogni caso mi piace questo tipo di sfida. Con gli Scald sono talmente immerso che può quasi essere una tortura. Al momento sto pensando a un numero di progetti degli Scald e ai loro “concept” e su come possano evolversi e stare in relazione tra loro. Ho artwork e bozze in diverse fasi di sviluppo per uscite che potrebbero esserci tra 4/5 anni (la musica e le parole sono scritte ma non abbiamo provato). Una cosa che posso dire è che in vista c’è qualcosa di molto speciale e se troviamo i fondi sarà come nessun altra uscita e verrà considerata come un progetto Scald-Unhinged.

Immagine articolo Fucine MuteFG: Utilizzate spesso vocaboli latini. È collegato al contenuto “biologico” e “clinico” dei vostri album?

PMC: Di solito è Pete, è affascinato da quel linguaggio. Devo dire che la terminologia latina aggiunge un’aria estetica al clinico, ma anche che non ci piace essere troppo ovvi.

FG: Cosa pensi dell’opera di David Cronenberg? I suoi film sono spesso la rappresentazione di una mutazione psichica causato da un iniziale stato di malessere fisico. E in “Shivers” tutto comincia da un verme…

PMC: Domanda interessante. Mi piace la qualità estetica dei film di Cronenberg, visivamente e psicologicamente ha uno stile definito. Direi che sia gli Scald sia Unhinged potrebbero essere messi piuttosto bene sulla lunghezza d’onda psicologica di Cronenberg. I mio preferito è “Inseparabili”, ma mi è piaciuto anche “Il pasto nudo”, “Crash”, “Scanners” e i suoi film più “horror”. Ho visto “Spider” di recente, che era un po’ ostico, molto deprimente, ma di valore. Sarebbe veramente grandioso poter fare una colonna sonora per qualcuno dei suoi film.

FG: Siete una live band. Presenterete “vermiculatus” al pubblico?

PMC: No. Non l’abbiamo più suonato a un anno di distanza dalla sessione in studio. Ci siamo trastullati con l’idea di suonarne delle sezioni tra una canzone e l’altra, ma ci è sembrata sbagliata.

FG: Come giornalista, devo alla fine domandarvi del vostro rapporto con la religione, specialmente perché siete dell’Irlanda del Nord.

Immagine articolo Fucine MutePMC: Come hai detto tu noi siamo di Belfast e proveniamo da tre diversi background religiosi (pur essendo pagani), un cosa che non sarebbe importante in altri paesi, ma lo è qui… Dove puoi andare, cosa puoi dire… Ho letto un sondaggio di recente nel quale l’Irlanda è considerata il paese più bigotto e razzista del mondo e ci credo. Per dirti la verità, tutta la questione politico-religiosa di questo paese mi dà la nausea. A livello umano è semplicemente sbagliato. Non voglio entrare nella storia, nelle tradizioni e nelle ragioni di questo casino. La gente è indottrinata fin da piccola a odiare altra gente che si suppone “diversa” , perché sono di religione “diversa”. Per la maggior parte le persone vanno avanti con le loro vite senza essere risucchiati dentro la cosa. L’immondizia genera immondizia e da entrambe le parti ci sono degli irriducibili coglioni che non vogliono lasciar perdere le loro tradizioni perché è tutto quello che gli resta, e che esistono principalmente per rendere tutto una merda anche agli altri. Certo è un eccesso di semplificazione, avidità, potere politico, crimine giocano il loro ruolo.
Quanto lontano si spinga l’opinione degli Scald sulla religione… bisogna aspettare “Fluke”. Renderà tutto piuttosto chiaro.

Recensione (italian version only)

Peter Dempsey
Bass Weapon / Silence / Insomnia / Alcohol


Michael Tierney
Guitar Labyrinth / Axeffex / Encumbrance / Nicotine


Paul McCarroll
Percussives / Ambiendustrial Conversion / PCP (padded-cell piano) / Animationoise / Stress / Medication


Glyn Smyth
Apocalypsynth / Piano / Theraminipulation / Pressure / Hallucinogens


Authors of Confusion:


[All bass sectors penned & executed by Dempsey]
[All guitar sectors penned by Dempsey & executed by Tierney except slow lead guitar sector executed by Dempsey & reconstructive score / movie soundtrack ad-lib guitar sectors penned & executed by Tierney]
[All synth sectors penned & executed by Smyth]
[All reconstructive score sectors & movie soundtrack (re)penned & executed by McCarroll]


Parasitic Visions:


Artworks & cinematographics by McCarroll via Unhinged Cutting Room:
www.unhinged.me.uk

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