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Scrittura

Lello Voce

Absolute Poetry Introduction

Lello VoceLello Voce è una delle figure di maggior rilievo nella poesia italiana contemporanea. Nato a Napoli nel ’57 ma residente a Treviso, è anche scrittore, giornalista e insegnante. Con uno stile a metà fra spoken word e performance poetry, pubblica i suoi lavori sia in forma cartacea sia su cd. È stato il primo a portare in Italia i Poetry Slam; nel 2002, ha anche organizzato e fatto da master of ceremonies per il primo poetry slam internazionale. Dal 2005 è il direttore artistico del festival internazionale di poesia AbsolutePoetry, nell’ambito del quale l’abbiamo incontrato.

Nicola Pacor (NP): Lello, vorremmo fossi tu a presentare questo Festival…

Lello Voce (LV): Questo è il secondo anno in cui rinnoviamo l’appuntamento con Monfalcone, dopo un anno di stop nel duemilasei per la ristrutturazione del teatro. La scommessa è sempre quella del duemilacinque: riuscire a portare a Monfalcone il meglio della poesia performativa internazionale e, accanto ad essa, poiché la poesia è anche quella che sta nei libri, tanti autori che invece sono poeti più “classici”. Insomma vorremmo offrire un panorama di quanto si sta muovendo in questo mondo così fluido e dinamico della poesia. Evidentemente, per la natura stessa della nostra scelta di base, lo spazio maggiore sarà dato a quell’aspetto amichevole della poesia che si sposa così bene con le altre arti, con la musica, la videoarte, il teatro. Con tutto quanto possa entrare in contatto con la parola e darle maggior forza, vivacità e capacità di comunicazione

NP: Riferendoci a quest’aspetto, ovvero alla spettacolarità della poesia, “balestrinianamente parlando” qual è il pubblico della poesia che ti aspetti a questo festival?

LV: Aspetto prima di tutto i giovani. Credo che un’arte come la poesia — un’arte assolutamente necessaria — abbia oggi i mezzi per parlare con forza ai giovani perché si sposa con grande naturalezza e dinamicità ai nuovi media. Io credo che i giovani siano quelli più “naturalmente” predisposti, per le condizioni stesse della percezione del reale che noi abbiamo nel presente, a vivere una poesia così complessa ma insieme così emozionante come lo è quando si fa multimediale, quando si unisce alle altre arti.

Lello Voce assieme ad Enzo Jannacci

Poi mi aspetto il pubblico di Monfalcone perché questa iniziativa vuole essere radicata nel suo territorio, tante persone di Monfalcone hanno lavorato al festival. Innanzitutto ci sono i ragazzi del laboratorio Fare Teatro di Luisa Vermiglio che, prima ancora dei poeti noti, hanno davvero portato la poesia in ogni casa di Monfalcone, al mercato, sui muri… Credo che nelle azioni di questi ragazzi ci sia il senso di quanto la poesia possa essere utile a una comunità. Per ritrovare la propria identità, la voglia di parlarsi, di percorrere le strade di una città non soltanto perché sono un modo per arrivare da qualche altra parte, ma godendo questi spazi, rinnovando la tradizione che è nostra, che è italiana, del vedersi in piazza. La poesia diffusa grazie ai ragazzi di Luisa nelle strade di Monfalcone ha fatto proprio questo, ha fatto fermare le persone, le ha fatte parlare di poesia, le ha messe in contatto con dei giovani che per una volta non hanno fatto loro paura, non c’è stata diffidenza o difficoltà nel contatto. Credo che tutto ciò sia un valore aggiunto del festival, che evidenzi una sua ulteriore capacità di radicarsi nel territorio e, quindi, di poter essere utile a questa città.

NP: Restando a Monfalcone, ci sono delle attività al di fuori del festival, che sono riferite ai giovani e che sono legate ad Absolute, come il corso-laboratorio di poesia performativa Absolute Teach e gli slam svoltisi in gennaio: uno regionale, vinto da un ragazzo monfalconese molto giovane, Matteo Della Schiava, e uno nazionale. Che cosa hai potuto vedere? Qual è stata la risposta della città?

LV: Io ho visto una sala piena! Era il teatrino dei giovani (situato all’interno del nuovo Centro Giovani) ma ci saranno state duecento persone che sono venute a vedere, nel caso del regionale, degli artisti che hanno tutti la loro notorietà qui a Monfalcone, alcuni di quali molto bravi a quanto ho potuto vedere, ma che certo non possono competere o vantare il curriculum di Sanguineti o John Giorno o Luigi Cinque. Da questo punto di vista, per questi ragazzi è stata una grande occasione per farsi conoscere e sono stati accolti benissimo.

Il poeta che ha vinto non ha certo sfigurato nello slam nazionale, dove c’erano ancora più persone e dove sono venuti poeti importanti nel mondo dello slam italiano. Sul sito di Absolute troverete commenti entusiasti, proprio perché abbiamo fatto a Monfalcone un grande Slam anche a livello nazionale e il paese c’era, era interessato, la città era lì. Certo nel caso dello Slam, il pubblico non era paragonabile a quello del festival che è comunicato così vastamente in tutta Italia e magari c’è chi viene da lontano proprio per vedere Ursula Rucker o Jannacci o qualche altro artista, quello dello slam era il pubblico di Monfalcone.

NP: Questo festival è anche un trampolino di lancio per delle pubblicazioni: l’Antologia europea Slam!, il Dvd Nine Poems in Basilicata di John Giorno, la digitalizzazione completa della rivista letteraria Baldus.
Oggi presenti appunto, assieme a SparajuriLab, l’antologia europea del Poetry Slam, qual è l’importanza di un’opera che fotografi la situazione dello slam con un supporto audio?

LV: Io credo sia fondamentale perché in Italia lo slam, per quanto da una parte si consideri ormai dilagante, è fenomeno tutto sommato giovane. Io faccio davvero decine di slam l’anno e sono slam “professionali”, cioè con poeti affermati e con una loro esperienza di slam alle spalle.
D’altro canto, come dicevo, è ancora giovane come fenomeno ed è importante che esista questo libro. Bisogna darne atto a Sparajurilab e alla loro collana Maledizioni che esce per NoReply. È libro che all’Italia serviva moltissimo, nel quale c’è il meglio dello slam europeo, perché lo slam è un movimento internazionale. C’è un supporto audio, cioè la possibilità, poiché lo slam è un’arte e uno “sport” orale, di ascoltare davvero le voci dei poeti e quindi di cogliere la dinamicità, la forza che in ogni slam inevitabilmente si sviluppa. Da questo punto di vista, credo sarà un libro che avrà grande successo e soprattutto credo si tratti di un testo che resterà storico per quanto riguarda le vicende dello slam italiano ed anche europeo perché non ce ne sono molte di antologie simili, nemmeno in Europa. C’è un disco appena uscito che si chiama Europe Spoke ma è uscito in Svizzera in edizione limitata, senza la distribuzione che invece avrà il libro della collana Maledizioni di Sparajuri, quindi so che ci sarà grandissima curiosità fuori dall’Italia e che questo libro viaggerà inevitabilmente in Europa.

Altro discorso per Nine Poems in Basilicata che è un dvd prodotto per John Giorno: sono sessanta minuti di immagini e di suoni di John, dei suoi poemi. Questo è inevitabilmente un prodotto forse più classico. Sembra strano da dire parlando di John Giorno, però parliamo di un nome storico della poesia internazionale e ne siamo molto orgogliosi. Così come lo scorso anno lo siamo stati, per quanto riguarda Antunes, di aver prodotto un’altra cosa che in qualche misura resterà anche dopo il festival.

Lello Voce assieme ad Enzo Jannacci

Lo stiamo facendo anche nel campo della letteratura più “tradizionale” perché collaboriamo all’edizione e siamo stati gli sponsor della digitalizzazione completa dell’ultima rivista di letteratura, che si chiamava Baldus e che esce raccolta completamente in cd rom per la stessa collana: Maledizioni di NoReply. Anche in questo caso si tratta di un libro che avrà pure una fruizione di nicchia — si tratta di una rivista letteraria che trattava questioni teoriche e dibattiti di poetica — però è un libro che in questa nicchia tutti aspettavano. Speriamo di fare il bis il prossimo anno con un’altra rivista, di portare avanti col festival quest’importante iniziativa: ridare visibilità alla ricchezza immensa che sono state le riviste di letteratura in Italia e in tutta Europa nel corso del Novecento.

Le foto pubblicate sono di Giulio Donini

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