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Cinema

Massimo Cappelli

Un conformista ribelle

Locandina del film Il giorno + bello di Massimo CappelliLa famiglia, gli amici, le consuetudini sociali sono brutte bestie, dice Massimo Cappelli, è difficile essere padroni della propria vita. Più che dircelo, ce lo racconta nel suo primo film, Il giorno + bello, attraverso la sua personale visione di uno dei grandi topos del cinema: il matrimonio.
“Ha senso riproporre il tema a patto che lo si guardi da un’angolazione nuova. Di solito si raccontano storie di persone che si sposano. Io invece voglio raccontare una storia di persone che subiscono, più o meno consciamente, quel rito della società occidentale che conduce a quel giorno”. Così scrive il regista nelle sue note di regia.
Per approfondire e allargare un po’ il discorso, nel corso di Maremetraggio, abbiamo incontrato Cappelli e Fabio Troiano, l’attore protagonista che interpreta il futuro sposo Leo.

Cristina Favento (CF): A che cosa è dovuta la scelta di affrontare un tema così cinematograficamente popolare come il matrimonio?
 
Massimo Cappelli (MC): Le idee ti vengono così… Io sono reduce da dieci anni di matrimonio, celebrati l’altro giorno, e mi è rimasto sempre dentro questo processo di avvicinamento al “giorno più bello” della mia vita, tra virgolette naturalmente… quindi quando si è trattato di fare il mio primo film, tra le tante ipotesi che c’erano, ho ripescato questa vecchia idea. Ossia metter in scena i patemi e le difficoltà che ti accompagnano al giorno delle nozze. Poi la sceneggiatura è piaciuta al produttore e quindi, molto banalmente, si è arrivati a realizzare il film.
 
CF: Questa non è la tua prima sceneggiatura, ce ne sono state diverse altre (anche se non per film poi realizzati da te come regista), c’è un metodo, un procedimento che utilizzi per scrivere? Ti fai ispirare, come si diceva ora, dal vissuto personale oppure è qualcosa di più strutturato?

MC: Il vissuto personale finisce inevitabilmente per influenzarti. È così per qualsiasi manifestazione artistica e lo è anche per quella cinematografica. Normalmente mi capita, e vedo che funziona, di buttare giù tutti gli incontri che ho, le persone che conosco, avvenimenti strani raccontati da amici. Metto tutto in un file e poi questi episodi chiaramente servono a dare sostanza e corpo a un’idea di fondo, che cerchi di rendere più realistica possibile attraverso un vissuto tuo personale o capitato a qualcun altro. Nel film la metà di ciò che accade, anzi ben più della metà direi, sono avvenimenti successi a me personalmente o ad amici.

Massimo Cappelli intervistato da Cristina Favento

CF: Nonostante il titolo, Il giorno più bello, il film mette un po’ d’ansia… in tutta la pellicola, e sopratutto nella scena finale, senza svelarla, ci sono tutta una serie di avvertimenti, di dubbi, si percepisce un’ombra un po’ inquietante… Era questo il tuo intento o qualcosa è emersa spontaneamente?
 
MC: Non sarebbe bello se fosse emersa spontaneamente. No, a mio avviso il film è molto tragico, estremamente tragico. Racconta della difficoltà di un uomo che, per la prima volta, si accorge che la sua vita non era come quella che si era descritto, che pensava, che voleva. Leo, il protagonista, è una persona che credeva di essere padrona della propria esistenza ma si accorge, suo malgrado, che così non è. Nel senso che intervengono molti fattori: amici, famiglia, la propria donna. La fidanzata, che sta per diventare sua moglie, si manifesta, in una circostanza stressante come i giorni che precedono il matrimonio, in maniera diversa da come lui immaginava che fosse. Quindi è un film che voleva lasciare questa sensazione d’inquietudine, pur mediata attraverso la commedia. Si ride ma, forse, tornando a casa, si realizza che c’è qualcosa che non quadra…
 
CF: Il protagonista appare in molte occasioni solo, incompreso, anche rispetto agli amici, come accade ad esempio nella notte dell’addio al celibato; però non reagisce, non si ribella, si sente quasi trascinato dagli eventi, quasi obbligato a seguire ciò che gli viene proposto dagli altri. Secondo te, socialmente, è un modello ricorrente nei giovani d’oggi, nei trentenni d’oggi, nei neosposi di oggi? È un atteggiamento comune?
 
MC: Tutto è partito da un ragionamento: al di là dei film, nella mia vita, non mi è mai capitato, o  forse una volta, di sentire di qualcuno che, arrivato all’altare, alla fatidica domanda “Vuoi tu prendere in sposa…”, dica: “No”.
In realtà, secondo me, molti arrivati a quel momento vorrebbero farlo. Non perché manca l’amore o che altro, quanto piuttosto perché ti senti forse travolto da una responsabilità più grande della tua, perché vedi l’ineluttabilità — anche se questa è una parola che fa un po’ ridere oggi utilizzata a proposito del matrimonio — della scelta, comunque è un impegno. Poi infine nessuno si ribella o, se succede, lo fa uno su mille. Quindi da questo ragionamento, se vuoi anche elementare o banale, ho tratto delle conclusioni. Ossia, quando ci troviamo dentro il meccanismo, siamo talmente presi e stritolati che poi è molto difficile uscirne. A mio avviso, è una situazione che accomuna molte, molte persone, non solo trentenni. Ribellarsi, uscire dagli schemi, è una cosa molto difficile che non a tutti riesce, anzi, quasi a nessuno…
 
CF: Chi sono secondo te i conformisti e gli anticonformisti oggi?
 
MC: Io sono piuttosto negativo da questo punto di vista, nel senso che mi sento un po’ esterno a tutto, un po’ come il protagonista del film che si sente un unicum. In realtà credo sia una caratteristica che unisce tutti noi. Odio sia il conformismo esasperato, sia l’anticonformismo esasperato, che poi, a mio avviso, diventa il massimo del conformismo, come ho cercato di raccontare nel film attraverso le famiglie d’origine dei due protagonisti: in qualche modo rappresentano gli estremi che poi finiscono per toccarsi. Quindi sono molto, molto negativo in questo.
Ma ecco che arriva il mio simpatico protagonista che era impegnato finora, lo possiamo far accomodare…
 
Fabio Troiano (FT): (con tono impostato, nda) Salve, buongiorno.
 
Fabio TroianoCF: Visto l’arrivo dell’attore protagonista, parliamo un po’ del tuo rapporto con gli attori: come li dirigi, come ti sei trovato, come hai vissuto e come hai fatto vivere a Fabio il personaggio di Leo?
 
MC: Si è creata subito un’empatia molto forte tra noi due, nel senso che lui ha letto la sceneggiatura e probabilmente è entrato subito nel personaggio. (rivolto a Fabio, nda) Questo però magari lo dici tu, sennò ti rubo quelle due frasi che sai a memoria… (Fabio ride, nda)
Ci siamo molto rispecchiati insomma, lui ha qualche anno meno di me ma ha capito che il personaggio ero io e ha rubato delle cose di me, ha cercato di farmi rivivere le paure e le debolezze che ho avuto io sul grande schermo.

Ovviamente il 90% dell’esito del film era basato su di lui, (Fabio si nasconde il viso con la copertina di Ciak sulla quale c’è il volto di Scamarcio, nda) quindi scegliere Scamarcio è stata giocoforza un’ottima scelta… (ridono entrambi, nda). Non sembra Scamarcio, lo so, ma si è imbruttito ed è riuscito bene nella parte…
La dovevi fare prima sul palco sta cosa, sarebbe stata fantastica!
 
FT: Lo so, ma sul palco non mi hanno veramente considerato.
 
CF: Ti ha messo un po’ d’ansia interpretare un futuro sposo?
 
FT: Sì, sicuramente. Mi ha messo un po’ d’ansia perché vedo il matrimonio come una cosa molto lontana da me. Poi vedere Massimo, come si diceva, mi ha aiutato molto a entrare nel ruolo. In ogni caso la mia ansia interiore l’ho sfruttata appieno nelle diverse situazioni. Ogni volta che, secondo la sceneggiatura, c’era qualcosa che non andava, che Leo si trovava davanti a un rifiuto o a qualcosa che non va, utilizzavo quest’ansia per superare il gradino e fare questa cosa che magari non voleva neanche.
 
Fabio Troiano e Massimo CappelliCF: Come vi siete incontrati? Com’è nata la collaborazione?
 
MC: Molto banalmente abbiamo fatto un provino…
 
FT: Gli ho dato cinquantamila euro e ho fatto il film.
 
MC: Già, il budget del film è stato coperto dalla sua offerta generosa. No, parlando seriamente, mi è piaciuto molto. Devo dire che inizialmente ero un po’ scettico, non perché non credessi nelle sue qualità quanto piuttosto perché l’avevo visto in ruoli diversi: io volevo una persona d’aspetto più inquadrato mentre lui l’avevo visto in versione ribelle, con questo ricciolo. Era un pregiudizio stupido il mio.

Lui invece mi ha convinto proprio immediatamente, ho capito appena l’ho visto, mi è scattato qualcosa e ho detto: “È lui”. Poi ovviamente l’ho tenuto un po’ sulla corda, perché non bisogna far capire subito che la cosa è fatta, però ho sentito anche un entusiasmo da parte sua, un interesse a farlo il film. Ed è stata una cosa importante, motivante, magari rispetto ad altri colleghi di pari fama che però dovevi un po’ pregare per avere risposte, etc. Insomma è l’unico che ha voluto farlo…
 
FT: (ironico, nda) Poi Scamarcio aveva detto di no, quindi se Scamarcio dice di no, arriva Troiano. E infatti il film è andato com’è andato perché non c’era Scamarcio…
 
CF: Prima si parlava di ruoli, dell’attore che si rinnova e ripropone nello stesso ruolo anche in film diversi. In questo caso, stai uscendo un po’ dagli schemi?
 
FT: Dopo il giorno più bello, sto facendo RIS, che non centra praticamente nulla. Poi ho fatto degli altri film per il cinema che devono uscire. Finora fortunatamente, nonostante la faccia un po’ da delinquente, i miei ruoli sono stati abbastanza diversi: Massimo mi ha fatto fare uno che lavora in banca, in un altro film ho fatto un ex tossico, adesso sto facendo un carabiniere. (si rivolge col microfono al regista, nda) Ma tu invece, Cappelli….
 
MC: Che cosa vuoi sapere da me?
 
FT: Il prossimo film?
 
MC: Sarà un film su un attore che si crede Scamarcio e impazzisce, poi muore… ovviamente una commedia (ridono tutti, nda).
 
CF: (a Troiano, nda) Al di là di ciò che stai facendo ora e di eventuali future collaborazioni con Massimo, c’è un film in particolare che vorresti fare o un regista col quale ti piacerebbe lavorare?
 
FT: Penso che in Italia siamo pieni di bravi registi, come siamo pieni di bravi attori, sfortunatamente per me! Un altro film con Davide Ferrari lo farei molto volentieri, di corsa. Sto martellando Cappelli per fare un altro film con lui, darei altri cinquantamila euro…
 
Fabio Troiano e Massimo CappelliMC: Se ne può parlare…
 
FT: Però di registi italiani ce ne son talmente tanti che elencarli è difficile. Mi piacerebbe da Giordana a … non so… (rivolto a Cappelli, nda) dimmene uno tu.
 
MC: Carmine Gallone.
 
FT: (ironizzando, nda) Già, il famosissimo Carmine Gallone…
 
MC: È già morto.

 
FT: Vabbè, allora niente. Garrone piuttosto potrebbe essere un altro nome.
 
MC: Dicendo una stronzata..
 
FT: …è venuto fuori Garrone
 
CF: (a Cappelli, nda) Dal punto di vista tecnico, si parlava prima di digitale, ho sentito che sei nettamente pro e volevo approfondire un po’ l’argomento.
 
MC: È soprattutto una questione di convenienza, come dicevo prima, perché la qualità è pressoché simile al 35 mm, non uguale ma si avvicina molto. Poi perché puoi girare in condizioni estreme, anche con un’illuminazione non da set cinematografico, quindi non da 35. Hai la possibilità di visionare in tempo reale mentre giri la fotografia del film, l’atmosfera, ed è molto importante. Inoltre, se lavori con non molti soldi, è chiaramente un vantaggio non da poco perché non devi sprecare pellicola: puoi fare tutti i ciak che vuoi e alla fine riversi su pellicola soltanto il film effettivamente montato, quindi hai un risparmio in termini di pellicola incredibilmente elevato.
 
CF: (a Troiano, nda) Hai avuto una certa fortuna, si diceva, per le attrici femminili che ti hanno accompagnato negli ultimi film. Dopo averti chiesto con quale regista ti piacerebbe lavorare, aggiungo una domanda al femminile: qual è la prossima “accompagnatrice” alla quale “aspiri”?
 
FT: Preferirei astenermi… se proprio ne devo dire una, diciamo la Morante, così vado su di età e sono tranquillo e sereno! Però direi che un film con Scamarcio mi piacerebbe… (affiancando nuovamente al viso la copertina di Ciak con il primo piano di Scamarcio, nda) Non staremmo neanche malissimo… (risata generale, nda)

foto di Giulio Donini ©

Il giorno + bello


Regia/Director Massimo Cappelli
Sceneggiatura /Screenplay Massimo Cappelli in Collaborazione con Chiara Laudani
Fotografia/Cinematographer Raoul Torresi
Montaggio/Editing Fabio Nunziata
Scene/Scene Design Marco Tripaldi
Costumi/Costume Design Valentina Taviani
Musica/Music Giuliano Taviani
Suono/Sound Dolby Sr
Cast/Cast Fabio Troiano, Violante Placido, Carla Signoris, Shell Shapiro, Luce Caponegro, Giorgio Colangeli, Claudia Zanella, Ariella Reggio
Genere/Genre Commedia/Comedy
Formato Originale/Original Format 35 mm – Color
Durata/Running Time 90’
Paese Di Produzione/Country Of Production Italia/Italy
Produzione/Production Amedeo Bacigalupo per Nuvola Film in Associazione con Reef Comunicazione
Distribuzione/Distribution Videa-Cde, Warner Bros. Pictures Italia

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