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Fumetto

Nicola Pesce

Self made publisher

Locandina del Lucca Comics & GamesAnche quest’anno, dal primo al quattro novembre, si è svolto il Lucca Comics & Games. Nella città delle mura, per la 41esima volta, si sono radunati decine di editori, disegnatori, collezionisti e, naturalmente, migliaia di appassionati di ogni età. I numeri della rassegna sono davvero impressionanti e la riconfermano fra le prime manifestazione nel suo genere. Basterebbe citare due dati: 15.000 metri quadri di padiglioni espositivi e 85.000 visitatori dell’edizione 2006. Ma ciò che più caratterizza la manifestazione è la sua collocazione. “Lucca città del fumetto”, recita uno slogan promozionale. E, quasi per dar vita e concretezza a queste parole, la mostra-mercato, che già dall’anno scorso aveva lasciato la sede del palazzetto dello sport, diventata ormai angusta, è stata spostata (ma sarebbe meglio dire ri-portata) nelle piazze, nelle vie, nei palazzi e nei giardini dell’antica città toscana. Il fumetto permea e si mescola in modo “fisico” alla realtà cittadina.

L’evento culturale è di prim’ordine e, ormai da tempo, non si tratta più esclusivamente di fumetti. Ci sono giochi di ruolo, cosplay (costumi ideati artigianalmente dai giovani visitatori che raffigurano eroine ed eroi del mondo fantastico), video giochi, incontri con autori letterari, auto-produzioni e concerti. Viaggiare per le strade di Lucca durante i giorni del Comics & Games è come camminare per il centro di Siena i giorni del Palio o per le calli di Venezia durante il Carnevale! È un tripudio di ragazze e ragazzi mascherati, frotte di adolescenti con gli zaini in spalla, adulti con stampato in faccia un sorriso bambino che reggono in mano l’ultimo albo acquistato. Un fiume di gente colorata davvero bella da vedere.

All’interno dell’edizione 2008 della manifestazione, abbiamo incontrato il giovane editore salernitano Nicola Pesce che, proprio nel mondo del fumetto, ha esordito con la rivista Underground Press. Ad oggi, questa esperienza è conclusa ma nuovi sviluppi attendono la Nicola Pesce Editore, nel campo del fumetto e non solo.

Simone Piazzesi (SP): Sono recentemente intervenuti dei cambiamenti perché Underground Press,come marchio, sparirà sostituita dalla Nicola Pesce Editore.

Nicola Pesce (NP): Underground Press è stata una rivista importante. Mi ha aiutato a entrare in contatto con molte persone valide che, spero, mi aiuteranno a diventare un protagonista del mondo fumettistico italiano. Adesso, però, ha fatto il suo tempo.

Nicola PesceDopo gli inizi, quando per un anno intero sono stato a stampare di notte a casa mia i primi numeri, siamo riusciti a svoltare e, con piccoli colpi di scena annuali, abbiamo preso la decisione di chiuderla. Questo anche perché la rivista ha creato molta confusione, la gente non capiva il riferimento di Press alla rivista americana che pubblicava Bukowski negli anni ’20 ma la intendeva semplicemente come “stampa”. Nasceva quindi un equivoco fra la rivista stessa e la Nicola Pesce Editore, che era nata prima e che appunto pubblicava Underground Press. Purtroppo a 18 anni è facile fare errori simili, non potevo sapere come sarebbe andata a finire…

SP: Adesso quanti anni hai?

NP: 23.

SP: Quindi possiamo dire che Underground Press sparirà sostituito in tutto e per tutto da Nicola Pesce Editore.

NP: Esatto. Inoltre, anche grazie al successo che le nostre pubblicazioni stanno avendo, siamo riusciti ad acquistare un locale a Roma in cui abbiamo trasferito i nostri uffici.

SP: Perché, ricordiamolo, la sede originaria era a Battipaglia, in provincia di Salerno.

NP: Sì. Anzi, all’inizio non avevamo nemmeno una sede, la sede era casa mia o ovunque io mi spostassi. Colgo quindi l’occasione per invitare gli autori a venirmi a trovare nei nuovi uffici romani perché, fin dall’inizio, ho preferito il contatto diretto con le persone.

SP: Come ti è venuta l’idea di fare una rivista di fumetti a 18 anni?

NP: Amavo scrivere ma non trovavo un editore che pubblicasse le mie cose senza che chiedesse di essere pagato per questo. Purtroppo capita a tanti. Un editore che si fa pagare dal suo autore, personalmente, credo non sia serio, per questo ho deciso di fare io stesso l’editore. Anche se poi, alla fine, non ho mai pubblicato cose mie con la mia casa editrice ma ho preferito dare spazio ad altri giovani autori. Ho scelto il fumetto perché le librerie acquistano in “conto deposito” e quindi se il libro non vende torna indietro. Per una casa editrice, specie se piccola, questo vuol dire spesso il fallimento. Invece, la fumetteria acquista direttamente e si assume il rischio, anche se con percentuali più basse di una libreria. A questa ragione economica, va aggiunta la mia passione viscerale per il fumetto che, passo, passo, mi ha portato a riscuotere un certo successo. Oggi, infatti, lavoriamo con Tiziano Sclavi, e nell’aria c’è una possibile collaborazione con Milo Manara.

SP: Che “bacino di utenza” ha a Nicola Pesce Editore come tiratura e come copertura nazionale?

NP: Underground Press arrivava a fare 200 copie, che sono niente, mentre oggi i nostri albi non scendono mai sotto le 2000 copie e stiamo lavorando a progetti sulle 10.000. Da poco, inoltre, abbiamo ottenuto la distribuzione in 5000 librerie con la BND, che si affianca alla Panini, in precedenza già nostro distributore per le fumetterie.

SP: Pensate di continuare a fare riviste di fumetti o vi concentrerete su albi specifici e progetti meno generalisti?

NP: La rivista Underground Press chiuderà ma ne nasceranno altre, come Below, una rivista bimestrale che raccoglierà tutto quanto i diversi autori vorranno mandarmi. L’editore sospende ogni giudizio. Mi limiterò a pubblicare e a far sì che gli autori possano auto-promuoversi dando loro la possibilità di farsi notare.

SP: Come hai reclutato, specie all’inizio, gli autori per la tua rivista e per i tuoi albi?

Una delle strisce di Underground PressNP: È bastato pubblicare un indirizzo e-mail sul primo numero perché venissi subito contattato, tra gli altri, da Cicatelli, che pubblicava per Frigidaire ed è da molti considerato un mostro sacro fra gli outsider del fumetto italiano. Seguendo il suo esempio, molti altri autori si sono rivolti a noi e oggi abbiamo una rosa molto ampia di contatti. Basti pensare che gli albi di Monstars raccolgono ben 120 autori, che vanno dai giovani esordienti ad autori come Sclavi e Ongaro.

SP: Hai mai fatto da talent-scout? Ci sono stati degli autori che hanno usato la Nicola Pesce Editore come trampolino di lancio?

NP: Penso che Longhi e Perissinotto possano rientrare in questa categoria, molti li stanno notando… Hanno acquisito particolare visibilità soprattutto nel momento in cui, da semplici autori, sono diventati editor della casa editrice.

SP: Di solito si pensa alle grandi città come centro dell’editoria fumettistica: Milano, Bologna, Roma. Com’è la scena fumettistica meridionale? È viva?

NP: Sì, il meridione è vivo, soprattutto in Calabria ci sono autori come Claudio Parentela o Smoky, che fa un po’ da tramite col fumetto internazionale. Grazie ai suoi contatti con autori della Marvel, porta in Italia soprattutto interviste e traduzioni. In Campania io stesso ho aperto di recente una scuola di fumetto ed è stato facilissimo trovare docenti preparati e competenti.

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