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Scrittura

La letteratura in pericolo di Tzvetan Todorov

Copertina de Le letteratura in pericolo di Tzvetan Todorov
Titolo: La letteratura in pericolo
Autore: Tzvetan Todorov
Traduzione: Emanuele Lana
Titolo originale: La littérature en péril
Anno di pubblicazione: 2007
Prima ed. italiana: Febbraio 2008
Editore: Garzanti Libri, Milano
Collana: Le forme
Pagine: 82
Prezzo: 11,00 Euro
ISBN: 9788811600732

Bisogna includere le opere nel grande dialogo tra gli uomini, iniziato nella notte dei tempi e a cui ciascuno di noi, per quanto insignificante sia, prende ancora parte.

Perché la letteratura è in pericolo? Tzvetan Todorov, intellettuale e saggista di autorevolezza indiscutibile, in questo pamphlet di intensa chiarezza constata che in Francia — ridimensionandolo, possiamo traslare il discorso al nostro paese che ha tradizioni diverse — l’insegnamento della letteratura è diventato studio degli strumenti critici di tipo formalistico, che analizzano i rapporti interni all’opera. Si trascura così l’oggetto, il testo, e il suo significato, cioè il suo rapporto con la verità, la morale, la storia; viene elaborata un’idea riduttiva e povera della letteratura che confonde i mezzi, gli strumenti dell’analisi testuale, con il fine, la comprensione profonda del testo.

Tzvetan TodorovTodorov, giunto in Francia a fine anni ’60, ricorda di aver appreso con entusiasmo le teorie letterarie che Roland Barthes e lo Strutturalismo proponevano, ma le accettò in quanto strumenti capaci di agevolare la lettura e l’interpretazione dell’opera. Erano uno studio preliminare, che consista proprio nel constatare, nell’identificare le categorie in gioco nel testo letterario senza parlarci del significato del testo, sottolineando la modestia di questo tipo di operazione che va integrata con un discorso capace di cogliere il rapporto del testo con il mondo. Invece, a partire dal ’68, l’idea dell’autonomia della letteratura, un approccio tutto interno ai testi, ha conquistato scuole e accademie rilanciando un movimento plurisecolare di progressiva emancipazione della letteratura, e dell’arte in genere, dai suoi legami con la realtà. Con brevità e senza pedanteria, Todorov individua due percorsi paralleli che conducono alla pretesa di autosufficienza dell’opera: da una parte la sacralizzazione dell’artista in quanto creatore di microcosmi, dall’altra, l’idea dell’opera come oggetto di pura contemplazione.

Questa istanza di autonomia dell’opera ha vissuto in dinamico e fertile equilibrio con altre esigenze imperniate sul dialogo con il mondo e sulla sua rappresentazione fino agli inizi del ‘900. Nietzsche nega l’esistenza di una verità condivisa e conoscibile, gli sconvolgimenti della Grande Guerra spingono gli artisti a rifiutare la realtà e a cercare riparo nella propria solitudine, l’arte soggiogata a fini ideologici conduce i suoi detrattori a ricerche pure, formali: ecco che nasce quella che Todorov chiama triade formalismo-nichilismo-solipsismo, correnti in apparenza diverse ma sotterraneamente accomunate dal proposito di annullare ogni rapporto tra opera e mondo.

La preminenza attuale dei sostenitori di queste correnti — il Decostruzionismo in voga si interroga sui valori e sulle verità di un’opera, ma soltanto per accertarne l’incoerenza e l’impossibilità — nel mondo scolastico e accademico ha effetti sia sulla produzione letteraria e critica sia, ed è questo che a Todorov preme affermare, sull’interazione tra libro e lettore.

Tzvetan TodorovRicordo, e forse altri ricorderanno con me, l’effetto straniante e poco fascinoso che l’analisi strutturale dei testi aveva sulle nostre intelligenze curiose ed irrequiete, affamate di scoperte, ai tempi del liceo. Erano e sono approcci che mancano il bersaglio, che non permettono, quando se ne abusa, l’incontro autentico tra autore e fruitore. Dice Todorov a riguardo: In linea generale il lettore non specialista, oggi come un tempo, non legge le opere per padroneggiare meglio un metodo di lettura, né per ricavarne informazioni sulla società in cui hanno visto la luce, ma per trovare in esse un significato che gli consenta di comprendere meglio l’uomo e il mondo, per scoprire una bellezza che arricchisca la sua esistenza.

Siamo d’accordo con lui: leggere un buon libro significa aprire il proprio sguardo a nuovi e inusuali orizzonti, significa trovare nuovi mondi possibili per intendere meglio il nostro, significa conoscere i più diversi tipi umani e, così facendo, mettere in gioco la nostra identità per riconoscerla o riaffermarla. La vita è ricerca: la letteratura è uno spazio di inesauribile dialogo che scopre — nel senso che svela — la complessità affascinante della realtà. E forse ci rende migliori. La letteratura in pericolo è un saggio di meditata semplicità, è una dichiarazione d’amore e di riconoscenza per la letteratura, è l’appassionata arringa di un grande umanista che difende la nobiltà del cimento letterario.

Tzvetan Todorov (bg: Цветан Тодоров), nato a Sofia nel 1939, è un filosofo e saggista bulgaro. Dopo il diploma, nel 1963, si è trasferito a Parigi, dove ha studiato filosofia del linguaggio con Roland Barthes. Nel 1967-68 ha insegnato alla Yale University ed è diventato ricercatore presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica di Parigi (CNRS). Dal 1983 al 1987 ha diretto il Centro di Ricerca sulle Arti e il Linguaggio (CRAL) di Parigi.
Dopo i primi lavori di critica letteraria sulla poetica dei formalisti russi, si è occupato di filosofia del linguaggio, disciplina che Todorov concepisce come parte della semiotica. Dagli anni Ottanta ha svolto ricerche di tipo filosofico-antropologico come La conquista dell’America (1984) e Noi e gli altri (1989).
Si è poi occupato del ruolo del singolo e della sua responsabilità nella storia. I suoi interessi storici si sono concentrati su temi cruciali come la conquista dell’America e i campi di concentramento nazisti e stalinisti.
Ha pubblicato Le morali della storia (1991), Di fronte all’estremo (1992), una riflessione intensa sulle vittime dei lager e dei gulag, e Una tragedia vissuta (1995).
Le altre sue opere comprendono una ricerca sulle ragioni della socialità dell’uomo, La vita comune (1995), Le jardin imparfait (1998), un saggio sui totalitarismi, Memoria del male, tentazione del bene (2000) e Il nuovo disordine mondiale (2003).
È stato visiting professor di numerose università, tra cui Harvard, Yale, Columbia e la University of California, Berkeley.
I suoi riconoscimenti comprendono la Medaglia di Bronzo del CNRS, il premio Charles Lévêque dell’Accademia Francese di Scienze Morali e Politiche, il primo premio Maugean dell’Académie Française e il Premio Nonino; è anche ufficiale dell’Ordine delle arti e delle lettere.
Nel 2007 è stato vincitore del premio “Dialogo tra i Continenti” assegnato dal Premio Grinzane Cavour.
Nel 2008 ha pubblicato con Garzanti La Letteratura in Pericolo.



Opere principali




  • I formalisti russi. Teoria della letteratura e del metodo critico, Einaudi, 1968




  • Teorie del simbolo, Garzanti, 1984


  • La conquista dell’America. Il problema dell’ “altro”, Einaudi, 1984


  • Critica della critica. Un romanzo di apprendistato, Einaudi, 1986


  • Simbolismo e interpretazione, Guida, 1986


  • Una fragile felicità, Il Mulino, 1987


  • Racconti aztechi della conquista (con Georges Baudot), Einaudi, 1988


  • Poetica della prosa, Theoria, 1989


  • Io e gli altri, Einaudi, 1990


  • Poetica della prosa, Theoria, 1990


  • Michail Bachtin, Einaudi, 1990


  • La deviazione dei lumi, Tempi moderni, 1990


  • Noi e gli altri. La riflessione francese sulla diversità umana, Einaudi, 1991


  • Di fronte all’estremo, Garzanti, 1992


  • I generi del discorso, La Nuova Italia, 1993


  • Una tragedia vissuta. Scene di guerra civile, Garzanti, 1995


  • Le morali della storia, Einaudi, 1995


  • Gli abusi della memoria, Ipermedium, 1996


  • L’uomo spaesato. I percorsi dell’appartenenza, Donzelli, 1997


  • La vita comune, Pratiche, 1998


  • Memoria del male, tentazione del bene, Garzanti, 2001


  • Fragile felicità, SE, 2002


  • Il nuovo disordine mondiale, Garzanti, 2003


  • Benjamin Constant. La passione democratica, Donzelli, 2003


  • Lo spirito dell’illuminismo, Garzanti, 2007


  • La letteratura in pericolo, Garzanti, 2008

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  1. […] Un ringraziamento lo dobbiamo anche a Tzvetan Todorov, saggista e autore, tra gli altri, de La letteratura è in pericolo, per averci ricordato con semplicità il senso più profondo del nostro cercare. Infine, ringrazio […]

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