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Musica

Nightglory la nuova onda dei Kirlian Camera

Kirlian CameraSono entrato in contatto, giornalisticamente parlando, con Angelo Bergamini, mente e fondatore di Kirlian Camera, nel 1999, anno dell’uscita di Unidentified Light. A quel tempo i Kirlian erano già un monumento dell’underground, avendo già scritto con gli album sin li pubblicati, pagine importanti per non dire fondamentali della new wave, del neofolk e dell’electro dark. Ma queste sono solo etichette, la musica di Angelo e dei suoi validi compagni di viaggio, che si sono succeduti nel tempo, è musica personale ed originale, espressione di demoni interiori che ogni tanto tornano a fare breccia nell’animo poetico del Bergamini. Inutile star qui a raccontare la loro storia, per quella basta andare su qualche sito internet, né tantomeno tornare sulle assurde accuse di presunte simpatie parafasciste piovute sul gruppo che, basta leggere i testi, è sempre stato rigorosamente apolitico. Mi preme solo sottolineare la capacità autorigenerativa dei Kirlian Camera, come dimostrano gli ottimi risultati del sodalizio con Elena Alice Fossi, sua compagna in questi ultimi album, e cantante dotata di personalità e presenza scenica debordante.

Ogni album dei Kirlian Camera va analizzato pezzo per pezzo e Nightglory non sfugge a questa regola, perché in ogni brano c’è sempre una scintilla di originalità e uno spunto di interesse. L’album inizia con le note di piano di I’m Not Sorry, delicata e malinconica nel suo incedere iniziale, probabilmente autobiografica nel testo. La ritmica synth pop infiamma la seconda parte del pezzo, gli arrangiamenti ariosi fanno da sfondo ad una melodia che si apre per poi tonare malinconica e suadente. Il pezzo si chiude sulle stesse note di piano che lo avevano iniziato. I’m Not Sorry è un ottima introduzione per la title track, che è già una potenziale hit. In Nightglory le atmosfere si fanno più inquiete, con il ronzare minaccioso dei synth che sostiene una ritmica fattasi più pesante rispetto al precedente brano. Il mood industrial del pezzo però sa aprirsi ad un bellissimo refrain che resta subito in mente, malinconico e coinvolgente come solo i Kirlian sanno comporre. A metà brano un fischio di sintetizzatore rende il tutto ancora più dinamico e rinforza il ritornello di chiusura. In questo pezzo c’è tutta la storia dei Kirlian Camera: ritmo, industrial, melodia, potenza vocale… un tripudio che ci porta diretti alla prima cover dell’album, ovvero Hymn degli Ultravox, gruppo che sembra essere particolarmente caro ad Angelo Bergamini, visto anche la sua precedente cover della famosissima Vienna nel suo Todesengel – The Fall Of Life. Hymn è un pezzo uscito nell’album Quartet del 1982, quando ormai negli Ultravox si era consumata da tempo la dipartita (solo in senso artistico per fortuna) di John Foxx, il leader della prima fase del gruppo. Tuttavia la cover sembra essere quasi un omaggio a Foxx, vista la vena di spiritualità e sperimentazione che Angelo infonde nel pezzo. Il mood è quindi quasi da canto sacro in alcuni passaggi. I paesaggi evocati sono oscuri, il pezzo è assai rallentato rispetto all’originale e la voce potente di Elena alimenta i momenti di spettrale sperimentazione che fanno capolino qua e là nel brano. Anche in Hymn sono presenti molte delle caratteristiche peculiari dei Kirlian Camera, ed esso risulta drammatico, eccessivo, barocco anche sopra le righe per certi versi, ma fortemente emozionale, e prepotentemente evocativo.

Kirlian Camera

Dopo questa tempesta emotiva, Angelo ed Elena sembrano voler prendersi una pausa, con la delicata chitarra acustica con cui parte Save Me Lord (From Killing Them All), terribile invocazione intrisa di riferimenti biblici e religiosi. Musicalmente il territorio è quello del folk apocalittico, che riprende quindi alcune cose del passato. Quello che però resta è la bella linea melodica, aperta e malinconica. Con il brano successivo i KC indovinano uno dei titoli più azzeccati ed evocativi degli ultimi tempi che merita di essere riportato per intero nella sua lunghezza: Winged Child Sitting On A Bench Watching Obscure Clouds Getting Closer While People Seek For Shelter. La figura del bambino alato che osserva un’umanità spaventata e allo sbando, ricorda gli affreschi rinascimentali, con gli angeli, spesso rappresentati in figura di bambini alati, che osservano curiosi le vicissitudini umane così come secoli prima venivano rappresentate le divinità dell’antica Grecia. Figura molto evocativa quindi, ben resa dalla melodia coinvolgente del brano, essenziale e semplice, con un retrogusto minimale che ci conduce al pezzo più sperimentale del disco ovvero quel I Killed Judas che contiene ancora richiami biblici nel titolo. In esso troviamo solo tastiere e voce, ma queste bastano per creare la magia di un suono elegiaco, interrotto da passaggi sperimentali sospesi fra rumorismo e dark ambient. Immortal invece si innesta nel classico filone electro dark, con ritmica martellante e un crescendo melodico accattivante. Il finale disperato, altamente drammatico e sopra le righe, rende il brano comunque originale.
Un altro pezzo molto particolare è I Gave You Wings – I Gave You Death, che riprende le atmosfere più vecchie del gruppo ma con una melodia malinconica ma non cupa, piuttosto suadente e aperta. Un brano di difficile esecuzione, soprattutto dal punto di vista vocale. Elena in questo caso si cimenta in vocalizzi ‘Gerrardiani’ e scale vocali di sapore quasi mediorientale dando prova della sua ormai raggiunta maturità vocale. La chiusura del disco è affidata alla seconda cover ovvero Gethseman dal musical Jesus Christ Superstar. Scelta che potrebbe sembrare azzardata e difficile, anche perché nel confrontarsi con questo genere di proposta c’è il rischio di cadere nella banalità. Tuttavia in questo caso la scelta non è stata casuale: Gethseman infatti rende palesi le tematiche religiose che si affacciano qua e là nell’album, ma la versione che ne danno i Kirlian Camera esalta il punto di vista umano della vicenda del Cristo. È un Cristo colto mentre cammina tentennante sul bordo della vita, consapevole che all’alba verrà tradito e martirizzato. Elena, con la sua superba e intensa interpretazione, mette in scena le umane paure di un personaggio che ha comunque segnato la storia dell’umanità. La cover mira all’essenza del momento non alla forma, esalta il pathos della vicenda senza perdersi nei meandri dell’autocelebrazione.

Copertina di Nightglory

Alla fine del programma che cosa rimane di Nightglory? Sicuramete rimane il fatto che si tratta di un gran disco, probabilmente il più immediato dei Kirlian Camera, forse il best seller per quanto riguarderà il successo commerciale. Ma questo non sarà certamente un successo costruito a tavolino, ma frutto di anni di passione e sperimentazione, di voglia di confrontarsi con il pubblico suonando live in mezzo mondo. Nightglory rappresenta il picco di maturazione del sodalizio Fossi – Bergamini, apice formale di un gruppo che ha ormai sforato i 30 anni di carriera. Angelo Bergamini ha ormai lasciato la parte vocale nella sapiente ugola di Elena, concentrandosi sui suoi sintetizzatori per comporre melodie mirabili e immediate, ma mai scontate. Pezzo come la title track o Save Me Lord girano nel lettore cd per molto tempo perché si resta sempre con la voglia di risentirle. La voce di Elena Fossi è ormai diventata un trademark del gruppo. Potente come nella tradizione del gruppo che ha sempre avuto voci femminili diverse dagli standard del genere, estesa dai toni basi a quelli più alti, intensa nell’interpretazione, e naturalmente sensuale. È un disco in cui i ritornano i temi lirici del gruppo, forse con una maggiore vena intimista rispetto alle cose del passato. I frequenti riferimenti religiosi, che si accostano non certo casualmente al look militar-totalitario, rendono l’opera più complessa e profonda di quanto si possa pensare. Nightglory è un altro mattone prestato alla costruzione di un ponte musicale lungo trenta anni. E la storia non finisce qui…

Kirlian Camera

Kirlian Camera è un gruppo italiano che suona musica elettronica darkwave. Fondato nel 1980 da Angelo Bergamini, pioniere della scena synthpop italiana, è stato il primo gruppo italiano ad ottenere un contratto con la Virgin Records. Tra il 1982 ed il 1984, Bergamini ha suonato anche nel gruppo synthpop/italodisco Hipnosis, che ha ricevuto un disco di platino per le vendite in Germania, ed ha scalato le classifiche europee con il singolo “Pulstar”, scritto da Vangelis. Durante gli anni ottanta, il suono dei Kirlian Camera diventa sempre più oscuro, allontanandosi dal suono synth pop che aveva caratterizzato le loro prime produzioni. Nel 1993, firmano un contratto con l’etichetta tedesca Discordia. Il 1995 li vede collaborare con i colleghi di etichetta Dive su Obsession.
Il 26 aprile 1999, i Kirlian Camera si trovano coinvolti nell’inchiesta sul Movimento Gotico quando vengono menzionati dal sociologo Alfred Schobert in der Spiegel, in un’intervista affiancata ad un articolo sul massacro della Columbine High School. Schobert sosteneva che il gruppo (insieme ai Death in June e Boyd Rice) era un esempio di “elementi neo-fascisti” nella musica goth e EBM, accusandoli di fare il Saluto nazista sul palco. Mentre il gruppo ha pubblicato un comunicato nel loro CD successivo rifiutando ogni affinità con gruppi neo-nazisti o razzisti [1], non gli è mai stata data la possibilità di replicare su der Spiegel, causando la cancellazione di diversi spettacoli e proteste da parte del movimento antifascista fino al 2002. La composizione del gruppo, cambiata costantemente nel corso degli anni con membri che andavano e venivano, si è relativamente stabilizzata dal 1999, quando al compositore Angelo Bergamini si è affiancata la cantante Elena Alice Fossi.

Fonte: Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Kirlian_Camera)

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