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Palcoscenico

Indice analitico dei personaggi delle opere di Georges Feydeau

Il presente lavoro ha lo scopo di fornire agli studiosi, agli operatori teatrali e agli amanti del genere un utile strumento per capire l’opera di Feydeau e conoscere più da vicino il suo mondo. L’indice non comprende tutti i testi dell’autore, ma traccia comunque un’ottima panoramica della società del suo tempo e degli atteggiamenti che egli intendeva sbeffeggiare.

Ricchi borghesi

Il sistema RibadierAngèle Ribadier (Il sistema Ribadier, 1892): Si è sposata in seconde nozze con Ribadier ma, data l’esperienza negativa con il primo marito, è diventata gelosissima. Lo spia, lo segue e non gli dà mai tregua. Lui la ipnotizzerà per togliersela dai piedi, ma il suo “sistema” avrà vita breve.

Barillon (Il matrimonio di Barillon, 1890): Quarantenne nullafacente la cui massima ambizione è sposarsi con una ragazza di vent’anni più giovane. Il suo progetto andrà in fumo quando, per un errore del sindaco, si ritroverà sposato con la suocera quarantaquattrenne. Il “dolce idillio” non durerà e, come se non bastasse, sarà funestato dal ritorno del primo marito di lei, Jambart, dato per disperso durante una battuta di pesca al salmone.

Bois-d’Enghien (La palla al piede, 1894): Scansafatiche a cui piace farsi coccolare e mantenere dall’amante Lucette Gautier. Mira a un matrimonio di convenienza, ma liberarsi dalle “grinfie” di Lucette risulterà più difficoltoso del previsto. Non esita a implicare nella faccenda altri personaggi che non hanno alcuna colpa.

Brigot (Il matrimonio di Barillon, 1890): È lo zio di Barillon e, come dice il nome stesso, è un attaccabrighe di prima categoria. Si presenta agli appuntamenti con due ore di anticipo e, se dopo un’ora, l’altra persona non si fa vedere, se ne va furibondo. Detesta le opere liriche, e trova che Roméo et Juliette sia un’agonia per le orecchie.

Chandebise (La pulce nell’orecchio, 1907): Direttore di una compagnia assicurativa, ultimamente soffre di impotenza “psicologica”. Il suo mancare ai doveri coniugali sarà tra le cause che spingeranno la moglie Raymonde a crederlo un traditore.

Clarisse Ventroux (Ma non andare in giro tutta nuda!, 1911): È la copia carbone di Julie Follavoine. Unica differenza: anziché girare per casa con un secchio igienico, se ne va a spasso in deshabillé mostrando il sedere ai colleghi del marito. E son problemi.

Il matrimonio di BarillonClémentine (La signora di Chez Maxim, 1899): Nipote adottiva del Generale Petypon du Grêlé. Lo zio le ha organizzato un matrimonio combinato con il tenente Corignon, ma la ragazza è incredibilmente inesperta in ambito amoroso. La Môme Crevette cercherà di darle qualche “buon” consiglio, come solo una ballerina del Moulin Rouge sa fare. Non serve dire che i risvolti saranno comicissimi.

Follavoine (Purghiamo il bimbo, 1910): Fabbricante di vasi da notte infrangibili, che in realtà si rompono di continuo. È interamente dedito alla sua professione e trascura parecchio la moglie. La sua incapacità professionale è comunque compensata da una “vasta” cultura: è convinto che Le Canarie si scriva Leccanarie, e le cerca tra Lecca-lecca e Leccapiedi. Tutto lascia presagire che non le troverà.

Gabrielle Petypon (La signora di Chez Maxim, 1899): Moglie di Petypon, è di un bigottismo talmente estremo da sfiorare la pazzia. Confida in qualsiasi cosa gli altri personaggi cerchino di farle credere: dalla finta Annunciazione messa in scena dalla Môme Crevette travestita da Arcangelo, al fatto di essere la “vergine” prescelta per partorire il futuro Salvatore della Francia, passando per i fantasmi e le voci dall’aldilà. Definita da tutti una befana, in realtà non è tanto brutta quanto ingenuotta.

Generale Petypon du Grêlé (La signora di Chez Maxim, 1899): Zio di Petypon. È autoritario, ma giusto. Scambia la Môme Crevette per la moglie di suo nipote, e prova una tremenda antipatia nei confronti di Gabrielle Petypon, che considera un’invasata. Sa bene che il nipote mira solo ai suoi soldi, ma lo tiene a bada senza problemi con la tipica disciplina militare.

Julie Follavoine (Purghiamo il bimbo, 1910): Moglie di Follavoine, sta già manifestando i primi sintomi di isteria: si veste come una sguattera, gira per casa con un secchio igienico contenente i suoi rifiuti corporei e litiga con il marito perché vuole pulirsi da sola il bagno, senza lasciarlo fare alla domestica. L’unico amore della sua vita è il figlio Toto, per il quale non esita a distruggere la carriera del marito.

Purghiamo il bimboLucienne Vatelin (Il tacchino, 1896): È la moglie di Vatelin. Bella, buona, cortese, educata, è il perfetto ritratto della borghese fedele ai principi che le sono stati inculcati. Ritiene sia un suo diritto vendicarsi, qualora il marito la tradisca, ma non ha nessuna intenzione di portare a termine i suoi propositi. Prende in giro i suoi spasimanti, si diverte a recitare una parte, ma al momento decisivo si tira indietro. È semplicemente un’ipocrita.

Mathieu (L’Hotel del Libero Scambio, 1894): Avvocato che parla benissimo quando il tempo è bello e balbetta come un matto quando piove. Ha quattro figlie dispettose che simuleranno la presenza di fantasmi all’interno dell’albergo. In generale, è uno scocciatore.

Mongicourt (La signora di Chez Maxim, 1899): Miglior amico, nonché collega, di Petypon, farà di tutto per aiutarlo quando questi scoprirà di essersi portato a casa la Môme Crevette. Finirà ipnotizzato sulla poltrona estatica e, per un breve lasso di tempo, dovrà spacciarsi per il marito di Gabrielle, moglie di Petypon, da lui stesso considerata una befana. È generoso e altruista nei confronti degli amici, ma in ambito professionale è l’esatto contrario: se un paziente gli muore sotto i ferri, a lui non fa né caldo né freddo.

Paginet (Il nastro, 1894): È un medico fermamente convinto che il batterio non esista. Per questo suo profondo credo, la nipote Simone lo ha ribattezzato “antibatterico”. Ritiene che i suoi studi e le sue scoperte si meritino la Legion d’Onore, e pur di ottenerla è disposto a tutto. Cerca di convincere Simone a contrarre matrimonio con il nipote del ministro preposto all’assegnazione delle onorificenze e, quando si rende conto di non poter ottenere la nomina onestamente, pensa bene di trovare un escamotage che gli permetta di ottenerla per vie traverse.

Petypon (La signora di Chez Maxim, 1899): Medico chirurgo, sposato con la bigotta Gabrielle, Petypon commette un colpo di testa quando, una sera, per festeggiare la buona riuscita di un’operazione, si reca da Chez Maxim e ne esce ubriaco. La mattina dopo, si ritroverà nel letto la Môme Crevette che lo trascinerà nella più assurda carambola di guai che abbia mai vissuto nell’arco della sua esistenza. È ingenuo, ma allo stesso tempo egoista, l’unica cosa che conta per lui è uscirne vivo.

Pontagnac (Il tacchino, 1896): Si crede un gran seduttore e questo lo induce a seguire le donne per strada, nell’assurda convinzione che prima o poi capitoleranno. In realtà, dopo averne passate di tutti i colori, resterà vittima del suo stesso imbroglio pentendosi amaramente del suo modo di agire.

Raymonde Chandebise (La pulce nell’orecchio, 1907): Altro esempio di borghese gelosa che non vede al di là del proprio naso. Appena sospetterà un tradimento del marito, orchestrerà un tale intrigo che finirà col coinvolgere minimo altre dieci persone.

Il tacchinoRédillon (Il tacchino, 1896): È un ricco viveur che trascorre le sue giornate partecipando alle feste e portandosi ogni notte a casa una donna diversa. È follemente innamorato di Lucienne Vatelin, per la quale, dice lui, sarebbe disposto a rinunciare a tutto. Purtroppo, quando avrà la possibilità di stringerla tra le braccia, sarà troppo stanco per mettere in pratica le sue intenzioni.

Ribadier (Il sistema Ribadier, 1892): Amministratore delegato delle Ferrovie, è tormentato da una moglie gelosissima, Angèle. Per risolvere il problema, ogni notte la ipnotizza e se ne va per i fatti suoi. Il suo “sistema” inizierà a scricchiolare quando un ex spasimante di Angèle rivelerà a quest’ultima il trucco.

Vatelin (Il tacchino, 1896): Di professione fa l’avvocato, ma caratterialmente è debole e ingenuo. Colleziona quadri falsi, che spaccia per veri, ed ha molta paura degli scandali. L’improvvisa comparsa di una sua ex amante metterà a dura prova la sua pazienza e la sua resistenza fisica.

Virginie (Il matrimonio di Barillon, 1890): Diciottenne destinata, in un primo momento, a sposare Barillon. Il suo nome la vuole “virginale”, e in effetti lo è, ma possiede anche un’innata scaltrezza che le permetterà di sposare il giovane che ama e di trattare Barillon a pesci in faccia.

Cocotte e canzonettiste

Amélie Pochet (detta Amélie d’Avranches, Occupati di Amélie, 1908): Di famiglia modesta, riesce a fare carriera passando da un letto all’altro. Quando l’amante regolare Etienne la “affida” all’amico Marcel, il disastro è dietro l’angolo: i due, ubriachi fradici, si risveglieranno nello stesso letto. Seguirà una “deliziosa” vendetta da parte di Etienne, che li obbligherà a sposarsi, ma Marcel troverà comunque il modo di liberarsi di lei.

Armandine (Il tacchino, 1896): Oca giuliva che di mestiere fa la cocotte. Nonostante ciò, possiede una spensieratezza e una gioia di vivere che la contraddistinguono nettamente dalle ricche borghesi che la circondano. Sfianca sessualmente Rédillon, dopo undici ore di letto, e gli manda a monte i progetti con Lucienne Vatelin.

Lucette Gautier (La palla al piede, 1894): Il suo cognome deriva da La Dame aux Camélias di Alexandre Dumas figlio, da cui Verdi trasse La traviata, e in effetti il mestiere è proprio quello. È l’amante regolare di Bois-d’Enghien e non sopporta di essere abbandonata. Quando lui le confesserà di essere in procinto di sposarsi con una ricca borghese, darà in escandescenze e si vendicherà simulando un rapporto sessuale nel bel mezzo della festa di fidanzamento di lui. È capricciosa, adora i gioielli e tratta la sorella come una serva.

Môme Crevette (La signora di Chez Maxim, 1899): Ballerina del Moulin Rouge e assidua frequentatrice di Chez Maxim. Di fatto è una prostituta, ma ne va più che fiera. È sbarazzina, simpatica, spigliata e, ovunque passa, finisce col generare guai a catena. Al castello del Generale Petypon du Grêlé la scambieranno per una ricca borghese. Lei starà al gioco facendosi beffe di tutti e lanciando la moda della gamba sollevata sopra la sedia a mo’ di cancan.

Stranieri

Carlos Homenides de Histangua: (La pulce nell’orecchio, 1907): Ricco cliente di Chandebise e gelosissimo marito della più cara amica di Raymonde Chandebise. È ispano-americano, e minaccia continuamente la gente di morte per sottolineare la sua natura sanguigna.

La palla al piedeGenerale Irrigua (La palla al piede, 1894): Anch’egli di origine ispano-americana, è innamorato perso di Lucette Gautier. Allo scopo di eliminare altri eventuali pretendenti, si diverte a inseguirli, rabbioso, per i corridoi, minacciando continuamente di sfidarli a duello.

Maggy Soldignac (Il tacchino, 1896): Ha conosciuto Vatelin durante un viaggio e, per una notte, è stata la sua amante. Al contrario di quanto possa pensare l’ingenuo Vatelin, Maggy non ha nessuna intenzione di mollare la presa: rivuole il suo amante e pur di ottenerlo è disposta anche a ricattarlo. Parla con un forte accento inglese ed è appassionata di boxe, il che significa che prima o poi prenderà a pugni qualcuno.

Rugby (La pulce nell’orecchio, 1907): Cliente inglese dell’Hotel Minet Galant. Parla una lingua che gli altri personaggi giudicano incomprensibile, ma non disdegna di allungare le mani su qualche bella donna.

Soldignac (Il tacchino, 1896): Ricco uomo d’affari sposato con Maggy. È di origine marsigliese, e non vede l’ora di mettere le mani sull’amante di sua moglie per stenderlo al tappeto. Il problema, per lui, non è tanto la gelosia, quanto il fatto che ha bisogno di cogliere Maggy in flagrante per poter chiedere il divorzio. Ritiene, infatti, che sua moglie sia solo una scocciatrice che gli intralcia gli affari.

Domestici, fattorini d’albergo e camerieri di ristorante

Bretel (Il rimedio è peggiore del male, 1896): Domestico belga che parla malissimo le bon français. Arriva a casa di Lucien, in sostituzione dell’ex maggiordomo, e si rivela fin da subito un disastro. Condisce l’insalata con gli insetti, mangia il pollo con le mani, dice alla futura suocera di lui che è una racchia e gli manda a monte il matrimonio combinato. Ciò nonostante, Lucien sarà costretto a tenerselo.

Gérome (Il tacchino, 1896): Domestico di Rédillon. È molto saggio, e sa come tenere a bada il suo padrone, che lui considera un figlio. Non esita a dargli del tu, e a dirgli in faccia quello che pensa. Rédillon, al suo confronto, è una nullità.

La signora di Chez MaximEtienne (Sarto per signora, 1886): Domestico sciocco del Dottor Moulineaux. Durante un’assenza del Dottore, consiglia a un paziente di porre fine all’epistassi che lo tormenta infilando la testa in una bacinella piena d’acqua e lasciandosi affogare. Il paziente non seguirà la sua “preziosa” raccomandazione.

Etienne (La signora di Chez Maxim, 1899): Domestico di Petypon. È abbastanza ignorante, dal punto di vista religioso, da scambiare il travestimento da Arcangelo della Môme Crevette per un costume da Lupo mannaro. Fatica anche a capire come faccia un uomo ubriaco a dormire sotto il divano. Possiede una spontaneità che i ricchi borghesi non hanno.

Hortense (Hortense ha detto: “Me ne frego!”, 1916): Domestica che non si vergogna di dire in faccia alla gente quello che pensa. Quando la padrona si lamenta con lei perché la gatta ha fatto pipì sopra un suo manicotto, Hortense risponde: “Me ne frego!” scatenando un putiferio. Ha un carattere forte e combattivo.

Joseph (Riunione notturna, 1897): Cameriere scaltro e intelligente. Chiama tutti i clienti “Conti” o “Marchesi” per poi servirgli vini e cibi di pessima qualità. Conosce i segreti più piccanti della borghesia francese e sa come usarli a suo favore.

Justin (A me gli occhi!, 1897): Domestico furbo che ha imparato l’arte dell’ipnosi. Ogni giorno, ipnotizza i suoi padroni e gli fa svolgere il suo lavoro. È convinto di essere un genio, ma un ipnotizzatore più bravo di lui lo trasformerà in un domestico perfetto.

Isidore (Cento milioni piovuti dal cielo, incompiuta): Domestico che scopre improvvisamente di aver ereditato un’ingente somma di denaro. Gli amici inizieranno a fare i ruffiani e lui capirà che, nel mondo della borghesia, non è tutto oro quello che luccica.

Poche (La pulce nell’orecchio, 1907): Fattorino ubriacone dell’Hotel Minet Galant. È il sosia di Chandebise, e quando gli altri personaggi giungeranno all’albergo con i rispettivi amanti li manderà in totale confusione.

Samuel (L’affare Edouard, 1889): Domestico impiccione e combina guai. Si diverte un mondo ad accompagnare il suo padrone in varie disavventure. Durante un processo, scambierà il banco degli imputati per una poltrona di platea. Il giudice non gradirà affatto.

Commenti

4 commenti a “Indice analitico dei personaggi delle opere di Georges Feydeau”

  1. Che lavorone, Annamaria! Interessante, bello, utile: spero
    con tutto il cuore che ti porti i
    suoi frutti. Sei proprio brava: complimenti. Bacio. Edda

    Di edda de battisti | 10 Ottobre 2012, 19:12
  2. Complimenti, Annamaria! E’ un lavorone interessante, utile, bellissimo. Speriamo ti porti
    un congruo riconoscimento. Bacio

    Di edda de battisti | 10 Ottobre 2012, 19:15

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