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Fumetto

Le Storie: romanzi d’avventura a fumetti

Copertina Le Storie 1Dopo Saguaro, la nuova serie a fumetti che la Sergio Bonelli Editore ha presentato a giugno nelle edicole italiane, Le Storie si propone come la più importante novità che la casa editrice milanese offre ai suoi lettori nel 2012. Anche in questo caso, come per Saguaro, si tratta di una serie mensile il cui termine non è previsto a priori: segno di grande fiducia, in tempi di crisi non solo fumettistica, e di grande coscienza dei propri mezzi e delle proprie capacità. La differenza fondamentale con Saguaro e con tutte le altre collane di casa Bonelli, e qui sta la vera novità dell’opera e la sua importanza, è che la serie non avrà un personaggio fisso come protagonista ma proporrà delle storie autoconclusive. Le Storie, appunto, sono al centro dell’opera e non i singoli protagonisti.

Mauro Marcheselli, il curatore della serie, ha chiesto agli autori di portare in redazione quei soggetti che avevano sempre tenuto nel cassetto, che non avevano mai avuto il coraggio o l’opportunità di pubblicare. Li ha invitati a prendere ispirazione dalla Romantica Sonzogno, la famosa collana di romanzi d’avventura degli anni Cinquanta, tanto amata sia da Gian Luigi che da Sergio Bonelli.

Avventura quindi, la parola chiave che contraddistingue tutte le pubblicazioni bonelliane, coniugata in diverse forme, in tanti pezzi unici, con ambientazioni nello spazio e nel tempo che cambieranno di mese in mese, a partire da ottobre. Per esaltare questa unicità, per distinguerla dalla serialità e avvicinarla al concetto che ogni uscita sarà un romanzo a fumetti a se stante, la copertina è concepita nella sua grafica e nella sua realizzazione in modo tale da accostarla a quella di un libro. Il cartoncino telato a rilievo, infatti, e la scelta di affidare l’immagine ad un grande illustratore di romanzi quale Aldo Di Gennaro, fanno della copertina un piccolo quadro, contribuendo a rimarcare nel lettore l’idea di trovarsi di fronte ad un pezzo unico.

Le Storie, quindi, si presenta come una novità nel panorama editoriale a fumetti ma in realtà affonda le sue radici consapevolmente nella migliore tradizione bonelliana. Lo stesso editoriale presente in seconda di copertina del primo numero, Il boia di Parigi (sceneggiato da Paola Barbato e disegnato magistralmente da Giampiero Casertano), collega lo spirito della nuova testata a quello che è stato uno dei fiori all’occhiello della produzione della casa editrice milanese: la collana Un uomo un’avventura.

Una nuova collana di storie uniche, originali, avventurose, tutte a fumetti…

Un uomo un'avventuraSono le parole con cui nel 1976 Sergio Bonelli presentava la sua nuova iniziativa, ma che calzano a pennello anche oggi per Le Storie. Per entrambe le opere, infatti, i protagonisti sono una storia e un uomo ogni volta diversi, inseriti in un ben preciso contesto storico. Le affinità non finiscono qui: allora come oggi gli autori dei disegni e dei testi sono dei personaggi di primo piano e di assoluto valore nell’universo fumettistico. Ma una grossa differenza c’è e risiede nel formato. Mauro Marcheselli per anni aveva cercato di convincere Sergio Bonelli a ripetere l’esperimento di Un uomo un’avventura anche nella veste editoriale, caratterizzata da eleganti volumi cartonati grandi alla francese, con carta patinata a colori, senza però mai riuscirci. L’esito è stato quindi un ben più saggio ed economico formato classico bonelliano, di 110 pagine in bianco e nero, con cui Le Storie sono appena sbarcate in edicola.

Tuttavia, la forma oltre che i contenuti de Un uomo un’avventura, hanno costituito ai tempi una rivoluzione nel panorama fumettistico che si è compresa del tutto soltanto a posteriori, in tempi più recenti. I critici odierni, infatti, chiamerebbero quei volumi graphic novel, espressione con la quale oggi si indicano quei libri a fumetti contenenti storie autoconlusive, di impronta autoriale e venduti nelle librerie. Spesso, a torto e con un certo snobismo, tale espressione è utilizzata per distinguere un prodotto a fumetti che ha il rango e la qualità per poter fare bella mostra di se sugli scaffali di una libreria, da uno seriale, di basso valore, ridotto alla distribuzione attraverso le edicole.

La forza dell’operazione editoriale che Sergio Bonelli intraprese nel 1976 sgretola questo attuale pregiudizio, questa falsa distanza fra fumetto da libreria e fumetto da edicola, se pensiamo che Un uomo un’avventura fu proposto nelle edicole, quindi pensato per una vasta distribuzione popolare. L’atto dirompente della collana fu proprio questo: superare la distinzione tra quella che oggi potremmo definire produzione popolare e quella d’autore, in una sintesi che aveva come obiettivo la qualità del fumetto, vero e unico metro di giudizio della produzione fumettistica, allora come oggi. Furono chiamati quindi i nomi che da poco erano entrati nell’empireo dei Grandi (Toppi, Buzzelli, Pratt, Micheluzzi, Manara, Battaglia, Crepax tra gli altri) a disegnare storie sceneggiate da autori abili e capaci. La scelta delle vicende narrate, ispirate ad un fatto storico effettivamente accaduto o comunque realistico, contribuiva inoltre ad attribuire alle stesse uno spessore tutt’altro che effimero, bensì quasi colto.

Copertina Le Storie 2Da tutti questi fattori (veste editoriale di lusso, distribuzione nelle edicole, firme di fumettisti d’autore, scelta delle storie con preciso contesto storico) l’operazione editoriale si può inquadrare a posteriori come un tentativo di Sergio Bonelli di annullare la differenza tra fumetto d’autore e fumetto popolare, attraverso la pubblicazione di questi (soli) trenta volumi, che hanno avuto il pregio di avvicinare autori e fruitori, cercando di armonizzare i propositi degli uni con il gusto degli altri. La collana fu chiusa perché le vendite non consentivano di pareggiare i costi e questo fatto può indurre a pensare che la sfida dell’editore fu persa. Tutt’altro! Anche se da una parte Un uomo un’avventura può essere considerata in anticipo sui tempi e una scelta economicamente sbagliata, è indubbio che i suoi frutti sono stati reali e percepibili nell’attenzione e riconoscimento sempre crescenti dati agli autori, tanto dei testi, quanto dei disegni, al coinvolgimento maggiore di disegnatori di elevato valore artistico in operazioni popolari (vedi il successo più che ventennale dei Texoni), alla continua ricerca di autori e talenti nuovi, al rinnovamento costante dei contenuti offerti, alla decisione più economica di affidarsi tecnicamente al bianco e nero e al formato tradizionale bonelliano. In altre parole alla sintesi di fumetto d’autore e fumetto popolare.

Questa lontana esperienza editoriale fa intravedere quindi quella che è sempre stata, nelle intenzioni e nella pratica del suo compianto direttore, la stella polare della Sergio Bonelli Editore, ovvero lo sforzo genuino, passionale e altamente professionale di riconoscere al fumetto la dignità artistica che gli compete: il tutto realizzato quotidianamente con un grande rispetto nei confronti del lettore. I frutti di Un uomo un’avventura sono quindi tutti chiaramente visibili nella nuova collana Le Storie, della cui pubblicazione Sergio Bonelli sarebbe certamente fiero.

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  1. […] spaventa” di fronte ad una serie la cui fine non è programmata a priori. Le nuove Saguaro e Le Storie e la prossima Dragonero sono invece due segnali che invertono la rotta all’interno della […]

  2. […] Olivo (AO): Le Storie, l’ultima serie edita dalla Sergio Bonelli Editore, ed ideata da te, è diversa dalle altre […]

  3. […] Dragonero succede a Saguaro e Le Storie come nuove serie che la Sergio Bonelli Editore propone dopo molti anni di mini-serie. Come […]

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