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Fumetto

I gioielli dimenticati di Lanciocomix

LanciocomixNella primavera del 1999 una bella sorpresa aspettava in edicola chi amava il fumetto argentino. La romana Lancio, storica casa editrice leader nel settore dei fotoromanzi, nonché punto di partenza dell’Eura, dette alle stampe il primo numero di una collana che avrebbe presentato il meglio dei fumettisti erotici, e che appunto si intitolava «Lanciocomix presenta: i Maestri dell’Eros». Per brevità Lanciocomix, ma registrata come «Nuova Serie» al Tribunale di Roma. Bizzarrie dell’editoria italiana, come il fatto che di un bimestrale possano uscire 14 numeri in 7 anni e di un mensile 20 in 12.

Tra le altre cose, la Lancio pubblicava all’epoca anche l’edizione italiana di Playboy (uno dei motivi del passaggio della rivista L’Eternauta da Edizioni Produzioni Cartoons a Comic Art fu l’impegno di Alvaro Zerboni come direttore di entrambe le riviste, che gli lasciava poco tempo per i fumetti), in cui trovavano posto anche alcuni fumetti disegnati principalmente dal grande Horacio Altuna. Benché Altuna abbia manifestato più volte quanto l’incasellamento come autore erotico gli andasse stretto e fosse anche arrivato a denigrare lui stesso le proprie storie, i suoi brevi siparietti comici in quattro tavole non erano affatto male. Anche in virtù del fatto che Playboy manteneva una linea molto soft senza mai concessioni all’esplicito, bisognava trovare uno spunto originale o un’ideuzza divertente per imbastirci sopra un fumetto. Non sempre la cosa riusciva del tutto (Altuna riciclerà alcune idee, ispirandosi anche a uno spunto dello Slot-Machines scritto da Trillo), ma nella maggior parte dei casi la qualità era comunque elevatissima e alcune storie veramente esilaranti.

Dell’Altuna erotico la casa editrice argentina La Urraca aveva pubblicato un paio di volumi brossurati con una qualità di stampa non sempre ottimale, erano frequenti i fuori registro. I volumi della Lancio si presentavano invece decisamente bene: dei solidi cartonati rilegati di 48 pagine, con i colori al loro posto e persino delle introduzioni in ogni numero. Peccato per la carta, di qualità non eccelsa e occasionalmente anche più porosa di quella che la Comic Art usava per i primi dei suoi Grandi Eroi. Il tutto per 15.000 lire, ovvero 7,75 euro.

lorenzon-02All’epoca Altuna era famoso per essere stato opzionato in esclusiva per l’edizione statunitense di Playboy, e i suoi fumetti erotici venivano poi distribuiti alle altre edizioni estere della rivista, quindi la dicitura «I Maestri dell’Eros» sembrava più che altro una maniera per introdurre e promuovere lui: a conti fatti, un’ottima idea visto che la collana avrebbe sperabilmente attratto acquirenti anche tra quanti fruivano dell’erotismo e non solo tra i quattro gatti che leggevano fumetti.

Invece la collana avrebbe veramente presentato altri fumettisti erotici, e da un certo punto in poi avrebbe cambiato rotta per dedicarsi anche a fumetti di altro genere, non solo ristampando quelli su cui Zerboni poteva evidentemente ancora accampare diritti ma traducendo ex novo una serie francese e arrivando addirittura a produrre del materiale inedito (oltretutto di qualità elevata) di giovani autori italiani.

I primi numeri sono delle antologie tematiche: sfilano medici, mariti traditi, guardoni, ecc. Questa impostazione funziona fino a un certo punto e già il secondo numero dedicato al vouyerismo presenta una scaletta particolare, con sette storie brevi al posto delle solite 11 e una storia extralarge di 8 tavole. Il resto sono illustrazioni.

È difficile dire con precisione la data di uscita effettiva di ogni volume; rifacendosi alla data di stampa, che però spesso anticipa di almeno un mese la distribuzione, vediamo come l’annunciata bimestralità potrebbe essere stata mantenuta: il primo numero sarebbe dell’aprile 1999, il secondo del giugno 1999, il terzo (complice una comprensibile pausa estiva) del settembre 1999 e il quarto del novembre 1999.

lorenzon-03Ma il numero successivo uscì appena agli inizi del 2000 (finito di stampare a febbraio), e presentò una grossa novità: non si trattava più di un numero tutto-Altuna ma coerentemente con il titolo programmatico della collana era effettivamente dedicato ad altri autori, o meglio coppie di autori, che erano transitati su Playboy coi loro fumetti erotici: Piero Alligo elabora le storie per Roberto De Angelis e Giacinto Gaudenzi, lo sconosciuto Alejandro Wolfenson (uno sceneggiatore professionista sotto pseudonimo?) scrive per Juan Zanotto e Abulí forma una felice accoppiata col cileno Felix Vega.

Tanta varietà funziona a meraviglia: oltre ad essere un disegnatore eccezionale (peccato non abbia continuato su quella strada) Alligo dimostra di essere un ottimo sceneggiatore, inventandosi scenari originali ma anche rendendo piacevoli e ben articolate delle barzellette classiche, mentre Abulí dimostra anche qui la sua vena caustica e dissacratoria, sempre stemperata da un piacevole umorismo. Quand’ancora splendidamente disegnate, le storie di Zanotto sono meno funzionali dal punto di vista erotico. Una curiosità: la prima storia di Alligo e De Angelis viene censurata con un balloon a coprire le zone a rischio!

Anche il numero 6 (marzo 2000) è un po’ particolare visto che non raccoglie i soliti racconti brevi da 4 tavole l’uno ma una storia lunga, Gatto, di ben 44 tavole, in cui Altuna ricorre a un uso esagerato delle didascalie smorzando un po’ la forza di una storia molto interessante e coinvolgente, con una protagonista originale e affascinante, che narrata con metodi più classici sarebbe stata probabilmente più efficace.

lorenzon-04Col numero 7 e fino all’11 si ritorna all’impostazione precedente, privilegiando il formato consolidato delle raccolte di 11 storie brevi di Altuna da 4 tavole l’una. Unica eccezione: un’avventura della Mona Street di Leone Frollo (I Signori della Notte) presentata sul numero 8, forse con colori apocrifi. Sono 38 tavole a fumetti e il resto, a parte introduzione ed elenco arretrati, sono illustrazioni varie di Frollo.

Il numero 10 offre un netto miglioramento della qualità della carta, ora patinata (ma è una modifica che rientrerà immediatamente), a fronte di un aumento del prezzo, che passa a 19.000 lire/9,81 euro, ovvero quello che fino ad allora era il costo degli arretrati. Con il numero 11 il prezzo si stabilizza sui 10 euro, anche perchè nel frattempo è entrata in vigore la nuova moneta: se i numeri 7 e 8 apparentemente riuscirono a mantenere una cadenza ravvicinata (sarebbero usciti dalla tipografia a maggio e agosto 2000), il nono volume venne stampato solamente a gennaio 2001, e il successivo ben dieci mesi dopo (a novembre!) mentre l’undicesimo non si vedrà prima di aprile 2002. Il tutto mentre le gerenze spacciavano la testata per bimestrale.

Per il discorso che ho fatto in apertura sulla difficoltà di risalire alle effetive date di uscita, non è possibile dire con precisione quanto tempo trascorse, ma sicuramente si sarà trattato di un annetto prima di vedere un insperato numero 12. Sorpresa nella sorpresa, quando ormai si dava la collana per defunta, il fumetto di questo numero non è di Altuna e nemmeno erotico: col titolo L’Isola senza Nome viene ristampata la breve serie in sei episodi Quasi alla fine del mondo, che Alvaro Zerboni aveva commissionato a Enrique Breccia e che fece la sua comparsa proprio nei primissimi numeri de L’Eternauta da lui diretto, nel 1982. Curiosamente le biografie degli autori si limitano per gli sceneggiatori a quella di Valerii, mentre i testi furono anche frutto del lavoro di Minor, che comunque viene ricordato nei crediti della storia. Purtroppo il fumetto viene riproposto a colori, e questi non sono ottimali. In particolare, affatica la lettura la scelta di colorare come fossero pergamene spiegazzate (vista la forma che dà loro Breccia) le didascalie. Dato il nuovo tono della collana, lo strillo in copertina recita stavolta «Lanciocomix presenta i Maestri del Fumetto».

lorenzon-05L’Isola senza Nome viene finita di stampare nell’aprile del 2003, quindi apparentemente un anno esatto dopo Non solo carezze e baci, l’undicesimo numero. Non credo sia un caso: dopo un anno senza essere utilizzata, una testata registrata diviene di dominio pubblico e chiunque può usarla. Così l’editore Mercurio e il direttore Zerboni avranno pensato di continuare a usufruirne prima che qualcuno ne approfittasse, per quanto il lavoro svolto nella confezione del volume dimostra che comunque a monte c’era stato un lavoro non improvvisato (le biografie, la nuova traduzione, i colori per quanto inefficaci). A dire il vero, però, quale sia il nome della testata non è ancora molto chiaro. Nelle gerenze si legge sempre «Nuova Serie» ma il nome “ideale” della collana è senz’altro Lanciocomix, almeno per creare un aggancio con i paralleli volumi Euracomix dell’Eura. Il codice che identifica l’atto di registrazione, ovvero 233/90, lascerebbe immaginare che della collana esistesse già una versione precedente, ma non esistono evidenze in tal senso.

Passano tre anni senza novità su questi “Maestri del Fumetto” e ormai il progetto sembra essersi arenato. Tanto più che gli archivi con le storie di Altuna, per quanto cospicui, dovrebbero essersi naturalmente esauriti, e (un nome a caso per fare un esempio) il Manara che a suo tempo era passato per Playboy prima della Lancio era ancora vincolato a Rocca pur con qualche concessione alla sola Mondadori. E invece…

Nell’estate, forse proprio a luglio come recita il colophon, del 2006 esce a sorpresa (già, la sorpresa è la costante di questa collana) il numero 13. Si respira un pochino un’aria da saldi di fine stagione visto che Voglia di Tenerezza viene riempito con molti lavori di Altuna e Solano Lopez (col fido collaboratore Pol) e una sola storia a testa per Juan Zanotto, Stefano Caselli e Minor-Benicio Gomez, come se si fosse cercato di allestire un volume con quello che c’era a disposizione senza seguire una traccia uniforme o dare una panoramica più approfondita sui singoli autori com’era successo col più riuscito Dollari, Sesso e Seduzione.

lorenzon-06A questo punto il lettore avrebbe potuto pensare a una marcia indietro della Lancio, a un ritorno all’erotismo tout-court che sicuramente riesce ad avvicinare un pubblico più eterogeneo della sparuta pattuglia che negli anni 2000 segue ancora i fumetti. Ma tanto, chissà quando avremmo potuto vedere nuovamente un numero di Lanciocomix… Entrambe le supposizioni, ancora una volta a sorpresa, vengono smentite qualche mese dopo: finito di stampare nell’ottobre del 2006, vede la luce un nuovo libro dedicato stavolta a La Mummia Assassina, che col semplice titolo La Mummia era già apparsa, con i medesimi colori “sparati” e coprenti, sull’effimera Terrifik (una tarda rivista d’Autore diretta ancora una volta da Zerboni) e poi ristampata su L’Eternauta della Comic Art. Gli autori sono Luis Arioli ai testi e il grande Arturo Del Castillo ai disegni, assistito e poi sostituito dall’allievo Miguel Angel Repetto dopo la sua dipartita.

Si vuole ancora creare un aggancio col sesso come si evince dalla copertina, che è un collage delle vignette più spinte, ma la titolazione «I Maestri del Fumetto» non è affatto abusata. Sembra un nuovo inizio carico di promesse: anche se Zerboni si fosse limitato a presentare i lavori per lui di più facile reperibilità (come i casi di Del Castillo e Breccia farebbero immaginare) ben venga, con tutto il ben di dio che aveva pubblicato negli anni ’80 e che attendeva una degna ristampa. E invece sarà solo l’ennesimo stop della collana.

Lanciocomix tornerà appena due anni dopo, e la sua formula sarà totalmente rinnovata. Si passa alla brossura, ma anche alla carta patinata di pregio, e viene presentato un fumetto di origine franco-belga inedito in Italia: Helldorado scritto dalla coppia Morvan-Dragan e disegnato dall’argentino Ignacio Noé che qui trova un buono sfogo alla sua passione per le deformità, la violenza, il pus, ecc.

Accanto alle citazioni di Direttore Responsabile e di Direttore Editoriale compare adesso anche quella del «Comix Advisor», ruolo ricoperto da Stefano Caselli: che sia in atto un rilancio della collana lo testimonia anche il fatto che viene pubblicizzata su Anteprima, uno dei cataloghi su cui le fumetterie si basano per fare gli ordini.

lorenzon-07Helldorado è un fumetto validissimo e originale, una distopia truculenta e cinica sulla conquista delle Americhe, ma al di là della sua qualità rappresenta un azzardo: viene venduto nelle edicole incellofanato come gli altri volumi, la storia è inedita e quindi ha sia un costo maggiore per l’editore (che deve tradurla e letterarla ex novo) sia l’aggravante di non essere già conosciuta al pubblico. Visto che il primo volume uscì a inizi 2008 (finito di stampare a marzo) e il numero 16 appena in estate, forse questa nuova impostazione della collana, che ormai pare tramutata in Lanciocomix presenta, effettivamente non ottenne il gradimento che avrebbe meritato, e che avrebbe consigliato di mantenere (se non di intensificare) la promessa periodicità mensile.

In ogni caso, stampato a luglio 2008, vede la luce Barcellona all’Alba: un titolo come un altro per ribattezzare un fumetto (in origine Negras Tormentas) e quindi confidare nella curiosità di un appassionato ignaro di comprare un fumetto che forse possiede già con un altro titolo. Poco importa: si tratta di una bellissima storia di Juan Antonio De Blas e del grandissimo disegnatore Alfonso Font, già vista in Italia sia su Lanciostory che in un volume edito da ReM Edizioni. Per l’occasione la Lancio ripristina il nome dello sceneggiatore, assente nelle altre versioni, e ne pubblica la splendida versione a colori.

Questa nuova incarnazione di Lanciocomix promette benissimo per gli amanti di BéDé e historietas, che pur consapevoli che la paventata mensilità (!) non potrà essere mantenuta trovano comunque un nuovo editore che soddisfi i loro gusti, in un’epoca in cui questo settore è relegato da anni nelle fumetterie.

Purtroppo la collana non durerà ancora a lungo: nel 2009 usciranno solo 3 volumi, di cui è ancora più difficile risalire alla data effettiva di pubblicazione visto che ormai non viene nemmeno indicato più il mese in cui è stata completata la stampa. Due di queste uscite, i numeri 17 e 19, sono il secondo e il terzo episodio di Helldorado, che la Lancio riesce quindi meritevolmente a portare a termine (in Italia ben pochi altri editori, anche più grossi e titolati, possono dire di avere portato a conclusione la pubblicazione delle serie che hanno iniziato) mentre il terzo, diciottesimo della serie, è una sorprendente pubblicazione tutta italiana. “Sorprendente” sia perchè inaspettata sia per la piacevole sorpresa di trovare un prodotto originale e molto buono pur se realizzato da esordienti. Cotus & Leon è una parodia del genere fantasy ed è probabile che in origine fosse nato per altra destinazione come testimoniano la diagonale delle tavole più adatta al formato comic book e la divisione in due capitoli che idealmente avrebbero potuto essere due uscite separate. Ma funziona benissimo anche così.

lorenzon-08I disegni sono chiaramente ispirati al lavoro di Mike Mignola, ma è anche evidente un certo influsso della linea chiara franco-belga nè mancano elementi più personali (come le mani caricaturali dei personaggi). Buonissimi i colori realizzati col computer, nè coprenti nè blandi pur molto suggestivi laddove necessario. Sono comunque i testi di Leonardo Giordano la parte forte di Cotus & Leon, e credo che anche chi è digiuno di letteratura fantasy o di giochi di ruolo possa apprezzare le strizzatine d’occhio al genere e le parodie di alcuni scenari tipici. In particolare, è molto apprezzabile come una storia dichiaratamente divertente e ridanciana sia in realtà costruita con una precisione chirurgica, per cui un elemento apparentemente secondario della trama avrà un ruolo fondamentale nella sua conclusione.

Cotus & Leon presenta delle caratteristiche editoriali sconvolgenti: aumentano le pagine (ora sono 64) ma il prezzo cala! Il lettore paga solo 8,50€ per un prodotto di qualità. Il pensiero non può che andare ai poveri Gaston e Giordano e alle condizioni contrattuali che avranno dovuto accettare perchè il loro fumetto venisse offerto ad un prezzo inferiore rispetto a quello che la Lancio aveva fissato per Helldorado, un prodotto straniero di cui l’editore avrà pagato giustamente solo i diritti internazionali e non certo quelli per una prima pubblicazione. Scherzi (“scherzi”?) a parte, l’ultimo numero di Helldorado costerà solo 7,50€. E così anche il 2009 finisce.

Ma Lanciocomix, o Lanciocomix presenta, o Nuova Serie, o come diavolo la si voglia chiamare, avrà ancora una cartuccia da sparare: a Lucca 2010 viene presentato al prezzo di 8,50€ il secondo volume di Cotus & Leon, per quanto il primo fosse meravigliosamente concluso in sè, ma il «continua…» che campeggia nell’ultima tavola non ha ancora trovato seguito. E una ripresa della collana appare ancora più improbabile dopo che nell’agosto del 2011 il patron della Lancio, Fernando Mercurio, rimane vittima di una malattia fulminante.

Lanciocomix è stata una bellissima collana, che consiglio a chiunque apprezzi la scuola argentina, quella franco-belga e più in generale il buon fumetto. Gli spendidi fumetti erotici di Altuna si possono trovare solo qui, così come alcune delle pochissime occasioni di vedere Zanotto fuori dai confini dell’Eura.

Non mi pare che nessun volume abbia raggiunto a oggi quotazioni elevate, nè ho riscontrato sorprese di venditori furbastri (tutt’al più uno che spacciava per completa una collezione dei primi 12 volumi). Vista l’eterogeneità delle proposte, sicuramente c’è di che soddisfare più o meno tutti i gusti.

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