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Scrittura

La Pecora Nera di Udine

Indipendenti e fuori dal gregge

La pecora neraUn altro mondo è possibile, si diceva qualche anno fa. Poi è andato tutto storto. Ed ora io ho bisogno di uno squarcio di speranza, di una visione pulita e rasserenante. Di un po’ di luce. Spinta da questa sete di ottimismo decido, allora, di intraprendere un piccolo viaggio nella realtà delle librerie indipendenti. Intanto perché mi sembrano essere uno degli ultimi baluardi di resistenza attiva alla società del profitto e della massificazione. Poi perché mi piacciono proprio.
Sono circa un migliaio le librerie indipendenti rimaste in Italia a tener in vita il mestiere di libraio, che rischia di smarrirsi nella giungla dei colossi di internet e della grande distribuzione. Propongono titoli di qualità, prediligono piccoli editori, divulgano una cultura altra e alta del libro e della lettura, slegata alle logiche commerciali della grande editoria.
Mi concentro sul Triveneto e considero soprattutto quelle piccole librerie che hanno un’impronta specifica. Librerie belle e coraggiose, indipendenti e dal caratterino ben affilato.

Paola e Michele di La pecora nera

La prima tappa mi porta a Udine, una mattina di canicola agostana; Paola e Michele mi accolgono sorridenti tra scaffali da sistemare e mensole da montare. Sono appena tornati dalle vacanze, hanno da poco rilevato la libreria dalla gestione precedente e sono in fase di riorganizzazione.
La Pecora Nera si trova nel centro di Udine ed è specializzata in editoria per l’infanzia. Ad accogliermi due facce giovani ed entusiaste, un ambiente intimo e famigliare. Solare. Eccoci, penso, sono nel posto giusto.
La libreria nasce nel novembre 2009 dall’idea di Marina, l’attuale proprietaria della libreria universitaria, sita a pochi passi da lì, di cui la Pecora Nera fu inizialmente una costola. Michele, qui, è libraio da sempre e quest’anno, su proposta di Marina, ha deciso di rilevare l’attività e iniziare questa nuova avventura accompagnato da Paola: “Mi sono avvicinata ai libri per bambini e ragazzi molto recentemente”, racconta. “Ho avuto la fortuna di accedere ad un voucher di formazione regionale e nel catalogo dell’offerta formativa c’era la scuola per librai e giocattolai. Mi è piaciuto da morire il titolo!”. Paola ha frequentato il corso presso l’Accademia Drosselmeier di Bologna ed è qui che ha scoperto che la Pecora Nera era inserita all’interno della rete delle librerie indipendenti gestita dalla cooperativa che organizzava il corso. “Si è creato un corto circuito bellissimo. Ho cominciato a frequentare la libreria con un occhio un po’ più critico ed è nato un rapporto di stima reciproca”.
Stima, rispetto, formazione… ricomincio a respirare.

Libreria La pecora neraMichele mi racconta che la scelta di una libreria per ragazzi è nata dalla mancanza, in regione, di un’attività specializzata nel settore. Settore che tutt’oggi gode ancora di scarsa attenzione, specie se si esclude la fascia che va dai zero ai sei anni.
La sistemazione interna della Pecora Nera ha un buon impatto: un grande bancone al centro attorno a cui ruotano gli scaffali e i tavoli tematici. Un piccolo divano rosso con un tavolino per sfogliare i libri e fare qualche chiacchiera. In fondo, un po’ appartata rispetto al resto del negozio, l’area 0-3 anni: un fasciatoio, tappeti morbidi a terra e, tra poco, due tavoli dove organizzare attività e laboratori. Michele mi spiega che alla fine della riorganizzazione l’area ragazzi e fumetti verrà sistemata all’ingresso, anche per invogliare una fascia di età che risulta ancora difficile da intercettare.
Chiedo loro quali siano le età che più facilmente si fanno coinvolgere alla lettura e quali, invece, quelle maggiormente restie: “I bambini piccoli sono quelli più ‘veicolati’: la scuola, i genitori, tutti li portano verso la lettura. Il primo scoglio arriva alle elementari quando cominciano a leggere da soli e parte l’idea del genitore: sai leggere, devi leggere! Si perde l’idea di accompagnarli nella lettura quando iniziano a leggere in autonomia”. Invece, mi spiega, i genitori dovrebbero continuare a seguirli anche negli anni successivi. Il miglior modo per avvicinare bambini e ragazzi ai libri è quello di leggere, leggere qualunque cosa, leggere assieme a loro. La lettura può diventare così un momento di condivisione fra genitori e figli, uno scambio che si modifica con il passare del tempo ma non va perduto. Paola mi indica Marta, sua figlia di pochi mesi che quella mattina la accompagna in libreria: “Io la tengo in braccio e le metto in mano un libro di stoffa. Lei ha già imparato a girare le pagine. Ancora non comprende nulla di quello che le leggo, ma comincia a intuire che c’è un tempo che può essere ritagliato per leggere assieme e per imparare anche ad ascoltare”.

Libreria La pecora nera

La progettualità di Paola e Michele va molto al di là della vendita dei libri e si concretizza in una serie di attività collaterali che coinvolgono la libreria: incontri con gli autori, letture, laboratori nelle biblioteche, iniziative all’interno delle scuole, mostre mercato. “Collaboriamo anche con l’associazione quarantasettezeroquattro che si occupa prevalentemente di divulgazione storica. Cerchiamo di identificare quella parte di letteratura per ragazzi che si concentra sulle questioni storiche. Il materiale non manca. L’associazione organizza corsi di formazione per docenti, ad esempio sulla Shoah e sui totalitarismi, attraverso l’utilizzo di albi illustrati, graphic novel, e narrativa in grado di offrire una diversa e più ampia prospettiva rispetto alle solite antologie tematiche. Abbiamo anche in programma un convegno sulle donne e la resistenza dove parteciperemo come libreria offrendo una selezione di titoli. Anche questo è un esperimento”.
Quello che stanno realizzando è qualcosa di emozionante: una libreria a tutto tondo che non venda solo libri di qualità, ma sia in grado di produrre attivamente cultura. “L’idea è quella che La Pecora Nera rimanga aperta anche oltre all’orario consueto e diventi punto di aggregazione di coloro che hanno a che fare con i ragazzi e con l’educazione dai 0 ai 18 anni. Fare cultura, mettere in rete genitori, insegnanti, associazioni. Radunare qui in libreria la comunità educante”.

Libreria La pecora nera

Hanno in mente di calendarizzare almeno mensilmente un appuntamento serale, senza bimbi, solo gli adulti: “È tempo che tutti gli adulti comincino a farsi carico di quello che vogliamo dare ai bambini”, mi spiega Paola. “Ci piacerebbe ci fosse una partecipazione corale della città, a più livelli, in modi differenti. La risposta per il momento c’è, sia per gli eventi organizzati in libreria che per i laboratori nelle biblioteche”. Paola continua, macina progetti, orizzonti da inseguire, programmi, propositi per il futuro: “La sfida è grande, ci rendiamo conto che ci sono ragazzi che, per molteplici motivi, qui e nelle biblioteche non arrivano. Penso a coloro che vivono nelle periferie ad esempio. I libri ti salvano la vita e noi stiamo pensando di comprarci un furgoncino e andare fisicamente a portare i libri a coloro che hanno difficoltà a raggiungerli”.
Bisogna far passare l’idea che anche con un libro si può trascorrere del tempo divertendosi. L’importante è farlo senza arroganza, senza imposizione, senza la puzza sotto il naso.
Continuiamo a discorrere di libri, Michele si arrabbia quando chiedo loro un’opinione sul caso dei libri per l’infanzia vietati dal sindaco di Venezia: “Chi ha vietato non legge! Tanti di quei libri proibiti sono semplicemente belle storie che si leggono insieme per il piacere di leggere e condividere. È chiaro che più scavi più trovi significati, ma un bambino non vede il significato nascosto. I bambini guardano agli esempi viventi che hanno attorno a loro”. Ci tiene a farmi capire l’importanza di proporre ai ragazzi delle buone storie, senza fare necessariamente dei libri degli strumenti.

Libreria La pecora nera

Mi avvicina allora Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak, uno dei capisaldi della letteratura per ragazzi uscito negli anni ’60. “Questo libro è perfetto: non ha un senso nascosto fra le righe. È la storia di un bambino che, vestito da lupo, fa danni in casa e viene mandato a letto senza cena. Immagina allora di partire per questo paese dei mostri selvaggi dove diventa il loro capo. Poi si stufa, smette di sognare e torna a casa. Quando torna trova la cena calda. Non c’è un insegnamento specifico; puoi leggerlo per mesi e trovare sfumature differenti e individuare continui riferimenti colti. Per un adulto è un mondo, per un bambino ancora di più.
Come albo illustrato ha una corrispondenza impeccabile tra testo e immagini: tutto quello che manca nel testo si trova nell’immagine e viceversa. Le immagini crescono man mano che si avvicina il momento clou, che è quello della fantasia. I mostri sono caricature degli zii del protagonista. È il primo albo ad inserire narrazioni per immagini”.

Libreria La pecora nera

Mi intrattengo ancora un po’ in libreria e quando me ne vado mi rendo conto di aver individuato alcune cose importanti: anzitutto che la loro vitalità intellettuale cattura, non lascia indifferenti. Sanno coinvolgere perché fanno qualcosa che amano e lo fanno al meglio. Capisco che l’atteggiamento con cui ero partita, quasi compassionevole, era sbagliato. Credevo di trovarmi davanti ad una specie in estinzione, piagnucolosa davanti al proprio triste destino. E invece no, loro non sopravvivono, vivono a piene mani la condizione di outsider. Non si fanno intimidire da un mercato inesorabile, promuovono tenacemente i propri progetti, concretizzano idee, proposte, futuro. Si scavano con forza il proprio spazio, con passione e competenza.
La diversità, in fondo, è ancora possibile. La bibliodiversità è ancora un valore.
Il mio viaggio inizia bene, mi fa ben sperare, mi fa ben pensare.

Commenti

Un commento a “La Pecora Nera di Udine”

  1. Già conoscevo la libreria per il buon nome che la precede, adesso, sapendo che Paola ne è parte, sono certa che la densità culturale e lo spessore umano spiccheranno un volo da far venire le vertigini. In bocca al lupo Pecora nera!

    Di francesca romana grasso | 12 agosto 2015, 14:01

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