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Scrittura

Poirot a Styles Court

Sintesi di un delitto (I)

Poirot a Styles CourtSintetizzare le opere di Agatha Christie comporta una difficoltà notevole, sia per quanto riguarda la complessità delle trame sia per l’alto numero di volumi composti dalla prolifica autrice. Il presente lavoro si pone l’obiettivo di fornire, agli appassionati e agli studiosi, un utile strumento per analizzare la letteratura dell’autrice e per scoprire, al suo interno, i numerosi riferimenti a quegli scrittori e a quelle opere che da sempre hanno popolato l’universo di Agatha Christie.
Per evitare di rovinare il piacere della lettura, nelle sintesi non viene mai specificato il nome del colpevole. Tuttavia, va detto che Agatha Christie è stata la prima autrice di romanzi gialli a riuscire a ingannare il lettore attribuendo la colpevolezza praticamente a chiunque: dal narratore in prima persona all’amico di una vita che non avrebbe mai fatto male a una mosca. Un altro elemento fondamentale che vale la pena specificare è che l’autrice aveva un concetto estremo della giustizia, e questo ha indubbiamente influenzato il suo stile.

“Perché non si dovrebbe condannare a morte un assassino? In questo paese abbiamo preso la vita dei lupi, non abbiamo cercato di insegnare loro a convivere con gli agnelli e dubito che, comunque, ci saremmo riusciti. Abbiamo dato la caccia al cinghiale sulle montagne, prima che scendesse a valle a uccidere i bambini. Erano i nostri nemici e noi li abbiamo uccisi.
Che fare, allora, di chi è corrotto dai germi della crudeltà e dell’odio, di chi ritiene che la vita degli altri non abbia nessun valore? Si tratta spesso di persone cresciute in un’ottima famiglia, a cui sono state concesse infinite opportunità e che hanno avuto modo di studiare nelle migliori scuole, ma niente di questo le ha preservate dalla malvagità. Esiste una cura per guarirne? E cosa si può fare di un assassino? Il carcere a vita non costituisce una soluzione, anzi, mi sembra un sistema molto più crudele della coppa di cicuta dell’antica Grecia. […] L’unica soluzione, secondo me, è quella di condannare chi fa del male a mettersi al servizio della comunità, lasciandogli la scelta tra bere la coppa di cicuta e offrirsi volontario per delle ricerche di tipo sperimentale”. (Agatha Christie, La mia vita, pp. 514-515, traduzione di Maria Giulia Castagnone).

1) Poirot a Styles Court (The Mysterious Affair at Styles, 1920):

Poirot a Styles CourtProtagonisti: Hercule Poirot, Arthur Hastings.
Narratore: Arthur Hastings, in prima persona.
Metodo utilizzato per uccidere: Avvelenamento da stricnina.
Trama: Il trentenne Arthur Hastings, in convalescenza a causa di una ferita di guerra, viene invitato dall’amico John Cavendish a trascorrere il periodo di licenza a Styles, nella residenza di campagna della sua matrigna, ormai settantenne. Quest’ultima, ha sposato di recente un uomo di molto più giovane di lei creando non pochi malumori in famiglia. Quando viene trovata morta avvelenata, Hastings decide di rivolgersi a un suo vecchio amico esperto in materia, conosciuto in Belgio, che ha avuto modo di rivedere pochi giorni prima proprio nei dintorni di Styles: Hercule Poirot.
Curiosità: Il personaggio di Cynthya Murdoch, che nel romanzo lavora presso il dispensario dell’ospedale, svolge la stessa professione di Agatha Christie all’epoca in cui compose il romanzo.

I came across a man in Belgium once, a very famous detective, and he quite inflamed me. He was a marvellous little fellow. He used to say that all good detective work was a mere matter of method. My system is based on his—though of course I have progressed rather further. He was a funny little man, a great dandy, but wonderfully clever.

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