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Fumetto

Macumba

Macumba (una tavola)Dopo aver analizzato il “demone dentro” dei protagonisti della sua precedente opera, Mattia Iacono ci mostra quello di un nuovo personaggio, in un’opera meno fantasy ma più concreta e amaramente beffarda.

Macumba racconta un episodio indecifrabile che scuote la grama esistenza del professor Bellini, e le conseguenze che esso avrà sulla sua vita (in senso letterale). Bellini è un archeologo frustrato, che ha accondisceso a intraprendere una carriera accademica per necessità, o almeno così dice. Il rapporto con la sua donna è terminato e lui si crogiola nell’insoddisfazione e forse nelle avvisaglie di una qualche malattia. Non che le lusinghe televisive a cui cede siano meno deprimenti.

Mettendo a posto le tre statuine che la sua domestica ha scordato di risistemare, Bellini evoca involontariamente la formula che risveglia gli spiriti che ne sono vincolati, i quali gli predicono la sua morte imminente.

Che siano stati veramente degli spiriti esotici o solo quello ben più concreto di una sbornia, Bellini si ritrova a riconsiderare la sua vita partendo dal rapporto con gli altri. E così finalmente degnerà di attenzione l’amministratore dello stabile in cui vive, il burbero Cabrera, che lo prenderà sotto la sua ala protettrice facendogli fare degli incontri pittoreschi che in condizioni normali Bellini non avrebbe sicuramente mai fatto.

Ed ecco che il sin troppo insistito tono esistenzialista lascia il posto a una godibile commedia farsesca in cui Iacono introduce via via elementi di apparente pericolo per Bellini per poi salvarlo per il rotto della cuffia, rivelando magari l’assurda innocuità delle minacce. Fino all’azzeccato finale, beffardo quanto basta.

Nelle ultime pagine si scopre il legame che questa storia ha con quelle di Demone dentro (che d’altra parte viene anche citato direttamente nel corso di Macumba) lasciando forse intendere un progetto più ampio da parte dell’autore.

Macumba (una tavola)“Macumba”, tra l’altro, è la maledizione che un barbone lancia a Bellini e che, nonostante abbia dato il titolo a tutta l’opera, alla fine è l’elemento meno incisivo dell’insieme.

A livello grafico Mattia Iacono non si discosta dal suo precedente lavoro, privilegiando la narrazione rispetto all’estetica. Forse stavolta ha preferito un tratto più aspro alle occasionali morbidezze di Demone dentro, ma potrebbe essere solo un’impressione.

Ciò che più colpisce è la sua attenta regia e la perizia nella costruzione delle tavole, per quanto le vignette non siano mai più di sei. Particolarmente funzionali si rivelano le scelte cromatiche che Iacono ha adottato in varie occasioni, per evidenziare il ruolo delle pietre-statue, rendere manifesti gli stati d’animo dei personaggi, far risaltare le figure più importanti e traghettare la narrazione dal mondo reale al delirio e viceversa.

Forse le possibilità offerte dagli strumenti informatici non sono state sfruttate a dovere (i “graffi” alle pagine 42 e 43 risultano un pochino rozzi, a meno che non fosse proprio questo l’effetto che si voleva evocare). Niente di grave, comunque, visto che la cosa è bilanciata da un piacevole lettering.

Mattia Iacono
È un illustratore, fumettista e colorista romano, diplomato alla Scuola Internazionale di Comics in illustrazione e colorazione digitale. Cover artist per l’etichetta milanese Maciste Dischi, lavora per copertine come IDW (G.I. Joe, Teenage Mutant Ninja Turtles). Nel 2016 pubblica con la Tunué il suo primo graphic novel: Demone dentro.

Titolo: Macumba
Autore: Mattia Iacono
Anno di pubblicazione: 2017
Editore: Tunué
Formato: 17×24 centimetri
Pagine: 144
Prezzo: 14,90 €
ISBN 978-88-6790-237-8

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