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Cinema

Pat Murphy

Nora

Martina Palaskov (MP): Quali sono le ragioni che la hanno spinta a scrivere (Pat Murphy ha scritto la sceneggiatura, oltre ad aver diretto il film Nora, N.d.R.) un film su Nora e James Joyce?

Pat Murphy (PM): Quando cresci in Irlanda, cresci nell’ambiente naturale di James Joyce. Cresci leggendo le sue opere. Tantissimi artisti sono stati influenzati da lui, poiché il suo modo di scrivere ha cambiato la nostra terra. Io ho sempre voluto fare un’opera che parlasse di lui. Non me la sentivo di lavorare faccia a faccia con lui e la sua Arte. Ho poi sentito parlare di Nora, ed ho pensato alla sua storia, alla loro storia come espediente per parlare di Joyce. Penso di aver commesso l’errore che tanti hanno fatto prima di me. Non mi ero resa conto di quanto importante lei sia stata per Joyce e per la sua scrittura. Poi, quando chiaramente ti rendi conto di quanto importante lei effettivamente sia stata per lui, allora riesci a sentire la sua voce, tra le righe della scrittura di Joyce. Cercare di girare il film è stato chiaramente ancora più difficile. Ho riscritto la sceneggiatura, e ho sentito Nora veramente viva nelle parole. Questa è la ragione.

MP: James Joyce è stato molto legato alla città di Trieste. Che sensazione ha avuto lei lavorando e passeggiando per Trieste? Lo sentiva presente nell’atmosfera della città?

PM: Molto, molto… Inizialmente, non avevo veramente capito il suo rapporto con Trieste. Pensavo a Trieste come ad una città molto italiana, come altri posti che ho visitato in Italia. Quando sono arrivata qui, credo sette, otto anni fa, in questo periodo dell’anno, faceva freddo ed ero veramente malinconica. Sapevo della sua multietnicità, ma non l’avevo mai vissuta. Camminando e passeggiando ho udito tante lingue, sentivo le diverse origini e provenienze. Ho incominciato a capire come questa città abbia fatto da cornice ai lavori di Joyce. Tanti film sono stati fatti su Joyce a Trieste. Mi sono accorta però che nessun film ha mai trattato specificatamente la storia di Nora. Si tratta anche della storia di Trieste, da un certo punto di vista, perché egli ha amato Trieste tantissimo.

Dublino, in questi anni è cambiata molto. è molto difficile trovare delle strade che conservino ancora quella particolare atmosfera che era descritta nei libri di Joyce. Mentre Trieste è diversa. Quando ho passato un po’ di tempo qui, girando il film, mi sono accorta di tanti scorci nascosti della città, dietro ogni angolo. Una grandissima sensazione.

MP: Che tipo di storia è quella di Nora, una storia d’amore o…?

PM: è indubbiamente una storia d’amore. è la storia della loro relazione, che c’è stata veramente. Credo che il film sia da un lato una storia d’amore di due persone che sono state assolutamente incompatibili, ma che, allo stesso tempo, non sono riuscite a fare a meno l’uno dell’altra. Una cosa strana che mi è capitata girando il film è stata vedere come stavano sempre insieme, nonostante tutte le loro disavventure. Sono sempre rimasti insieme. Da un altro punto di vista si tratta di una bio pic (biography picture: film che tratta la biografia di un personaggio famoso). Ho preferito evitare tale classificazione, perché la mia è una storia d’amore. Volevo narrare la loro relazione, quella di Nora e Joyce, a tutte le persone che non ne sono a conoscenza. Volevo che tutti si emozionassero vedendo le loro vicende. I ragazzi giovani, ho notato, che non conoscono bene Joyce (abbiamo presentato il film non soltanto in Irlanda, ma anche in Germania), hanno veramente inteso il contatto tra i due, a causa della passione… Anche persone più anziane che conoscono meglio Joyce hanno apprezzato il film.

Il film era stato concepito per il grande pubblico.

MP: La storia non è soltanto di Joyce, ma di entrambi…

PM: Sì, credo di sì. La storia è di lei e della sua decisione di vivere con un uomo che era un’intellettuale, e assai sregolato, a cui lei si affezionò in modo semplice, naturale, passionale.

Lei vede un Joyce che nessuno ha mai visto. Lei vede una persona che mette in dubbio il suo genio, una persona che lavora ogni giorno. Lei sembra molto frustrata da questo; ma è anche vero che vede dei dettagli che noi non vediamo e non vedremo mai.

La redazione di Fucine Mute Webmagazine desidera ringraziare tutto lo staff di Alpe Adria Cinema, con particolare riferimento alla Sig.ra Marzia Milanesi, per la cortese disponibilità dimostrata lungo tutta la durata della manifestazione.

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