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Musica

Jazzanova

Introspection

Gianluca Guerra (GG): Come nasce l’idea Jazzanova?

Jazzanova (JA): Siamo un collettivo di Berlino formato da un team di dj (Jürgen von Knoblauch, Alexander Barck e Claas Brieler), dai produttori di Extended Spirit (Stefan Leisering and Axel Reinemer), e da Kosma (Roskoe Kretschmann).

Abbiamo scoperto le nostre affinità musicali suonando come dj al Berlin’s Delicious Doughnuts Club e ci sono riuniti in team nel 1995.

GG: Come si configura il vostro progetto musicale?

JA: Ricercare un linguaggio comune nella scena internazionale dei club, essere influenzati da culture e stili musicali diversi, fondere questi input assieme e coinvolgere gli ascoltatori in un ampio spettro sonoro. L’amore per il jazz ed i nuovi ritmi ha portato la nostra musica a divenire in qualche modo un amalgama particolare di breakbeat e suoni retrò, che echeggia di molti stili musicali dall’hip hop o afrofunk al drum’n’bass, dal boogie al brazil, dal latin al soul: cerchiamo di essere sempre pronti a cogliere altre influenze. Alla fine abbiamo sviluppato uno stile percussivo, sofisticato, pulito e caldo di broken-beat che cambia continuamente nella forma e non lascia spazio ad imitazioni. è solo, semplicemente, Jazzanova sound!

GG: Voi siete famosi soprattutto come produttori di remix…

JA: Sì, sin da quando Gilles Peterson (il patron della Talkin Loud, una delle etichette più influenti ed importanti dalla fine degli anni Ottanta ad oggi, NDR) ha suonato il nostro primo pezzo, “Fedime’s Flight”, durante il suo programma radiofonico nel 1997, abbiamo ricevuto moltissime richieste per lavorare sui remix: alcune provenivano da quelli che fino al giorno prima consideravamo degli idoli cui guardare, artisti come U.F.O., 4 Hero, Incognito e Azymuth.

Come Jazzanova diamo ancora oggi la precedenza a remixare gli artisti che ci hanno maggiormente influenzati ed ispirati. Per rendere omaggio agli artisti che reinterpretiamo, tentiamo sempre di catturare la vera essenza non solo di quel pezzo particolare, ma dell’intero album. Se si ascoltano con attenzione i nostri remix, vi si trovano elementi e riflessi dello spirito di tutto il lavoro dell’artista. Ogni remix viene prodotto con grande rispetto e trasporto, non ci si deve meravigliare che talvolta impieghiamo più di tre mesi in studio per completare un solo pezzo!

GG: Si può dire che Jazzanova abbia un suono unico sia nelle composizioni proprie sia nei numerosi remix. È significativo al riguardo che col nome Jazzanova sia uscito un solo EP, assieme a pochi altri brani usciti su compilation, ed un album doppio di remix (un po’ la strada percorsa da Kruder & Dorfmeister). Qual è il vostro approccio alla composizione e quale quello verso la ri-creazione, il remix?

JA: Un remix di Jazzanova viene sempre scelto sulla base di un particolare apprezzamento di una particolare canzone o dell’opera di un artista. Il remix è un atto creativo fatto con il più alto rispetto sia dell’artista sia del suo suono originale. Nonostante questo non sia facile da capire, in quanto si opera su musica già prodotta, la quantità di lavoro in studio è la stessa. Siamo ispirati certamente dagli artisti che remixiamo, ma vi aggiungiamo un po’ di Jazzanova flavour, un aroma che si coglie al meglio nelle nostre produzioni.

GG: Che cos’è un dj set di Jazzanova?

JA: Quello che senti è quello che cogli…

Rispondiamo noi raccontandovi la notte slovena di Jazzanova:

“LUBIANA 10.marzo.2001 Subsub — Radyoyo. Nella capitale slovena sono due i Jazzanova a salire in console, dopo aver bevuto pigramente qualche bibita al bar. L’apertura è di quelle che non ti aspetti, suono oscuro, leggermente tribale nelle percussioni, e tagliente battuta breakbeat di stampo inglese. Il pubblico sembra gradire sin da subito e non sta certo a guardare, le frequenze ultrabasse che escono dal potente impianto del Sub Sub sembrano trapassare lo stomaco, e allora anche tu devi cominciare a muoverti. La battuta è spezzata, ritorta attorno ad atmosfere futuribili prima di cominciare ad assumere il consueto suono raffinato e coinvolgente delle produzioni di Jazzanova: house e breakbeat raramente sui canonici 4/4 a cassa dritta, piuttosto stilizzate esplorazioni sulle architetture del modern jazz. I dischi risuonano di ogni parte del pianeta preferendo le coste brasiliane ed il jazz polacco, attraverso improvvise virate hip hop soul e gradite accelerazioni drum’n’bass. Il flyer di Radyoyo sottotitolava il dj set di Jazzanova come un eclectic allstyles, è così è stato. Jazzanova pensano liberi, lasciano libero spazio all’improvvisazione ed alle idee, esprimono creatività. Pensano jazz e suonano elettronica, appunto.”

Immagine articolo Fucine MuteGG: Mi sembra ci sia una sorta di territorio musicale comune nella vecchia Europa che unisce la Germania all’Italia, l’Austria all’Ungheria, ma anche Croazia e Slovenia. Una sorta di sensibilità comune attraverso i generi della nuova elettronica (down beat / break beat / jazzy things / dub & jamaican sounds / house / drum’n’bass), cosa ne pensate?

JA: Si, siamo d’accordo con la tua tesi, con quello che dici, anche se ci sembra sempre molto difficile categorizzare i fatti della musica entro confini e nazioni.

GG: Com’è la scena musicale in Germania ed in particolare a Berlino?

JA: Siamo molto contenti di essere circondati da molti suoni in tutto il paese, suoni che spaziano dall’hip hop alla techno. Ed siamo ancora più soddisfatti della coesistenza, amichevole e proficua, di tutte queste scene musicali.

GG: Siete politicamente coinvolti?

JA: Andiamo a votare.

Come djs i Jazzanova hanno proposto il loro suono in tutto il mondo: in piccoli club, ai rave e a dozzine di grandi festival. I Jazzanova sono profondamente addentro la scena elettronica attuale, quella delle influenze jazz e della battuta che si ritorce: un’affascinante miscela di modernità e memoria. Sono capaci di creare un particolare timbro melodico attraversato da molteplici percussioni, che rimanda, tutti assieme, all’house, al drum&bass, al trip hop, al brazil, al latin, al funk, al 2-step ed al boogie. “Caravelle” è stato uno dei pezzi preferiti da Ashley Beedle, da Gilles Peterson e da tutti i dj della Compost nel 1998.

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