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Cinema

Wilson Yip

Juliet in Love


Martina Palaskov (MP): Come Le è venuta l’idea per questo film?

Wilson Yip (WY): Volevo fare una storia d’amore. Non la solita love story per adolescenti, ma una storia più matura, più profonda. Probabilmente è la mia interpretazione del vero amore…

MP: è per questo che ha intitolato il film Juliet in Love, forse perché solo l’avventura di Romeo e Giulietta è una vera storia d’amore?

WY: Romeo e Giulietta e la vera storia d’amore. Credo però, che il titolo cinese sia più efficace; è composto da due nomi propri, Juliet, per l’appunto, e Leung San Bak, personaggio di un’altra famosissima e leggendaria storia d’amore cinese. Volevo rendere l’idea di un incontro tra due persone diverse ma legate dall’amore.

MP: Il finale del film è aperto: lo ha fatto di proposito per lasciare al pubblico la scelta? Inoltre, come interpreta Lei il Suo finale?

WY: Il finale è effettivamente aperto. Lo si può interpretare come un finale felice, poiché entrambi trovano l’amore… il pubblico può decidere. Per quanto mi riguarda, il film finisce bene. Il personaggio di Francis NG, Jordon, trova la sua destinazione e il suo vero stato d’animo.

MP: In occidente, e in particolare negli Stati Uniti, la tendenza è quella di produrre melodrammi d’amore che finiscono tragicamente; mi viene in mente Sweet November o Autumn in NY. Crede che questo tipo di trend abbia investito anche il mercato asiatico?

WY: Le tematiche amorose sono sempre andate di moda a Hong Kong. Si producono un sacco di storie d’amore. Probabilmente si tratta di film a sfondo comico per la maggiore… ma credo che questo genere continuerà a soddisfare il pubblico hongkonghese e asiatico in generale.

MP: Crede che la reazione del pubblico italiano al suo film sia stata diversa da quella del pubblico di Hong Kong?

WY: Il pubblico italiano ha risposto più spontaneamente al film e al messaggio del film. Il pubblico hongkonghese è più staccato e critico solitamente. A Hong Kong il pubblico è più teso e prevenuto nei confronti di film che non siano delle pure commedie. Ho notato che qui in Italia la gente si lascia trasportare molto dalle emozioni che suscita il film. La sequenza, per esempio, nella quale, per errore Jordon picchia la testa del neonato sul soffitto, ha suscitato immediatamente una risata generale nella sala. Ciò non è successo a Hong Kong, il pubblico non ha pensato a ridere, si sono preoccupati per il bimbo…

Mi sono trovato bene con il pubblico italiano, ha reagito bene al film, proprio come volevo.

MP: Si sta divertendo a Udine?

WY: Molto… il cibo è fantastico (ride).

MP: Ultima domanda: quale sarà il suo prossimo progetto?

WY: Sarà una collaborazione con lo stesso produttore, Mr. Ma (Joe Ma, produttore di altri film di Wip, tra cui, Bullets over Summer, ndr). Si svolgerà in un monastero. Ho deciso di girare un film di arti marziali, dove i protagonisti combattono come delle statue di bronzo.

Ho un altro progetto in mente. Una storia di killer, un po’ diversa dalle solite trame. Voglio focalizzare il punto di vista sulla psicologia del personaggio, il lato umano del killer.

MP: Grazie infinite.

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