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Cinema

Dal ciclostile a Internet

Come è facile immaginare, il problema più gravoso per i gruppi di appassionati che progettano di pubblicare una rivista amatoriale è sempre stato quello dei costi di stampa. Tagliati fuori per ovvi motivi dalle tecniche utilizzate dalla stampa ad alta tiratura, i fan hanno sfruttato una serie di tecnologie “parallele”, fino all’arrivo dell’era di internet.


Il ciclostile

Negli anni sessanta e settanta il fandom forse non sarebbe esistito senza il macchinario inventato nel 1881 da un ex agente di cambio ungherese, David Gestetner: il ciclostile. La qualità di questo tipo di stampa era molto modesta, ma per riviste che pubblicavano articoli o racconti, quindi sostanzialmente testo (era quasi impossibile ottenere disegni decenti), più della qualità era importante la leggibilità. Quasi tutte le fanzine italiane fino ai primi anni ottanta erano stampate in ciclostile (The Time Machine, Vox Futura fino al 1981; Intercom, forse la testata che ha meglio interpretato e sfruttato il mezzo, addirittura fino al 1987).


La xerografia

All’inizio degli anni ottanta comincia a raggiungere costi accettabili la fotocopia, che permetteva maggiore libertà creativa: inserire disegni o fotografie ritagliate, creare titoli usando i caratteri trasferibili.

All’inizio degli anni ottanta cominciarono a essere pubblicate le prime fanzine fotocopiate (L’Altro Spazio, The Dark Side, City). L’avvento della fotocopia consentì il pieno sviluppo di un nuovo genere di fan: oltre allo scrittore e al critico poteva finalmente esprimersi anche il disegnatore. Per le riviste che tiravano più di due o trecento copie più della fotocopia era conveniente l’offset con lastre in carta.


Il desktop publishing

Se fin dall’epoca del ciclostile il testo era stato composto utilizzando normali macchine per scrivere, dal 1985 comincia a essere utilizzato il computer. Con l’Apple Macintosh, il software Aldus PageMaker e le prime stampanti laser per le fanzine inizia la rivoluzione del desktop publishing. La tecnologia è ancora agli inizi ma il risultato è già validissimo per le pubblicazioni amatoriali: la prima fanzine italiana composta in dtp è il n. 16 di La Spada Spezzata. In generale da questo momento si assiste a un notevole incremento della qualità grafica delle riviste amatoriali. Fra le fanzine che hanno raggiunto i migliori risultati dal punto di vista grafico va ricordata la siciliana Terminus.


Prime esperienze elettroniche

Prima che internet facesse dell’editoria elettronica un fenomeno di massa, non sono mancati tentativi di sfruttare in qualche modo gli strumenti a disposizione per creare le prime fanzine elettroniche.

Nei primi anni ottanta a Firenze Tommaso Tozzi realizza una fanzine su segreteria telefonica: per ascoltarla era sufficiente comporre il numero telefonico e ascoltare. Luigi Pachì realizza a Milano il prototipo Blade Run, fanzine su cassetta per ZX Spectrum, uno dei primissimi home computer. Diffusione molto ristretta: un paio di copie. Franco Forte nei primi anni novanta diffonde la prima faxzine: Shining, inviata via fax. Ne esce una ventina di numeri, poi la rivista cambia formula a causa dell’eccessivo successo.

Nella seconda metà degli anni ottanta i personal computer cominciano ad essere diffusi, e cominciano a diffondersi anche i modem, per far comunicare i computer attraverso la linea telefonica. è il momento della grande diffusione dei bbs, piccoli servizi online ai quali gli utenti si collegano via modem e trovano file da scaricare e forum nei quali discutere fra loro. In molti bbs la partecipazione ai forum è limitata ai pochi utenti del bbs, ma in molti casi i bbs aderiscono a circuiti nazionali o internazionali — il più grande è FidoNet — dando vita a conferenze alle quali partecipano appassionati da tutta Italia. In quest’epoca, fra i partecipanti più attivi della conferenza “sf.ita” di FidoNet dedicata alla fantascienza era facile trovare i nomi di Vittorio Curtoni e di Valerio Evangelisti.

Anche se rari non mancavano i casi di riviste distribuite via bbs. Fra queste la più nota era certamente Il corriere telematico, che si occupava delle problematiche dei bbs e della rete Fido. Alla fine del 1994 fece la sua comparsa anche una rivista di fantascienza: Delos Cyberzine. Ma eravamo ormai agli sgoccioli dell’era dei bbs, che stavano per essere soppiantati dalla rete delle reti.


L’avvento di internet

Delos Science Fiction è stata la prima rivista web italiana in assoluto. Nata sulla bbs alla fine del 1994, passata sul web all’inizio del 1995 Delos è cresciuta insieme alla diffusione della rete diventando un prodotto professionale con migliaia di lettori.

Internet apparentemente rappresenta la soluzione ideale ai problemi dell’editore amatoriale: nessun costo di stampa; facilità di produzione e di distribuzione; grandissima facilità nel reperimento dei materiali e nei contatti con i collaboratori. Oggi sono in attività una decina di fanzine elettroniche, gran parte delle quali dedicate a Star Trek o ad altri serial: Star Trek Italia Magazine, WebTrek Italia, Previatrek, GuerreStellari.net. Fra le fanzine non specializzate la maggiore sicuramente è Intercom (www.intercom.publinet.it) unico caso di esperienza di fanzine su carta (Intercom veniva pubblicata sin dai primi anni ottanta) portata con successo in rete. Molto interessanti anche Ouroboros, e poi Continuum, Nigra Latebra e poco altro.


Il superamento della fanzine

In realtà però il concetto stesso di rivista è stato superato dall’avvento di internet. Che propone diversi mezzi di comunicazione alternativi alla rivista e più adatti alla rete: dal sito amatoriale specializzato, che viene aggiornato non sostituendo un nuovo numero a quello vecchio (come nel caso delle riviste) ma inserendo nuove informazioni a complemento di quelle già esistenti; al forum, che nelle sue diverse forme — newsgroup, mailing list, forum sul web, chat — permette in modo più diretto l’espressione di opinioni e la creazione di comunità fra appassionati.

In quest’ottica la fanzine è solo un modo in più per comunicare fra appassionati. Ha ancora un suo ruolo: il fatto di essere un prodotto di gruppo, con una continuità temporale e un qualche tipo di selezione del materiale pubblicato sono caratteristiche distinguono la rivista dal sito amatoriale generico e forniscono all’utente quelle garanzie che lo aiutano a effettuare una scelta (la vera difficoltà nell’uso della rete). Certamente la forma tradizionale della rivista non è la più adatta a questo nuovo mezzo e piano piano si trasformerà in qualcosa di più fruibile.

Questo testo proviene da Science+Fiction zerouno, catalogo del Festival Internazionale della Fantascienza 2001. E’ possibile ordinarne una copia facendo click qui.

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