// stai leggendo...

Scrittura

Juan Octavio Prenz

Solo gli alberi hanno bisogno di radici

Christian Sinicco (CS): Fucine Mute intervista Octavio Prenz, poeta argentino, ed è sempre un piacere avere una voce diversa da quella della tradizione della poesia italiana…

Juan Octavio Prenz e Pablo Neruda (al centro dell'immagine)

Octavio Prenz (OP): Sì, l’esperienza è lunghissima soprattutto per la mia età. Io ho fatto una poesia molto legata a quella che si faceva negli anni Sessanta, della quale anche Mario Benedetti, poeta uruguayano, è uno degli esponenti. Io ho avuto contatti con quella poesia importante argentina di Borges, Alberto Girri, Carlo Mastronaldi, Juarraz, Moracio Salas. Grandissimi poeti ai quali devo qualcosa, ma devo tantissimo anche a poeti europei. La mia esperienza si riflette in quei libri pubblicati negli anni Sessanta. Man mano che è passato il tempo io mi sono concentrato, più che giocare con le parole, sul fatto poetico. Ho elaborato alcuni libri dove ci sono i fatti poetici che si possono trovare nella realtà o nella storia, nella vita quotidiana. Poi io li rielaboro con una grande dose di ironia e soprattutto di cinismo. La mia è una poesia cinica, non posso negarlo.

CS: Molti poeti sudamericani hanno cantato la società, per cui in te qual è questo influsso?

OP: Si riflette soprattutto in quelle poesie che hanno sempre qualche accento epico, legate a fasi quotidiane della conquista, una poesia simbolica e di denuncia, ma bisogna incontrarla questa denuncia, non è poesia dove tutto si vede a livello superficiale: è molto semplice, ma con una sua chiave di lettura. In questo senso sì, io sono tra coloro i quali fanno una critica alla cultura, alla società. I miei primi trent’anni li ho passati in Argentina, a Buenos Aires, dopo sono vissuto quasi sempre in Europa. Buenos Aires è tuttora una città poetica: non credo che ci sia una città al mondo dove si leggono tanti libri di poesia come a Buenos Aires. Ci sono più di cinquecento laboratori letterari, frequentati e che pubblicano. C’è una poesia di grande qualità e non è facile trovare delle correnti molto potenti. In questo senso non è un caos ma una ricca varietà. In tutte le grandi città succede questo.

CS: Da tantissimi anni sei presente a Trieste: un accenno sulla realtà triestina, sui suoi autori e sulle tue collaborazioni attuali…

Prenz ospite dell'incontro "Leggere per non dimenticare", Firenze 2002

OP: Trieste è una città multietnica, multiculturale. Una città di dimensione umana. Non mi sono mai sentito uno straniero. Ho la fortuna di avere amici con i quali dialogo tantissimo. Sono un grande amico di Claudio Magris, Gerald Parks, un americano che scrive in italiano e vive a Trieste. Ma non mi sono sentito mai uno straniero da nessuna parte: sono vissuto in esilio, insegnavo a Buenos Aires ai tempi della dittatura militare, sono stato espulso e adesso ho un rapporto bellissimo con il mio paese. Non saprei come definire la mia identità. Dicono sempre che un uomo deve avere delle radici e siccome io diffido delle metafore facili rispondo che soltanto gli alberi hanno l’obbligo di avere le radici. Io mi definisco qualche volta come un poeta italo-slavo-argentino dove la tradizione sono tutte le esperienze che ho vissuto. Adesso mi considerano anche un poeta triestino, sono molto felice di esserlo.  In Argentina mi considerano un poeta argentino. Quando sono andato in esilio ho pensato sempre che bisognava avere un grande coraggio: uno che parla sempre in nostalgia, che piange, è segno che quello non è preparato per l’esilio. Bisogna sempre condividere il destino e la cultura del paese dove si vive. Non si può vivere sempre di nostalgia. Quando Diogene venne espulso da Atene disse: “Mi togliete la città ma mi lasciate il mondo”. Direi che questa è una definizione molto sincera di ciò che penso. Anche in materia poetica e letteraria mi considero una persona molto aperta.

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

Trieste Film Festival 2024

Trieste Film Festival 2024

Lascia che la carne istruisca la mente: Intervista a Anne Rice (II)

Lascia che la carne istruisca la mente:...

Lascia che la carne istruisca la mente: Intervista a Anne Rice (I)

Lascia che la carne istruisca la mente:...

Nel castello di Giorgio Pressburger al Teatro Stabile Sloveno di Trieste

Nel castello di Giorgio Pressburger al Teatro...

Lucca Comics & Games 2023: Incontro con Pera Toons

Lucca Comics & Games 2023: Incontro con...

Lucca (meno) Comics & (più) Games 2023:...

Lucca Comics & Games: Intervista a Davide Barzi

Lucca Comics & Games: Intervista a Davide...

Lucca Comics & Games 2023: Intervista a Matteo Pollone

Lucca Comics & Games 2023: Intervista a...

Il futuro (forse) del fumetto: Martin Panchaud

Il futuro (forse) del fumetto: Martin Panchaud

Femminismo all’ombra dello Shogun: Camille Monceaux

Femminismo all’ombra dello Shogun: Camille Monceaux

Lucca Comics & Games 2023: Intervista ad Andrea Plazzi

Lucca Comics & Games 2023: Intervista ad...

I quarant’anni della “scatola rossa”

I quarant’anni della “scatola rossa”

Trieste Science + Fiction Festival 2023: River

Trieste Science + Fiction Festival 2023: River

Trieste Science + Fiction Festival 2023: cortometraggi

Trieste Science + Fiction Festival 2023: cortometraggi

Il fiore del mio segreto (Almodóvar, 1995): la letteratura come seduzione

Il fiore del mio segreto (Almodóvar, 1995):...

Good Omens 2: amore e altri disastri

Good Omens 2: amore e altri disastri

The Plant: il romanzo incompiuto di Stephen King

The Plant: il romanzo incompiuto di Stephen...

The Phantom of The Opera per la prima volta in Italia

The Phantom of The Opera per la...

Pélleas e Mélisande di Claude Debussy: parodia del 1907

Pélleas e Mélisande di Claude Debussy: parodia...

Prigionieri dell’oceano (Lifeboat) di Alfred Hitchcock

Prigionieri dell’oceano (Lifeboat) di Alfred Hitchcock

Tutto il mondo è un Disco

Tutto il mondo è un Disco

Il commissario Ricciardi 2: quattro puntate di noia profonda

Il commissario Ricciardi 2: quattro puntate di...

Sanremo anche no

Sanremo anche no

Trieste Film Festival 2023: cortometraggi

Trieste Film Festival 2023: cortometraggi

My Love Affair with Marriage

My Love Affair with Marriage

Casomai un’immagine

sir-35 th-11 th-26 11 12 13 23_pm kubrick-15 kubrick-26 kubrick-8 thole-13 014 piccini_07 q busdon-02 tso3big nsoleh1 oktana1 3 tav4 s11 galleria15 21 33 sla-gal-2 Gaetano Pesce / Padiglione Italia Urs Fischer Jingle SCI-FI Dog Eat Dog Palco, 2011 (particolare dell'installazione) A. Guerzoni
Privacy Policy Cookie Policy