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Cinema

Il mio mondo personale – Prima Parte: Elogio alla Follia

Il mio mondo personale
Prima Parte: Elogio alla Follia


Regia: Daniele Carrè
Produzione: Utopia, Italia 2000
Sceneggiatura: Daniele Carrè
Personaggi e InterpretI: voice-off di Daniele Carrè
Formato: Mini-DV
Durata: 3′
Festival e Premi: VideoKids 2000 di Udine, primo premio, dicembre 2000; Officina Italia di Ferrara, primo premio, gennaio 2001; 2° concorso Corti da Sogni di Ravenna, secondo premio, categoria “Cortissimi”, maggio 2001; V Video time 5 minuti di Bergamo, menzione, maggio 2001; I Cortopotere di Bergamo, premio del pubblico, giugno 2001; Yasujiro Ozu di Sassuolo (MO), premio speciale della giuria, giugno 2001.


Daniele Carrè utilizza l’immagine per dar voce a quelle che normalmente sono considerazioni che si fanno all’interno della psiche personale. Il breve corto esula dalla tipica diegesi filmica dei racconti per immagini. Non abbiamo un protagonista, un intreccio, un climax e un finale. Non esistono interpreti e non c’è una storia d’amore. Il Mio Mondo Personale si sviluppa attraverso due racconti in parallelo; quello vocale-narrativo con la “voice-off” del narratore (Daniele Carrè) e quello per immagini che comprende visioni lampo velocizzate di un paesaggio contemporaneo, urbano, commerciale. “L’elogio alla follia” (specificato come sottotitolo dell’opera) è uno sfogo, un’invettiva furiosa contro le incongruenze della società contemporanea. Una considerazione che sottolinea tutte le peculiarità di una generazione x, oramai y, o forse z… la nostra (ndr Martina Palaskov, anno 1978).
Nel breve discorso che accompagna le immagini della periferia trevigiana, l’autore cita la pena di morte negli Stati Uniti, i cartoni animati nipponici, che hanno sfamato l’immaginazione e forgiato l’infanzia di migliaia di adolescenti italiani, racconta di una sua personale esperienza all’interno del famigerato mondo dei videogame e di quante ore ha passato davanti a uno schermo per combattere e distruggere nemici creati apposta per il gioco Double Dragon (“…Credo di essere stato l’unico sulla faccia della terra a riuscire a finirlo con un gettone”).
Un nuovo modo di esprimere il disagio che accompagna da sempre le realtà giovanili e artistiche di tutte le società umane. Daniele impugna la sua mini-dv, filma e attacca. Simile lo sviluppo del corto successivo Vivere e Morire a Nord-Est, girato a Venezia, che si conclude anch’esso tra gli scaffali di un centro commerciale. Carrè afferma: “Vaffanculo a quei perbenisti che sanno sempre quello che è giusto e quello che è sbagliato e vaffanculo a quelli che ogni volta dicono che è colpa di questo mondo così crudele. Perché non è vero un cazzo”.
Ora ci aspettiamo che l’autore sviluppi questa metodologia artistica ed intellettuale, augurandogli di produrre materiale non troppo “autoreferenziale”.


Filmografia del regista: Daniele Carrè (Conegliano, 1977) ha realizzato i suoi primi corti nel 1997; Zer, Due, Trip. Nel 1999 gira In un Mondo che e La Vita è un treno, nel 2000 il corto Il mio Mondo Personale, nel 2001 Vivere e Morire a Nordest e Acido Lucido. Nel 2002 gira il corto a cui è più affezionato, Improvvisazioni di un Artista fallito. Alcune fra le sue opere sono inoltre trasmesse dal sito www.cortoweb.it


Fonte: Daniele Carrè

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