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Scrittura

Michelangelo Camilliti

Editori (di)versi alla fiera del libro

Immagine articolo Fucine MuteChristian Sinicco (CS): Michelangelo Camilliti, editore della Lietocollelibri. I tuoi libri sono degli ottimi prodotti: fai un grande lavoro per la poesia. Quindi vorrei che riflettessi sulla situazione della editoria italiana di poesia.

Michelangelo Camilliti (MC): La situazione è alquanto penosa, demoralizzante, pure se qualcuno mi ha definito come l’eventuale erede di Vanni Scheiwiller, che ha rappresentato la poesia in Italia. L’articolo che parlava di me è apparso qualche tempo fa su Famiglia Cristiana. L’aver partecipato al Salone del libro mi ha fatto capire una cosa: ho visto pochissima poesia, soprattutto da parte delle grandi e prestigiose case editrici che hanno portato comici e cabarettisti trascurando i propri scrittori e i propri poeti. Questo mi dispiace e penso che la gente voglia sentire parlare di poesia e leggere poesia perché siamo in una società molto disamorata, contorta.

CS: I tuoi libri hanno successo: è un dato di fatto. C’è una passione che è quella di lavorare per i poeti, aggiornando nel contempo i propri strumenti comunicativi e distributivi, pur avendo una piccola casa editrice. Puoi parlare della diffusione e promozione degli artisti.

MC: Io sono un cartolibrario editore, e i cartolai hanno dimestichezza con la carta, hanno molta manualità. La produzione del libro avviene in maniera del tutto artigianale: lo spiego spesso ai miei amici collezionisti. Non è che mi interessi vendere tante copie, mi interessa che i libricini abbiano un valore e che vadano a persone che amano questo tipo di prodotto. Inoltre con l’autore nasce una sintonia, un’amicizia, e ci si scambiano le informazioni. Le relazioni possono diventare anche affettive e molto intense. Allora diventa facile costruire un bel libro, che rimane e che necessiterà di ristampe. Poi accade una cosa molto bella, gli appassionati parlano del libro e così questo si diffonde grazie ad una sorta di passaparola continuo. Tutto si concretizza in quello che potrei definire lo zoccolo duro della Lietocolle, gli amici collezionisti che non se ne lasciano perdere uno: li vogliono tutti.

CS: La tua casa editrice ha un sito, www.lietocolle.it. Quanta promozione fai grazie ad internet? Quante richieste hai grazie al web?

MC: Ho sempre creduto nell’abbinamento web-libro cartaceo, ed era una strada da perseguire. Quantificare mi è difficile. Abbiamo delle bellissime richieste e buoni scambi con lettori che al momento rimangono sconosciuti ma che poi ho la fortuna ed il piacere di incontrare. Quindi lettori non solo virtuali, ma poi reali e che acquistano molti libri, dialogando con me e sentendosi rassicurati. Non opero in maniera industriale o da marketing, ma utilizzo un linguaggio estremamente povero e diretto. Cerco di essere concreto e di suscitare interesse anche al cuore che è la parte a volte più indifesa.

CS: Importante è la presenza di molti giovani autori. Dietro a questo c’è l’impegno tuo e di autori noti come Maurizio Cucchi. Così i giovani hanno la possibilità di pubblicare, cosa che sarebbe impossibile in una situazione come quella dell’attuale editoria italiana.

Immagine articolo Fucine Mute

MC: Maurizio Cucchi farà il responsabile di una nuova collana di circa sei o sette pubblicazioni annue di giovani autori, ma con grandi capacità. Alda Merini dice che chi ha talento ha talento, inutile scrivere in continuazione perché o c’è o non c’è: noi cerchiamo il talento nei giovani. Questa sera al Salone del libro dovevamo parlare della nuova generazione. Io, Cucchi, Giampiero Neri, Franco Loi, crediamo in questa generazione. Questi sono grandi poeti che hanno rappresentato la cultura italiana, ma sanno che dovranno farsi da parte e ci sarà una nuova generazione che li sostituirà e loro devono aiutare questa generazione di poeti a crescere, e ad avere un proprio linguaggio. Forse ci troveremo ad avere una generazione più agguerrita ed emotivamente più coinvolta, con la speranza che questo coinvolgerà i lettori e li farà riflettere. La poesia ha un’arma in più rispetto alle altre forme d’arte: fa riflettere e pone un quesito che può fare la guerra o la pace, l’odio o l’amore. La poesia espressa dai giovani, se espressa con forza, proprietà, convincimento, può cambiare il mondo. La poesia cambia il mondo, e non è che ci siano rimaste altre armi a disposizione: sono tutte spuntate oramai.

CS: Ogni anno organizzi una manifestazione presso Valmorea (Co) dal titolo “Poeti per Simpatia”. A Valmorea c’è un centro polifunzionale per persone con handicap. A Valmorea convergono autori da diverse parti d’Italia e la poesia si combina con il sociale. La manifestazione, che è pure un modo per riflettere, produce anche un pubblicazione, una raccolta di versi. Vorrei che parlassi dell’iniziativa.

MC: Il secondo appuntamento a Valmorea avrà il titolo “Di:versi” che unisce la parola versi che è tipica della poesia a diversi che rappresenta uno stato di fatto: questo centro ospita disabili motori gravi. Leggeremo poesie e chiameremo a raccolta poeti, ma per quale motivo? Lietocolle crede alla funzione sociale della poesia e nella grande forza di comunicazione del messaggio poetico. Poesia come impatto sociale, emotivo e di coinvolgimento. Lo scorso anno hanno partecipato più di quattrocento persone, arrivate da ogni parte d’Italia, che hanno aderito spesandosi e autotassandosi. Inoltre l’antologia doveva essere prenotata e il ricavato doveva servire all’ampliamento del centro, per costruire minialloggi per i disabili. Riproporremo quest’anno l’appuntamento, sperando di essere se non di più almeno come l’anno scorso, per proporre il messaggio di quanto la poesia può essere vicina ai più deboli. La poesia ha una forza immensa e va utilizzata con estrema semplicità, ma soprattutto con convinzione.

CS: Il libro che ha venduto di più?

Immagine articolo Fucine MuteMC: Lettere ai figli di Alda Merini. Un libricino minuscolo dettatomi al telefono da Alda, probabilmente in un momento di sconforto. Non ho cambiato una virgola a quel testo, che è stato tradotto da poco in inglese. Tra l’altro la traduzione può sembrare una pazzia, ma io credo che la poesia italiana sia da tradurre e distribuire all’estero anche con l’aiuto delle Università e di letterati e poeti stranieri in modo tale che circoli, esca dal ghetto d’Italia, dove non è apprezzata. La poesia italiana deve uscire, oltre confine, dove è amata e coccolata. Le traduzioni che faccio di parecchi testi, da Neri a Cucchi, da Alda Merini al giovane Raimondi, che è stato tradotto in francese, fa capire che qualcosa funziona. La poesia italiana è buona e va solo fatta conoscere. Ho avuto il piacere di pubblicare anche nomi prestigiosi e questo mi ha rincuorato e rasserenato l’anima, ed è stato per me un modo di crescere. Conoscere tante realtà, tante situazioni, tanti modi di sentire il cuore. Con la Merini ho fatto così: ho sentito il suo cuore e ho scritto ciò che lei mi dettava dal profondo. Il suo libro è arrivato alla ventiseiesima ristampa e facendo novantanove copie di ogni libro presumo di essere arrivato a duemilaseicento copie. Sono numeri che non fa neanche la Mondadori. Voglio ribadire che il mio scopo non è quello di vendere e non faccio pagare gli autori: è giusto fare così, senza illudere chi ti manda i testi, con sincerità. In Italia pochi sanno davvero scrivere, ma c’è tanta gente che scrive ed è un bene. Non bisogna però dire “ti pubblico perché sei un talento” perché rischieremmo di danneggiarlo specialmente se è giovane, facendogli credere di essere un grandissimo poeta. è lì che si crea il danno maggiore. In questo mestiere essere coerenti e molto onesti è un dovere. Io che faccio il cartolaio prima dell’editore, dico ai colleghi di essere onesti e di non promettere se non si è fermamente convinti. Si possono danneggiare le persone in maniera irreparabile.

CS: La promozione e diffusione di Lietocolle funziona e gli autori godono anche di una certa notorietà: questo fa bene a tutto l’ambiente letterario. Salutiamo Michelangelo Camilliti augurandogli buona fortuna e sicuro successo.

MC: Grazie di cuore. Spero di coronare il mio sogno pubblicando Patrizia Cavalli, Edoardo Sanguineti e Giuseppe Pontiggia, con le sue poesie giovanili. Penso di aver fatto un catalogo dignitoso che aiuterà parecchi giovani di talento a portare avanti con coraggio e con virtù un discorso sulla poesia, utile a tante persone.

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