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Cinema

Giochi d’ottobre

Regia: Valentina Lari
Montaggio: Michele D’Anastasio
Musica / suono: Marco Barion
Produzione: Isoticam, Bologna (2001)



La notte di Halloween sembra essere diventata un fenomeno culturale non solamente anglosassone. La notte delle streghe e dei fantasmi, il famigerato 31 Ottobre fanno da sfondo al corto di Valentina Lasi, che, con una troupe e mezzi professionali, ha girato un inquietante “storiella da raccontare al buio”.


Il nostro eroe si aggira solitario attraverso le vie di una città buia e nebbiosa. Jacob, questo il nome del protagonista, vestito di nero e cinto da un cappotto che sfiora l’asfalto, ci ricorda molto la figura misteriosa che ha reso famoso Gary Oldman nel Dracula di Coppola. Porta i capelli lunghi fino alle spalle e indossa un cilindro nero. Le immagini che introducono la vicenda avvisano anticipatamente lo spettatore del mistero e del pericolo; inquadrature di animaletti di pezza e bambole con occhi che girano si alternano velocemente. Jacob cammina nell’ombra e la sua passeggiata viene interrotta da una bambina che, come vuole la tradizione gli chiede ‘dolcetto o scherzetto’… Il montaggio e le inquadrature di questa particolare sequenza sono molto interessanti. La telecamera inquadra Jacob dal basso in alto, mentre la contro inquadratura successiva (la soggettiva di Jacob, per intenderci) mostra la bimba che viene scrutata dall’alto. Tale tecnica, che non si propone di evidenziare solo i due punti di vista dei personaggi (la bimba è naturalmente più bassa di Jacob), ma evidenzia una superiorità fisica e psicologica di un personaggio rispetto all’altro o all’ambiente, è stata studiata e utilizzata come grandissima innovazione da uno dei più grandi registi del cinema americano e mondiale. Stiamo parlando di Orson Wells e in particolare della stupenda opera che lo ha congelato nell’aura del limbo dei artisti, Quarto Potere (Citizen Kane) .


Jacob guarda la bimba, la bimba guarda Jacob. La scena cambia. Il nostro misterioso protagonista si trova in una casa. La diegesi del racconto ci fa capire che si tratta della sua casa, e la donna che lo accoglie freddamente quando egli entra in una stanza affollata da bimbi urlanti che stanno festeggiando la notte di Ognissanti, è la sua. Segue una bellissima sequenza montata al rallentatore; una soggettiva degli occhi di Jacob che si avvicina a una bimba, Alison, la sua bimba. I bimbi che hanno fatto cerchi o intorno a lei, lanciano fiori a Jacob mentre tremante e con passione si avvicina alla figlia. La storia prosegue e i bimbi si raccolgono a cerchio intorno a Jacob, che come un vecchio canta storie, narra della ‘strega’. Le luci si spengono, le candele scemano e la musica si alza. Tra le descrizioni disgustose di Jacob, che spiega al pubblico infantile come è stata squartata la strega, Clare, la madre, chiama incessantemente la figlia che…non risponde. Un bimbo impaurito si avvicina all’interruttore e accende la luce…


Buona prova della Lari. Questo progetto non vanta sicuramente il primato per quanto riguarda la fantasia e l’inventiva della tematica scelta, ma anche attraverso cliché del genere orrorifico e thriller (Halloween…un classico), la regista è riuscita ad arricchire la vicenda di molti particolari interessanti e meticolosamente studiati.
Buona visione.


Fonte: associazione culturale Isoticam

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