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Musica

Atrox

Unknown Pleasures

Le immagini sono dettagli della copertina dell’album “Orgasm”: niente rappresenta meglio gli Atrox. Monika (voce, tastiere) ed Eivind (chitarra) hanno risposto alle mie domande.

Immagine articolo Fucine MuteFabrizio Garau (FG): Il vostro nuovo album è fantastico: avete percepito vostri progressi (paragonandolo a “Terrestrials”)?

Monika Edvardsen (ME): Grazie! Sì, penso che stavolta le diverse parti delle canzoni siano maggiormente connesse. Mentre posso invece pensare che alcune sezioni in “Terrestrials” possano essere superflue nel complesso della canzone, e che non sia sempre e comunque una buona cosa presentare ulteriori temi musicali alla fine della canzone perché non avrebbero il tempo sufficiente ad intrecciarsi con il resto del pezzo… In “Orgasm” non ho mai pensato che accadesse nulla di tutto ciò.

Eivind Fjoseide (EF): Penso che abbiamo fatto un passo avanti per quanto riguarda la composizione. Scegliamo soluzioni differenti e più intelligenti quando arriva il momento di combinare le diverse idee e gli elementi di cui siamo in possesso. Non dobbiamo mettere necessariamente tutto nella canzone; penso che siamo diventati più puntigliosi nel processo di scrittura.

FG: La mia canzone preferita è “Flesh City”, perché è un mix di impatto e tecnica: è importante per voi mantenere heavy la vostra musica o semplicemente seguite il vostro istinto?

ME: Per me non è tanto importante il fatto che debba essere così “heavy” perché col passare del tempo ho perso la mia fede nel metal (ride, ndr). Quando facciamo canzoni proviamo diversi arrangiamenti e spesso le versioni più heavy dei temi hanno una maggior presa sulla maggior parte dei componenti della band. Che ne dici, Eivind?

EV: Seguo solo la mia ispirazione, è tutto legato a come mi sento quando arriva il momento della composizione. Ma al tempo stesso penso che sia importante avere molti temi “heavy” in una canzone, perché spacca e perché il metal mi piace. Aggiungo solo che mi piace combinare temi più pesanti con altri più soft; mi piace il contrasto che ne risulta.

Immagine articolo Fucine MuteFG: “This vigil è particolarmente affascinante e “mistica”: cosa mi puoi raccontare di questa canzone?

ME: Ho usato “vigil” come metafora sul prestare attenzione ai problemi dell’altro per trovare delle soluzioni, ed il testo parla di “condividere quest’attenzione” nel senso che è bello che due o più persone scoprano insieme questo genere di situazione… La prima parte della canzone è per lo più dolce e bella mentre l’ultima è più aspra e i testi invitano a porsi sulla difensiva, indicando che la condivisione di simili esperienze può essere difficile.

FG: Talvolta quest’album flirta con soluzioni elettroniche. Che ruolo gioca l’elettronica nella vostra musica?

ME: È un mezzo per aggiungere atmosfere ed introdurre effetti, ad esempio per oscurare voci in un modo che possa richiamare il parlare a bassa voce ed in maniera vaga, perché in realtà non vorresti dire davvero ciò che stai dicendo. E penso che alcuni rumori si adattino alle creature della cover — posso immaginare che rumori facciano e come questi potrebbero veramente essere le loro voci (ride, ndr).

FG: Se ascolto la vostra musica e contemporaneamente guardo il vostro cover artwork, mi viene in mente la parola “ironia”; è difficile trovarne nelle band metal: che ne pensi?

ME: Non la definirei ironia perché non indica ciò che noi intendiamo presentare e ciò che facciamo. Ma non ci prendiamo troppo sul serio e ci divertiamo con molti elementi della nostra musica, dei nostri testi e delle illustrazioni di copertina. Si tratta solo di non tirarsela troppo. Penso che l’ironia sia necessariamente un mezzo di autodifesa per molti, nel senso che la scusa dell’ironia diventa ciò dietro cui nascondersi quando non sei sicuro se ciò che hai fatto è buono o cattivo, e nel caso in cui ciò risulti cattivo per gli altri. Certo ridere di se stessi può diventare un’analoga sorta di autodifesa se esercitato all’eccesso, per cui è importante sapere dove fermarsi. Penso che troppe band si prendano troppo sul serio. Non ho dubbi che possano ridere di se stessi nel privato, ma credo che dovrebbero essere in grado di farlo al tempo stesso nella loro musica e nell’ambito del gruppo. Ad esempio per me tutto quell’immaginario vichingo è ridicolo, ma immagino che potrei accettarlo se presentato in una maniera meno altezzosa…

Immagine articolo Fucine MuteFG: Il cover artwork gioca col nome del vostro gruppo: pensi che “Atrox” non si adatti più bene alla vostra musica (personalmente lo credo)?

ME: In effetti non credo che sia troppo adatto… Significa atroce, crudele, disgustoso… be’, ho saputo che molti trovano la mia voce in un certo modo disgustosa per cui forse è adatto (ride, ndr)… L’illustrazione in questione è in risultato di alcune bozze che avevo disegnato ad una festa quando insieme a dei tizi avevo fatto una nuova versione di “Atrox” tanto per divertirmi. Ne abbiamo riso tanto che ho pensato che avremmo semplicemente dovuto usarli per la cover.

FG: Penso che gli Atrox assomiglino agli Arctutrus, perché entrambi i gruppi sono sperimentali, sprezzanti dei cliché e… completamente pazzi: senti qualche particolare legame con questa band?

ME: Sono decisamente musicisti migliori di noi… Ok, non il cantante (ride, ndr), ma ad esempio il tipo al sintetizzatore è cento volte meglio di me… Penso che i due gruppi possano avere qualche fonte di ispirazione in comune, forse i Devil Doll? E qualche ispirazione da quei tipici organetti di Barberia e musichette da carillon che immagino possiamo avere in comune.

FG: Di solito, i musicisti mainstream hanno solo una band; i musicisti non-mainstream (ad esempio gli Atrox) hanno un sacco di progetti musicali. Secondo te, perché accade?

ME: Il modo degli Atrox di non essere mainstream consiste nell’essere musicisti dagli interessi musicali molto vari, e con il desiderio di esplorare più generi. È già di per sé soddisfacente con gli Atrox usare elementi provenienti da diversi tipi di musica, ma è sempre bello sperimentare ancora più stili. Così come gli Atrox hanno le proprie radici nel metal, è bello far musica con altri generi alla base. Per esempio, tanto Manes quanto Tactile Gemma sono basati sull’elettronica con elementi metal più o meno amalgamati al proprio interno.

Immagine articolo Fucine MuteFG: Cosa puoi esprimere col progetto “Tactile Gemma” e con la pittura che non puoi esprimere attraverso gli Atrox?

ME: È più facile usare una voce soft e bassa in Tactile Gemma che in Atrox dal momento in cui non è realizzato in sala prove né dipende da quanto bene puoi sentire la voce attraverso gli strumenti. Disegnando, credo di poter descrivere cose molto meglio che con testi e musica. Penso che col disegno sia anche più facile esprimere l’umorismo… Non so se si potrebbero cogliere gli elementi divertenti negli album se la copertina non li illustrasse…

FG: Ultima domanda: gli Atrox stanno girando un video per promuovere “Orgasm”. Ce ne puoi raccontare qualcosa?

ME: Adesso non stiamo girando un video… Avevamo qualche progetto ma ogni volta che avevamo previsto di vederci qualcuno non poteva presentarsi e ora del resto il nostro bassista ha lasciato il gruppo… Pensavo di realizzare qualche pupazzo come quelli in copertina, ma in 3D — qualcosa in stoffa o di altro materiale, e poi farne animazioni. Ho davvero fatto anche qualche mostro come quelli da tenere da parte nel caso in cui girassimo un video (ride, ndr).


Orgasm Tracklisting


1. Methods Of Survival
2. Flesh City
3. Heartquake
4. Burning Bridges
5. This Vigil
6. Tentacles
7. Secondhand Traumas
8. Pre-Sense


Recensione (italian version only)

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  1. […] cavalcate furiose sia delle dimostrazioni di bravura, frutto, come mi è sembrato di dedurre dall’intervista pubblicata su Fucine Mute, di una mediazione tra le inclinazioni eclettiche della cantante Monika […]

    RadioPub - 9 Dicembre 2012

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