// stai leggendo...

Cinema

Giovanni Morricone

Un film diretto a bacchetta

Immagine articolo Fucine MuteSerena Smeragliuolo (SS): Siamo al festival di Maremetraggio con Giovanni Morricone che presenta la sua opera prima, il film Al cuore si comanda. Lei ha diretto alcuni corti, documentari e ha curato la regia televisiva di Un posto al sole e ora il cinema. Com’è stato questo passaggio?

Giovanni Morricone (GM): La televisione e il cinema non sono in opposizione, l’aver fatto della televisione mi ha aiutato: uno dei problemi del cinema è la gestione del tempo, così come per qualsiasi impresa artistica, si deve poter fare il meglio nel più breve tempo possibile riuscendo ad esprimersi e a rendere al massimo quello che offre lo sceneggiatore. Un posto al sole mi ha dato l’opportunità di fare pratica nel cercare di produrre venti minuti di filmato tutti i giorni cercando di farlo nel migliore dei modi possibili. Sicuramente c’è una differenza di linguaggio tra i due mezzi, il linguaggio della soap è estremamente piatto, non esiste sottotesto, e anche la quantità di tempo a disposizione è molto limitata relativamente a quello che si può fare e questo condiziona e determina il linguaggio della soap. Il cinema ti permette di cercare una profondità che la soap non concede, così come poi si può, ad esempio, decidere di non mostrare ogni cosa, lasciando molti spazi allo spettatore.

SS: Il suo film è ispirato alla commedia americana degli anni ’40, cosa l’ha portato a questo film, perché questa scelta?

GM: Innanzitutto il film mi è stato proposto e quindi non è una mia scelta, e poi, come diceva Sidney Lumet, il motivo per fare il primo film è perché è il primo film. Mi era stata già proposta un’altra sceneggiatura, ma questa l’ho trovata molto fresca, viva ed è per questo che ho deciso di farlo.

SS: E come è andata nel raccontare il punto di vista femminile?

GM: Anche questa è stata una bella sfida onestamente, era una delle cose della storia che più mi intrigava. Confrontarmi con otto donne intorno al tavolo e io lì a doverle comandare. Un po’ uno sciovinista, ma in effetti è stato un incubo(!). Scherzo!

SS: Soprattutto per il primo film la scelta del cast è molto importante, dei buoni attori possono anche aiutare molto…

GM: Claudia Gerini aveva già un contratto con Medusa, ed è quindi arrivata insieme a me, non l’ho scelta. Per quanto riguarda il resto del cast ho avuto la possibilità di decidere assieme ai produttori e lo Studio.

Immagine articolo Fucine Mute

SS: Cambiamo argomento, lei ha frequentato un Master di Regia e Sceneggiatura presso la Columbia University di New York. Ci parli di questa scelta…

GM: Non è una scelta esterofila, avevo bisogno di un’esperienza fuori, di trovare una mia strada. A livello professionale mi era stato consigliato da Monti e a livello personale è stata un’esperienza fondamentale che mi ha fatto crescere tanto e quindi posso dire che per me è stata una scelta positiva

SS: Lei trova che il cinema americano e quello italiano si differenzino molto a livello organizzativo, di produzione? Forse il primo è più metodico del secondo?

GM: È difficile generalizzare su queste cose, come dicevo prima durante la conferenza stampa, quando si generalizza si sbaglia. Alla fine quello che conta è se un film è riuscito oppure no, se si è riusciti o meno a comunicare qualcosa al pubblico. Poi non hanno importanza le difficoltà nel girarlo o tutti gli altri elementi, quelli sono quasi dei pettegolezzi. Alla fine quello che rimane è il film e se riesce a vivere di vita propria tanto meglio.

SS: Per concludere, quali sono i suoi progetti?

GM: Sto lavorando su due sceneggiature, una di satira e l’altra è per un film drammatico. A metà luglio ho una piccola opera da camera che devo dirigere, e poi probabilmente farò un documentario sul mio papà (Ennio Morricone, ndr).

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Lascia un commento

Fucine Mute newsletter

Resta aggiornato! Inserisci la tua e-mail:


Leggi la rubrica: Viator in fabula

Articoli recenti

Il commissario Ricciardi 2: quattro puntate di noia profonda

Il commissario Ricciardi 2: quattro puntate di...

Sanremo anche no

Sanremo anche no

Trieste Film Festival 2023: cortometraggi

Trieste Film Festival 2023: cortometraggi

My Love Affair with Marriage

My Love Affair with Marriage

Love Is Not an Orange

Love Is Not an Orange

Il romanzo giallo e la fiaba: Hercule Poirot alle prese con Vladimir Propp

Il romanzo giallo e la fiaba: Hercule...

Four Against Darkness e oltre: Andrea Sfiligoi

Four Against Darkness e oltre: Andrea Sfiligoi

Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca Comics & Games 2022)

Hope: chi vive sperando (considerazioni su Lucca...

Il fumetto è libertà: Lee Bermejo

Il fumetto è libertà: Lee Bermejo

Un fumettista che legge fumetti: Milo Manara

Un fumettista che legge fumetti: Milo Manara

Il manager del gioco di ruolo: Frank Mentzer

Il manager del gioco di ruolo: Frank...

Trieste Science+Fiction 2022

Trieste Science+Fiction 2022

Morgane: la genialità secondo i franco-belgi

Morgane: la genialità secondo i franco-belgi

Brian e Charles: l’incontro di due solitudini

Brian e Charles: l’incontro di due solitudini

Il mercante di Venezia ambientato a Las Vegas

Il mercante di Venezia ambientato a Las...

L’Elvis di Baz Luhrmann (2022): re del rock o della sovversione?

L’Elvis di Baz Luhrmann (2022): re del...

L’influenza della tecnologia sulle nostre vite

Dottor David Skrbina: L’influenza della tecnologia sulle nostre vite

Chiudendo fuori il mondo

Chiudendo fuori il mondo

Gli Spettri di Ibsen ossessionano ancora

Gli Spettri di Ibsen ossessionano ancora

Xenakis: Un intermediario

Xenakis: Un intermediario

Alle origini del fumetto

Dario Fontana: Alle origini del fumetto

Relaxed Performance: sei paesi per uno studio comparativo

Relaxed Performance: sei paesi per uno studio...

Avventure senza tempo

Avventure senza tempo

Commentare humanum est

Commentare humanum est

Personaggi a due o tre dimensioni: la disabilità nella letteratura per ragazzi

Personaggi a due o tre dimensioni: la...

Casomai un’immagine

sir-01 sir-04 mar-08 mar-37 28_pm kubrick-63 thole-15 ruz-02 dobrilovic_06 014 bon_sculture_18 mccarroll08 mccarroll09 05 busdon-16 cas-04 cas-11 pudore rgb 5 cor04 p2 s20 s8 Otrok06 pm-01 galleria16 sla-gal-6 tsu-gal-big-12 Jingle forest Presagi di Birman, 1975 Carol Rama
Privacy Policy Cookie Policy