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Cinema

Federico Poillucci

Ciak si gira!

La Film Commission del Friuli Venezia Giulia

Immagine articolo Fucine MuteGiorgia Gelsi (GG): Siamo con Federico Poillucci, Presidente della Film Commission del Friuli Venezia Giulia. Che cos’è la Film Commission?

Federico Poillucci (FP): Detto in italiano, è praticamente l’Ufficio Cinema della Regione, un ufficio che dipende dall’Assessorato al Turismo della Regione, che ha il compito di promuovere questa regione come un set capace di attrarre le produzioni cinematografiche o di audiovisivi in genere in Friuli Venezia Giulia. Secondariamente, quando il primo obiettivo è raggiunto, dare loro tutta l’assistenza necessaria, a cominciare dalla ricerca delle location, e quindi tutti i sopralluoghi, fino alla parte che io definisco più noiosa, cioè la parte burocratica, tutti i permessi, la chiusura delle strade, il contatto con le professionalità locali, l’accomodation negli alberghi…

GG: Quand’è nata questa idea?

FP: L’idea nasce nel ‘99, a seguito della nascita delle prime due Film Commission in Italia, in Emilia Romagna e Genova. A seguito di queste due esperienze, abbiamo presentato in Regione, all’Assessorato al Turismo, un progetto che è stato subito accettato, abbastanza entusiasticamente devo dire, e da quella volta siamo sempre andati avanti con il sostegno della Regione. Questo è il quarto anno che operiamo.

GG: Quali sono i punti di forza della Regione Friuli Venezia Giulia in campo cinematografico, o meglio, quali sono le location più ambite e più apprezzate?

FP: Noi fin dal principio abbiamo puntato molto sulle location, soprattutto sul fatto che è una regione molto varia, come sapete, e che questa varietà la si ritrova in uno spazio abbastanza limitato: in duecento chilometri passi da un paesaggio alpino, attraverso colline e pianura, al mare. C’è stata in questi anni una grossa preminenza di Trieste, però ultimamente — è uno dei nostri obiettivi — stiamo cercando di promuovere di più le altre province, perché nascondono degli angoli poco usati e assolutamente bellissimi.

GG: In questi quattro anni di attività avete avuto — immagino — tante soddisfazioni. Tra queste, quali preferisci ricordare e citare con orgoglio?

Immagine articolo Fucine MuteFP: Distinguerei tra televisione e cinema, perché certo la televisione dà meno soddisfazione nel momento in cui lavori: il regista è meno esigente, si accontenta più facilmente, però poi la soddisfazione c’è nel sapere che la tua regione viene vista da otto, nove, dieci milioni di spettatori in prima serata. Sul cinema il discorso è diverso: il regista di cinema è più esigente ma ti rende anche più partecipe nella scelta delle location, cerca di farti entrare nella sceneggiatura. Quindi grosse soddisfazioni le abbiamo avute con Piergiorgio Gay, che ha girato a Trieste La forza del passato, tratto da un romanzo originariamente ambientato a Roma, invece lui ha voluto spostarlo qui e si è proprio basato su di noi per riuscire a trasporre questa storia e tutti gli elementi della storia da Roma a Trieste: quindi le osmize, le gastronomie, il dialetto triestino. Ci ha dato molta soddisfazione poter essere quasi dei consulenti locali per il film.

GG: Il Friuli Venezia Giulia è una regione ricca di fermenti culturali e anche nel campo del cinema ci sono moltissimi festival di cinema, a più livelli e rivolta anche a diversi spettatori. Com’è la collaborazione con le altre realtà del settore?

FP: La collaborazione è abbastanza continua e proficua. Il fatto che noi diamo assistenza ai film che girano qui da noi, ma che sono film che vengono da fuori, fa sì che non tanto spesso quegli stessi film vadano ai festival locali. Perché i film grossi puntano a festival principali, come Cannes, Venezia e Berlino. Con alcuni festival abbiano attuato delle collaborazioni molto proficue dal punto di vista dei film-maker locali. Quindi l’idea è di cercare di far vedere non solo un film che sia stato girato qui in qualità di ospite, ma ancor meglio che sia nato, scritto e pensato qui.

GG: Film Commission ha anche un asso nella manica nel senso che beneficia del “Fondo per il cinema”. Che cos’è?

FP: Sì, siamo l’unica regione italiana che dall’anno scorso, dal 2003, dispone di un “Film Fund”, un fondo regionale per l’audiovisivo. Sono praticamente dei finanziamenti a disposizione delle produzioni che girano nella nostra regione, finanziamenti cash, ovviamente i beneficiari devono sottostare ad alcune condizioni…

GG: Quali sono?

FP: Le principali sono quelle di girare qui una percentuale altissima — più dell’80% — del film, spendere qui almeno il 150% della cifra del finanziamento ricevuto e impiegare un minimo del personale locale. Questo affinché si possa formare qui in loco una classe lavorativa con esperienza.

Immagine articolo Fucine Mute

GG: Con l’esperienza che hai maturato in questi anni, sai dirmi che cosa del Friuli Venezia Giulia attrae ed affascina i registi?

FP: Tutti quanti i registi e i direttori di fotografia sono affascinati dalla luce: è quasi un luogo comune, dicono che c’è una “luce speciale”. Poi, a livello di location singoli, devo dire che il Porto Vecchio lascia sempre tutti con la bocca aperta. Se noi locali speriamo che qualcosa si muova e che il Porto Vecchio diventi qualcosa di nuovo, i registi vorrebbero che tutto rimanga così perché il posto ha un fascino veramente irripetibile.

GG: Dici che se arriva l’Expo viene rovinato quello che c’è adesso di “cinematografico”?

FP: Da un certo punto di vista sì, dall’altro spero che se arriva l’Expo, poi si possa ritagliare anche un piccolo pezzo dell’ex Porto Vecchio per fare quello che è un po’ il nostro sogno, cioè un piccolo teatro di posa, piccoli studi cinematografici in Regione.

GG: Altri progetti in programma?

FP: Quest’anno abbiamo in arrivo quattro film grossi, due di cinema e due televisivi e anche un paio di documentari. Tutti questi beneficiano del Fondo.

GG: Quali sono gli altri enti locali e le altre realtà che aiutano Film Commission?

FP: Solamente la Regione, siamo totalmente dipendenti dalla Regione, anche se dobbiamo essere grati agli altri enti locali, soprattutto i Comuni, che ci permettono attraverso le loro autorizzazioni e le loro attività burocratiche di girare, di chiudere le strade, di utilizzare i vigili. Quasi sempre senza costi, in modo gratuito.

Immagine articolo Fucine Mute

GG: Un’ultima cosa: raccontaci un aneddoto, un qualche particolare simpatico di questi anni di riprese. O anche semplicemente qualche contatto con qualche regista o attore…

FP: Sull’aneddoto mi prendete sempre un po’ alla sprovvista. Una cosa che ricordo piacevolmente, con il sorriso, è il videoclip di Ligabue (la canzone “Eri bellissima”, ndr) che avevamo girato in cima ad un tetto senza parapetto in Via Valdirivo a Trieste. C’era il batterista praticamente sull’angolo; ad ogni stop bisognava slegarlo, perché era legato per problemi di sicurezza. Tutti gli altri erano di buonumore, tranquilli, mentre lui era sempre cereo in viso, si guardava dietro con la paura di cadere di sotto.

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