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Omnia

Buone vacanze

Fucine Mute approda, in queste ultime e convulse ore antecedenti alla sua nuova uscita, al consueto numero doppio cui abbiamo finora abituato tutti i nostri lettori durante il periodo estivo.
Numero doppio, a rincorrere i mesi di giugno e luglio che vuole coprire, e quindi numero doppiamente ricco. Vi potrete trovare un resoconto completo dell’appena concluso “Maremetraggio – Festival Internazionale del Cortometraggio“, attraverso le vive testimonianze dei suoi innumerevoli ospiti convenuti per l’edizione 2005 di un festival cinematografico che pensa ed agisce sempre più in grande. Ma anche i reportage sul Far East Film Festival, giunto alla sua settima edizione, e descritto negli articoli di Corrado Premuda (fumetto) e Michela Cristofoli (cinema) ma anche reinterpretato dalla video testimonianza di Riccardo Modena, fruibile in quelle modalità streaming ad altissima qualità che Fucine Mute sempre più vorrà utilizzare a sostituzione di quelle implementate fin dal lontano anno 2000 (del resto le vecchie connessioni analogiche alla Rete stanno sempre più lasciando il passo a nuove, ultra-prestazionali ADSL da svariati megabit, ed è quindi giusto che anche i lettori di Fucine Mute percorrano assieme a noi le attuali evoluzioni cui ci spinge la tecnologia in costante crescita).

Immagine editoriale Fucine MuteNumero interessante anche per il ritorno sulla scena di alcuni nostri autori a noi particolarmente cari: è il caso del fumettista Aleksandar Zograf, già intervistato nel lontanissimo 1999, proprio alla fine della guerra dei Balcani, e che torna a farci visita grazie all’intervista realizzata dal tanto bravo quanto giovanissimo Valentino Sergi, uno dei rari casi in cui l’esser giovane è, vista la preparazione, valore aggiunto e non limite intrinseco. Ma è anche il caso di Paolo Ghiotto Marin, che dopo la pubblicazione – avvenuta quattro anni fa, pensate come scorre il tempo – del suo diario di viaggio nella terra di Quetzalcoatl, riapproda a queste nostre Fucine con i suoi affascinanti resoconti cileni sull’Araucania, per i quali ci apprestiamo ad attivare la nuova categoria editoriale – la chiameremo “percorsi” -, visto che non una di quelle preesistenti era sufficientemente adatta ad accogliere questo particolare tipo di testimonianze. A riprova del fatto, qualora fosse necessario specificarlo al di là dell’evidenza in sé, che le queste nostre Fucine crescono assieme ai contributi dei loro stessi autori. Anche in questo sta il fascino dell’eterno gioco di deriva e approdo tra le innumerevoli isole che costellano l’arcipelago web in cui ci muoviamo da oltre sei anni a questa parte: navigare in compagnia delle stesse nostre stelle guida che tracciano la strada, segnando “percorsi”.

Vi ricorderete quando andavo scrivendo su un mio vecchio editoriale a proposito della scuola di sociologia urbana di Pittsburgh, e di tutte le tematiche connesse a quelli che vengono definiti i distretti culturali? Quando scrivevo di creatività tecnologica, produttiva e creatività artistica, estetica, che oggi sono unite più che mai nel decidere il destino economico di una città? Bene, Fucine Mute ha partecipato alla realizzazione di un evento, organizzato dall’associazione Trieste Idea, che ha preso luogo a Trieste verso la fine del mese di giugno appena strascorso. La testimonianza di Maurizio Carta, architetto e docente di urbanistica presso l’Università di Palermo, è stata da noi raccolta nell’intervista esclusiva che avrete modo di leggere e che si affianca a tutte le altre provenienti dai relatori in quell’occasione convenuti e che potrete rivedere ed ascoltare, tranquillamente seduti di fronte  ai vostri computer, visionando i video serviti in streaming.

Tra qualche ora un aereo mi porterà in Turchia (son due anni che non mi concedo il lusso di una vacanza, e ‘sta volta trasgredirò alla regola), per cui preparo fagotto e bagagli e vi saluto. Lasciandovi tuttavia, breve e coinciso come poche altre volte mi è accaduto d’essere, in ottima compagnia di un sommario con quasi trenta comparse.

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