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Fumetto

Aleksandar Zograf

(C’è) vita nei Balcani?

Alexandar Zograf pseudonimo di Saša Rakezić, è nato a Pančevo, Vojvodina (SM), nel ’63. Giornalista musicale e disegnatore di fumetti, è autore di numerosi lavori pubblicati in tutto il mondo. Nel 1991 Zograf pubblica un minicomic autoprodotto, Alas!, che lo introduce sulla scena editoriale nordamericana. In seguito pubblica per le edizioni Fantagraphics, collabora alla rivista diretta da Robert Crumb Weirdo, pubblica i suoi lavori nel circuito underground di una decina di paesi del mondo e in Italia viene pubblicato su Mano. Nelle sue tavole convivono le atmosfere di guerra, nella decomposizione della ex-Jugoslavia, e i suoi incubi. Nel 1996 pubblica negli Usa Psychonaut, e si mette all’opera per raccogliere le sue visioni, insieme a Gordana, per l’etichetta Kitchen Sink. Il Centro Fumetto Andrea Pazienza ha pubblicato il suo primo comic book italiano, Diario, cronaca della guerra civile nell’Ex-Jugoslavia, nella collana Schizzo presenta.

Immagine articolo Fucine Mute

Zograf, però conquista il pubblico italiano con Lettere dalla Serbia, cronaca quotidiana dei bombardamenti della NATO sulla Serbia del ’99, da cui è nato il libro omonimo, pubblicato dalla casa editrice Punto Zero, al quale si aggiungono per lo stesso editore Saluti dalla Serbia e Psiconauta. Sempre in Italia i fumetti di Zograf sono stati pubblicati dalla rivista Kerosene e dal Centro del Fumetto Andrea Pazienza. Attualmente I fumetti di Zograf sono pubblicati ogni settimana dalla rivista belgradese “Vreme”. (C’è) Vita nei Balcani? Pubblicato nella collana Expo dalla Black Velvet racconta con uno stile scarno, ma estremamente efficace, in forma di diario, gli avvenimenti cha hanno colpito la cittadina serba di Pančevo nel corso del 2001. L’autore coniuga elementi di cronaca, eventi del passato, esperienze personali e visioni oniriche in 32 pagine intrise di un debole senso di ottimismo per il futuro del proprio Paese.

VS: Come Spiegelman in Maus o Satrapi in Persepolis utilizzi uno stile underground semplice ma intenso per esprimere, attraverso il linguaggio del fumetto, il tuo punto di vista sulla vita e gli avvenimenti del tuo paese… Perché hai scelto il fumetto (so che sei anche un noto giornalista) e come sei giunto a creare il tuo stile così personale ed originale?

AZ: Mi sono servito del fumetto, perché è uno strumento molto forte; con la combinazione di disegni e parole si possono veramente raccontare un sacco di cose! Avevo delle idee che mi ronzavano per la testa e pensavo a come avrei potuto esprimerle; i fumetti mi sembravano il modo giusto per farlo allora… Anche il mio stile si è evoluto naturalmente; ho fatto molte sperimentazioni nei primi tempi, circa a metà degli anni ’80, quando iniziai a pubblicare i miei lavori in Serbia. Ho realizzato molti fumetti in uno stile diverso; dopo un po’, però, ti rendi conto che c’è un solo modo per realizzare i tuoi disegni che riflette i tuoi pensieri e le tue intenzioni.
Alla fine ho cominciato ad usare questo stile (un po’) più grezzo, che sembra il riflesso di alcuni vecchi film espressionisti (nonostante non conosca molto i film espressionisti; diciamo che è più legato alla mia visione personale di come dovrebbero essere se fossero girati in Serbia negli anni ‘90 o nei primi anni del 2000)…

VS: Quali sono gli autori che hanno influenzato maggiormente le tue opere?

AZ: Ci sono molte influenze differenti… e non solo dai fumetti. Mi piace osservare la grafica delle vecchie riviste, della pubblicità e dei cartoni animati; specialmente degli anni ’30. Per me, quelli furono gli anni d’oro dell’espressione visiva nei mass media… Inoltre, mi hanno molto influenzato i cartoonist contemporanei come Robert Crumb, o Harvey Kurtzman che era all’apice negli anni ’50… Ma molto spesso, se mi fosse mancata l’ispirazione, avrei voluto osservare i disegni dei bambini. Loro sono così puri e disegnano ciò che gli dice il cuore.

Immagine articolo Fucine Mute

VS: La Serbia sta uscendo da un lungo periodo di sangue e sofferenze (Milosevic e le sue quattro guerre, la crisi economica…); come vedi la situazione politica e culturale del tuo paese quattro anni dopo il 5 ottobre 2000?

AZ: La situazione sta migliorando, ma è ancora instabile, Belgrado è sempre stato epicentro di episodi nefasti; è la capitale europea bombardata più frequentemente, dapprima nelle guerre d’inizio 20° secolo, poi nella prima Guerra Mondiale, e diverse volte nella seconda (sia dai tedeschi che dagli alleati), e nel 1999… Tutto ciò lascia delle cicatrici. Il paese si sta riprendendo lentamente, e questo anche a causa dei politici, che rendono sempre pericolosa la situazione e non risolvono mai del tutto i problemi. Attualmente tutti noi speriamo di poter entrare nell’Unione Europea, ma la crisi è molto profonda, e questo richiederà oggettivamente molto più tempo rispetto ad altri stati del paese (la Slovenia è già nella UE). Io, comunque, continuo a lavorare sui miei soggetti come prima, anche se non mi aspettavo che le cose sarebbero migliorate; io continuo soltanto a produrre i miei fumetti e a mantenermi in salute.

VS: cosa sono i fumetti per te? Abbiamo capito che non si tratta semplicemente di un lavoro, ma di un modo per esprimere i tuoi sentimenti e la tua opinione politica… ma cosa provi veramente quando vedi la tua opera prendere forma?

AZ: Non credo di esagerare dicendo che i fumetti sono la mia vita. I fumetti rappresentano tutto ciò che ho da dire, quindi è molto più di un semplice lavoro. Penso che avrei guadagnato molto di più se avessi lavorato in fabbrica o fatto qualche altro lavoro; se mi fossi fatto una “carriera”.  Disegno fumetti oltre la mia naturale intenzione di esprimermi. A volte guardo le mie opere come se fossero completamente estranee; certe volte non riesco a ricordare perché ho disegnato questo o quello o cosa mi ha spinto a farlo. Certamente, quando finisco una storia, o quando va in stampa, mi sento come se la mia “missione” in questo mondo fosse stata ripagata, almeno fin quando non avverto l’impulso di completare un’altra storia…

VS: E per quanto riguarda i tuoi progetti futuri?

AZ: Di recente la Black Velvet ha pubblicato in Italia il mio ultimo libro (C’è vita nei Balcani?), e di questo sono molto felice, perché mantiene la mia presenza sul panorama italiano, che, per me, è molto importante. Al momento continuo a lavorare sulle mie due tavole settimanali per Vreme, una rivista indipendente di Belgrado. Questi fumetti vengono regolarmente tradotti in italiano e spediti a osservatoriobalcani.org. A breve penso di completare la serie di queste tavole per pubblicarle in Croazia per conto della più grande casa editrice del paese, la VBZ. Oltre a questo, sto preparando i miei lavori per la pubblicazione in Corea del Sud ed in Ungheria. Voglio mostrare che è possibile essere un artista internazionale ed oltrepassare i confini. Il programma vale anche per Gordana (mia moglie e coautrice). Tra poco parteciperò alla manifestazione CRACK! A Forte Predestino, a Roma (dal 10 al 12 giugno). Qui esporrò le mie tavole, mentre Gordana mostrerà alcuni ricami basati sui miei fumetti.

Il diario di guerra di Zograf è riportato nel sito:
http://www.ecn.org/zograf


Per maggiori informazioni sui conflitti Balcani:
www.ecn.org/balkan


Zograf viene tradotto e pubblicato regolarmente su:
http://www.osservatoriobalcani.org/


Il sito dell’autore è:
www.aleksandarzograf.com


La casa editrice di riferimento in Italia è:
www.blackvelveteditrice.com

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