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des Esseintes

Les Diaboliques

Immagine articolo Fucine MuteAbbiamo già incontrato Magnus Sundström per parlare di A rebours, disco ispirato dal romanzo di Joris Karl Huysmans: si trattava di un viaggio nel mondo letterario di Magnus attraverso un approccio musicale “neo-classico”, seppur nel contesto della sepolcrale e cupa Cold Meat Industry.
Dopo il progetto The Protagonist, tocca dunque a des Esseintes. Jean Floressas des Esseintes è l’archetipo del dandy ed è — per chi non lo sapesse – l’unico personaggio del romanzo “A rebours” (come dire che Magnus si muove comunque dentro le stesse coordinate concettuali). Stiamo parlando di una figura dall mente distorta, geniale e imbevuta di letteratura, innamorata — tra gli altri — di Barbey d’Aurevilly, autore per l’appunto de “Le diaboliche”, una raccolta di racconti molto scandalosi per l’epoca, basati fondamentalmente su storie d’amore tragiche e immorali, nelle quali madri tirano il cuore del figlio morto addosso al loro marito oppure si prostituiscono per fargli torto, e dove senza remore si uccide per ottenere l’oggetto del proprio desiderio, magari dopo anni di apparente tranquillità e rassegnazione. Il primo full length album di des Esseintes è proprio la combinazione di follia e ossessione resa attraverso un’ambient elettronica talvolta abrasiva interrotta da potenti fasi percussive, accompagnate in certi casi da alcuni movimenti filmici e orchestrali.

In sintesi, Les diaboliques è un lavoro obliquo e intriso di alienazione, schizofrenico nel suo alternare momenti di calma a esplosioni ipnotiche di rumori industriali.

Immagine articolo Fucine MuteFabrizio Garau (FG): Dopo A Rebours, continui il tuo viaggio nella decadenza intitolando l’album Les Diaboliques, come una raccolta di racconti di Barbey d’Aurevilly.
Che cosa pensi di questo personaggio eccentrico, allo stesso tempo cattolico e blasfemo, conservatore e provocatorio?

Magnus Sundström (MS): Penso che d’Aurevilly sia un ottimo esempio della come sia doppia la psiche umana. Come ha detto qualcuno: “Dipende da noi definire chi siamo. Il resto sarà una profezia che si avvererà da sola”.

FG: L’artwork è un po’ insolito per te: sembra che tu ti sia ispirato allo stile di Caesar Romero.

MS: Le uscite precedenti di des Esseintes avevano un artwork piuttosto astratto, ma per Les Diaboliques volevo qualcosa con un approccio più diretto al tema dell’album. Ci sono stati alcuni riscontri negativi riguardo la scelta estetica, ma mi piace pensare che la musica e l’artwork abbiano un significato insieme. Niente è deliberatamente ispirato da Caesar Romero, ma visto che sono fan di quello che fa Adrian, non è impossibile che in una maniera o nell’altra ne sia stato influenzato.

FG: Nella mia intervista con Peter/Negru Voda, lui ha parlato del suo amore per progetti come Test Dept. e SPK. Sembra che anche des Esseintes sia attento alla vecchia scuola industrial. Che rapporto hai con la famosa generazione dei pionieri di questa forma espressiva (Throbbing Gristle, SPK, Test Dept.)?

MS: Sono cresciuto ascoltando molto sia SPK sia Test Dept., e sono ancora molto innamorato del loro lavoro. Quando ho iniziato a creare musica industriale, ho cercato di combinare i suoni elettronici sperimentali degli SPK con il ritmo aggressivo dei Test Dept. Penso che questa formula possa essere applicata anche al mio materiale di adesso, anche se la metodologia è cambiata nel corso degli anni.

Immagine articolo Fucine MuteFG: Peter mi ha anche raccontato che la ritmica simile a quella delle macchine di Negru Voda è molto importante nella sua musica: “La funzione è di ricreare quell’ambiente del mio lavoro che mi ha colpito”, ha detto. Qual è la funzione del ritmo in des Esseintes?

MS: Il ritmo è sia un modo per creare movimento in un corso drammatico di eventi, sia un modo di accentuare la parte centrale della traccia. Inoltre è un metodo semplice per mantenere l’interesse dell’ascoltatore.

FG: Des Esseintes non è solo industrial vecchia maniera: si può dire che a volte è possibile vedere The Protagonist muoversi tra le ombre di questi ruvidi paesaggi industriali (penso a certi “tocchi” cinematografici e neoclassici che hai aggiunto a quest’album, per esempio in “Closure”)?

MS: Entrambi i progetti si assomigliano nella misura in cui io esploro la bellezza nell’oscurità, la grande differenza sta nella diversa tavolozza musicale che viene usata: des Esseintes mi rende più libero perché posso servirmi degli strumenti di un’orchestra sinfonica quando compongo, mentre ho scelto di non utilizzare suoni “elettronici” nella musica di The Protagonist. La voglio mantnere nella sua forma pura.

FG: La mia preferita di Les Diaboliques è “Due”. Ne possiamo trovare anche due remix nell’EP “AZ750HD”, dove compare Darrin Verhagen (Shinjuku Thief). Che cosa mi puoi raccontare di questa traccia ossessiva e ipnotica?

MS: “Due” è anche una delle mie favorite, ed è per questo che ho deciso di lasciare che Darrin ci lavorasse su, con un ottimo risultato! La versione originale è davvero la doppia natura di qualcuno messa in musica. Non voglio dire troppo però, perché penso che chi ascolta debba farsi la propria interpretazione.

Immagine articolo Fucine Mute

FG: Chi è Katarina Flakierska? In “Discontinued” e “Proclamation” parla una lingua slava? E cosa dice? In relazione a questo: hai fatto un tour in Lituania e pubblicato il progetto Akala. Come potresti descriverci la scena musicale lituana? Per dirti la verità, penso che questo paese sia totalmente sconosciuto agli italiani.

MS: Katarina è la mia ragazza, e nonostante il suo cognome sia polacco, lo spoken word è in svedese, sono estratti da Baudelaire e Nietzsche sulla natura della donna. Ho suonato in Lituania e Lettonia, ma non posso dire di conoscere bene la scena musicale di quei paesi. In ogni caso sembra esserci un crescente interesse nella musica elettronica sperimentale, e sono certo che ci sono un sacco di grandi artisti che aspettano solo di essere scoperti.

FG: Parliamo di musica industrial e di esibizioni dal vivo. Ho visto progetti importanti come Raison d’Être, e ho notato che è difficile ottenere la costante attenzione delle persone quando non sei una rock band. Che cosa fai per catturare l’attenzione del tuo pubblico?

MS: è sicuramente un problema quando ci sei solo tu e un sacco di equipaggiamento. Cerco di risultare live il più possibile, così suono la tastiera, le percussioni e una specie di effetto theremin. In aggiunta a questo ho proiezioni video che danno alla performance una dimensione ulteriore.

FG: Fin De Siècle Media sta per riproporre una band chiamata Contrastate. Che cosa mi puoi dire di questa scelta particolare e di questo progetto-culto?

MS: Bene, i Contrastate sono stati uno dei miei progetti preferiti sin dall’uscita di “A Live Coal Under the Ashes”. Sono maestri nel fondere sculture di suoni astratti e cupi con un senso dell’umorismo malato (che non sempre è così ovvio). Quando ho incontrato Jonathan e Stephen a Londra, ho realizzato che molto di quanto hanno fatto è difficilissimo da trovare ma decisamente meritevole di essere reso accessibile alla gente. Gli ho proposto di ripubblicare il loro LP d’esordio e di mettere insieme una collezione di loro contributi a compilation, singoli e materiale inedito. Hanno accettato con gioia, e a breve tutto arriverà dalle macchine di stampa. Sfortunatamente si sono divisi, ma Stephen sta ancora facendo musica sotto il monicker “Srmeixner”, e sono fiero di annunciare che il suo prossimo album uscirà per Fin de Siècle Media dopo l’estate.

Immagine articolo Fucine Mute

FG: Sul sito della Fin De Siècle Media ci racconti che cosa “gira” nel tuo ufficio.
Come fruitore, segui differenti generi di musica elettronica?

MS: Sì, ho una lista di album del momento sul sito. Penso sia il mio modo di dimostrare che ho un ampio raggio di ascolti, per esempio industrial, elettronica, post-rock e classica. Adesso sono preso da Bronnt Industries Kapital, Plone, Tunng, Inga Liljestrom e Band of Pain. Il che mi ricorda che devo aggiornare la lista…

Les Diaboliques


Discontinued
Due
Proclamation
Closure
Les Diaboliques
Requiem For My Green Fairy


www.findesieclemedia.com

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