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Omnia

Fucine catodiche

Siamo in ritardo, lo so. Un numero doppio, l’ottantesimo, che esce alle soglie di dicembre quando di fatto afferisce al mese di ottobre. Ma rassicuro i nostri lettori, ed assieme ad essi tutti coloro che si sarebbero aspettati una pubblicazione dei loro articoli in data ben antecedente a quella di loro uscita effettiva, sul fatto che, da queste parti, un tempo pur dilatato nell’attesa, non è mai – dico mai – tempo perso.

Immagine editoriale Fucine Mute

Lo scrivo facendomi forte di due considerazioni.

Prima. Anche se un resoconto sulla 62esima edizione della mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, pur nel suo piccolo, e quindi pur senza pretesa di esaustività, avviene appena dopo due mesi che quell’evento si è concluso, ciò nonostante il nostro archivio manterrà imperitura memoria di interviste, recensioni e saggi che anche di quell’evento costituiranno memoria storica per tutti i milioni di lettori che potranno attingerne rappresentazione documentale tramite l’utilizzo dei motori di ricerca.
Google et similia ci danno ragione: il 70% degli accessi di Fucine Mute si determina in virtù di utenti che entrano nel webmagazine dopo aver fatto click su uno degli innumerevoli link prodotti dai report di ricerca. Chi cerca “FUmetto”, “CINEma” “MUsica” o “TEatro”, prima o poi viene a far toc-toc al nostro webserver. Il quale, servizievole per definizione stessa, eroga loro i contenuti che andavano probabilmente cercando.

Immagine editoriale Fucine Mute

Seconda considerazione. Dopo quasi quattro anni dalla data di sua fondazione ufficiale come associazione culturale, Fucine Mute ha la possibilità di organizzare un proprio evento culturale, e non più solo quella di documentare giornalisticamente eventi altri. Un incarico ufficiale, assegnatole dall’Assessorato regionale alla Cultura tramite convenzione susseguente ad atto normativo vero e proprio (delibera di Giunta regionale), ci ha visto nelle scorse settimane fattivamente impegnati nell’organizzazione di una quattro giorni nel corso dei quali prenderà luogo, nella nostra città di Trieste, una rassegna sulla Video Art, denominata “Catodica”.
Conciliare l’uscita di un numero particolarmente ricco, anche attraverso testimonianze filmate trasmesse in video streaming di altissima qualità (quanti altri siti possono vantare analoghi servizi multimediali?) con l’organizzazione di un evento che si prefigura ricco di appuntamenti ed ospiti fin da sua fase ideativo-progettuale, sarebbe stato chiedere troppo anche a noi stessi, che pur generosamente abbiamo dato nel corso di questi sette anni di presenza costante e continuativa.
Lo scotto da pagare è stato per voi questo mese di ritardo. Ma, tra poco più di un mese, avrete modo di rifarvi del maltolto con un numero altrettanto denso di contenuti: uno speciale monografico sulla Poesia, a cura di Christian Sinicco e Luigi Nacci (due reportage completi: uno su “Parco Poesia” di Riccione ed un altro su “Absolute Poetry” di Monfacone – reading, concerti, interviste esclusive, saggi e recensioni).

Torniamo a “Catodica”. Innanzitutto… Perché videoarte? Perché abbiamo ritenuto che proprio quella particolare forma d’arte potesse, più di altre che essa in qualche modo ingloba in sé, rappresentare le istanze di ricerca che un’attività culturale ed editoriale come la nostra cerca di portare a voi tutti, in quelle che sono le loro rispettive valenze estetiche e molteplici implicazioni di ricerca scientifica.
Se ci pensate bene videoarte significa innanzitutto “cinema” (anche se un tubo catodico – luce propria – non è una proiezione – luce riflessa), “cinema” il cui sguardo, in questo caso specifico, si contamina con stilemi linguistici contigui a quelli del “fumetto”, ben più di quanto accada quando di “cinema” parliamo in una sua accezione stretta. Quindi cinema e fumetto, ma anche musica (fondamentale, nella video-arte, ancor più di quanto possa esserlo nell’arte-cinema) ed anche teatro, basti pensare alla video-performance ed al ruolo fondamentale che assume l’arte performativa in questi casi.
Del resto, ad onor del vero, l’idea era in limbo già dal gennaio scorso. Se ne ricorderanno coloro che hanno letto (letto?) quel vecchio editoriale di FM72, intitolato “video_art(icolo)”.

Immagine editoriale Fucine Mute

Cosa è “Catodica” nelle nostre menti, in primis quella del nostro direttore artistico Maria Campitelli, e cosa raffigurerà in quelle di un suo pubblico fruitore, nei giorni che copriranno il periodo 11-14 gennaio 2005?
“Catodica” vorrà essere una carellata diacronica, per una sintetica ricognizione del percorso di una giovane arte, e nel contempo per un confronto tra ieri e oggi, con particolare attenzione all’evoluzione linguistica e dei supporti tecnologici utilizzati come mezzo espressivo ed artistico in sé. Una ricognizione delle più recenti ricerche ed espressioni di Video Art – una modalità espressiva in continua larga espansione in tutto il mondo, come testimoniato anche dalla Biennale – in campo nazionale, internazionale e con un particolare occhio di riguardo anche alla produzione “giovane” nella nostra Regione.

Proporremo la citazione di alcuni cult storicizzati, proiettati nella serata inaugurale al Cinema/Teatro Miela di Trieste, in collaborazione con la Videoteca GAM – Galleria d’Arte Moderna di Torino, che spazieranno da Fabrizio Plessi a Gary Hill o Bruce Neuman, quando la video-art usava linguaggi e contenuti di estrazione concettuale ben diversi dalla narratività diffusa della nuove generazioni, senza dimenticare la radice multipla del medium adiacente al cinema e alla televisione.
Nella più recente produzione, oltre ad alcuni giovani come Andrea Contin, Italo Zuffi, o all’estero Katarzyna Kozyra o Jaan Toomik, non mancheranno, presso la prestigiosa Galleria d’arte Contemporanea “LipanjePuntin”, alcuni nomi internazionali più che affermati, come Pipilotti Rist, Mariko Mori, Marina Abramovic, Chantal Ackerman, Dara Birnbaum, William Kentridge.
Alla serata inaugurale sarà invitato uno specialista del settore, Alessandro Amaducci, già autore di numerosi pubblicazioni sul tema, che fornirà la sua lettura dell’attuale produzione video assieme alla curatrice Maria Campitelli. Tutte le serate saranno precedute da introduzione ai materiali che si visioneranno, fornendo anche supporti cartacei informativi, oltre che on-line.

Vi anticipiamo un programma di massima, che potrebbe tuttavia subire modifiche in corso d’opera (ma vi terremo sempre aggiornati):

  • 11 gennaio 2006 – Serata dedicata ad una ricognizione di tapes storici (a cura di Elena Volpato della GAM): Vito Acconci, Undertone (1972), John Baldessari, I am making Art (1971), Bruce Neuman, Revolving Upside Down (1968), Nam June Paik, Electronic opera 1 (1969) e A Tribute to John Cage, (1973/76); Gerry Schum, Identifications (1970), Gary Hill, URA ARU (1985/86); Bill Viola, The space between the teeth (1976/77) e The Crossing (1969).
  • 12 e 13 gennaio 2006 – Due serate dedicate alla variegata produzione attuale, inglobando anche artisti più che affermati come: Marina Abramovic, Pipilotti Rist, Sam Taylor Wood, Tracey Moffat, Katrien Vermeire, Sergej Bratkov, Masbedo, Van der Kaap, Tim White e poi Botto&Bruno, Brigata Es, Italo Zuffi, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Sabrina Mezzaqui, Alberto Guidato, Jasa Mrevlje, Martin Zet, Simonetta Fadda, Blue Noses, Nemanja Cvijanovic, Alessandra Spranzi, Edith Dekindt, Angelo Pretolani…
  • 14 gennaio 2006 – Una serata dedicata alla video-performance, dagli storici ai giovani attuali: Gina Pane, Franko B, Ute Tabar, Andrea Contin, Paolo Ravalico Scerri, Nico Vascellari, Michael Fliri, Mariuccia Pisani.

Insomma… il numero di febbraio 2006 potrebbe essere particolarmente interessante. In attesa di quel tempo che verrà, buona lettura a tutti.

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