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Musica

Transborda poesia

Il rock che è Brasil





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Per visionare il video è necessario autorizzare l’installazione di un controllo ActiveX. È altresì necessario poter disporre di connessione xDSL da 1 Mbps almeno. Poiché il video è stato ricodificato ad altissima qualità, prossima a quella di un tipico DVD, vi consigliamo di visonarlo in modlità “full screen”.

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Ringraziamo i Servizi Culturali del Comune di Monfalcone (dott.sse Giovanna D’Agostini e Mariacarla Comeli) per la gentile concessione. © 2006 Comune di Monfalcone / Absolute Poetry 2005. Tutti i diritti riservati.

Absolute Poetry Festival: nella formazione di Antunes (paolista, classe 1960) parola e musica si incontrano e si mescolano da sempre nel percorso creativo: “La canzone è un gesto organico” dice Antunes. “Quando scrivo a volte parto dal testo, altre volte dalla musica e mentre compongo capisco subito se il verso sta nascendo per essere cantato, letto, guardato, o tutte queste cose nello stesso tempo”.
La carica significativa della parola trova dunque in Antunes nuove vie di espressione, e già nel 1993 l’artista produce Nome (la prima di una lunga serie di opere “multimediali”), un cd musicale unito a un libro di versi e a un video di animazione, che viene apprezzato e celebrato in molti festival internazionali.


Oltre alla recente collaborazione con i Tribalistas e ai diversi celebri album come solista, Antunes compone anche musiche per il cinema (tra gli altri per Blue in the face di Paul Auster e Wayne Eant) e per la danza (Corpo – tunes è composto per l’omonimo gruppo di danzatori di Minas Gerais). Otto le sue pubblicazioni di libri di poesia (tra cui testi di video poesia in Ou e, e versi associati a immagini fotografiche in Palavras desordem e Et eutu) e numerose le partecipazioni a importanti antologie di poeti: non stupirà, pertanto, la forza espressiva delle letture che (assieme a Lello Voce) Antunes “performerà” per celebrare l’opera antologica di Haroldo De Campos, tradotta e presentata per la prima volta a Monfalcone. Straordinario anche il contributo dell’artista alle mostre di video-poesia, di arti grafiche e plastiche.


Con Calligrafia (1982), la prima delle sue esposizioni, Antunes delinea già il suo interesse poliedrico per la parola: l’arte del disegno manuale delle parole è un territorio ibrido tra i codici visivo e verbale; la scrittura ha una sua “intonazione grafica”, è un gesto; le sue linee, il suo andamento, le curve suonano ai sensi con la stessa forza delle parole dette. Si è inoltre appena conclusa a Porto Alegre la sua mostra Palavra Imagem, in cui l’artista rivede se stesso in sessanta opere grafiche, e ammette definitivamente di sentirsi un “refazedor” delle proprie ispirazioni. Allo stesso modo, nella performance monfalconese che si è fin da subito preannunciata raffinata e stupefacente, Antunes “ri-elabora” i suoni, sperimenta nuove vie tecnologiche, corregge, modifica e sostituisce le proprie parole, le intona, le fa giocare e trasformarsi assieme agli strumenti che le veicolano al pubblico.

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