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Musica

Connan Mockasin, Forever Dolphin Love

Forever Dolphin LoveLa casa della psichedelia è un locus sfocato, le membra sono dolcemente rallentate e i sensi rasentano l’ottundimento. Nemmeno l’era del virtuosismo impalpabile, tra le maglie di una scacchiera di pixel, ne scalfisce l’essenza, che è una narcosi diversamente declinata, dallo sfinimento intra-psichico al più sottile deliquio.

Non occorre scomodare troppo ingombranti numi tutelari per centrare al meglio la descrizione di un artista giovane e vivente. A volte capita di trovarsi di fronte ad un’identità miracolosamente non stratificata ed edificata sulle gesta di un passato soltanto imitato. Ma il traboccare dell’offerta lascia sfuggire l’occasione della piacevole peculiarità, meritevole, invece, della propria ariosa vetrina.

La mistura di Connan Hosford aka Connan Mockasin è intreccio onirico di filamenti tesi da un Dove invisibile, che si rivela solo nelle sue estremità ultime. Biondo, etereo, neo-zelandese, il ragazzo rinuncia a fare il belloccio alternativo per enfatizzare, invece, la componente più surreale del proprio aspetto e si trasforma, si maschera, nasconde la delicatezza dei lineamenti, sino a sostituire la propria immagine di copertina con quella del suo alter-ego/giocattolo, come accade in Forever Dolphin Love, doppio album uscito per la Because questa primavera.

La storia, però, affonda le radici in un passato blues pop, quello dal quale prendono le mosse i Connan and Mockasins, band nata nel 2004 con Ross Walker e Seamus Ebbs, rispettivamente al basso e alla batteria. Dopo tre uscite in collettivo, nel 2010 Connan –  nel frattempo trasferitosi in Inghilterra – realizza per la Phantasy Sound (etichetta di Fatboy Slim) Please Turn Me Into the Snat, primo album solista. Evidentemente qualche perla necessita di un più lungo decantare, prima di poter rilasciare nitido ogni suo candido bagliore. Quel tempo arriva, e qualcuno di importante -come un Thom Yorke o un Johnny Marr – si accorge di non essere di fronte ad un falso, seppur d’autore, così l’operazione di rispolvero si rende necessaria. Il risultato è un doppio album, il Forever Dolphin Love di cui sopra, che recupera la tracklist di Please Turn Me Into the Snat, riveduta e corretta dal diverso mixaggio, e toccata, in una diversa versione della title-track, dalla mano pregevole di Erol Alkann, oltre ad offrire, nel cd 2, a fronte di ogni residuo scetticismo, l’inedito Sneaky, Sneaky, Dogfriend più sei tracce live.

La materia è pregiata, insieme con la suggestione insinuata già dal coro infantile dell’intro a salutare l’alieno efebico che intona la lenta sincope su Marte in Megumi the Milkyway Above. Il bello arriva immediatamente con It’s Choade My Dear, episodio evanescente, acquatico, culla psichedelica abbandonata tra foglie di ninfee, come testimonia il video-sogno.

L’enfasi puntata sulla title-track non è specchietto per le allodole, vista la complessità di una trama sonora che parte dalla lunga distanza di simil-cornamuse, per poi gonfiarsi del basso funk, rilasciare la tensione in stranianti invocazioni e tornare a un dinamismo parsimonioso nell’uso di ammennicoli elettronici, intervallati da brevi meditazioni sghembe. Tutto questo in dieci minuti che consacrano il valore dell’ascolto. Il sole è appena filtrato dalle fronde di una pianta presso cui cercare riparo per studiarne la perpendicolarità dei raggi, sino ad immaginare il canto di sirene cloroformizzate (Faking Jazz Together) e prescindere dal trascorrere di un tempo che, direttamente, rilascia languori lunari (Unicorn in Uniform), per una notte a venire che sa farsi malinconica di un unico, inebriato, lungo sospiro, centellinato sulle note isolate del pianoforte (Muss). L’ombrosità della chitarra acustica cede immediatamente il passo all’armonia sensualmente giocosa del tête-à-tête strumentale tra bamboline in Quadropuss Island, per poi lanciarsi nell’artiglieria esagitata dei soldatini di piombo in combutta nel psych-country di Egon Hosford, che si decelera appena in Please Turn Me Into The Snat. E non dimentichiamo che trenta secondi possono fare anche un insolito valzer (Grampa Moff).

Connan Mockasin

Il secondo cd, registrato completamente dal vivo, si apre con l’inedito Sneaky Sneaky Dog Friend, funkettosa e divertente al punto giusto, mentre le restanti tracce – alcune tra quelle di cui sopra – rimandano l’immagine umanizzata di un artista che, al di là di ogni sperimentazione del sé, sa – e anche bene –  ciò che fa.

Se amate i Radiohead, ma pensate che, in fondo, abbiano sperimentato troppo dimenticando il tempo del gioco, Connan Mockasin potrebbe soddisfare le vostre fantasie, dopo aver ottimamente assecondato le proprie. Con il benestare un po’ invidioso (?) di Thom Yorke.

Forever Dolphin Love

Because, 2011

Tracklist

Disc One

01. Megumi The Milkyway Above
02. It’s Choade My Dear
03. Faking Jazz Together
04. Quadropuss Island
05. Forever Dolphin Love
06. Muss
07. Egon Hosford
08. Unicorn In Uniform
09. Grampa Moff
10. Please Turn Me Into The Snat

Disc Two

01. Sneaky, Sneaky, Dogfriend
02. Forever Dolphin Love
03. Unicorn in Uniform
04. Egon Hosford
05. Faking Jazz Together
06. It’s Choade My Dear
07. Megumi the Milkyway Above

Forever Dolphin Love album sampler

Il MySpace di Connan

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