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Fumetto

Sergio Bonelli: l’avventuriero invisibile

Almanacco dell'AvventuraL’Almanacco dell’Avventura è una pubblicazione annuale della Sergio Bonelli Editore, nella quale, oltre ad un fumetto inedito di un personaggio della casa editrice (come Zagor o Mister No prima della sua chiusura) si presentano i libri, i fumetti, i film e i telefilm dell’annata avventurosa appena trascorsa e si approfondiscono, con dei dossier o dei servizi speciali, alcuni temi o persone, più o meno celebri, legati al mondo dell’avventura. È sempre una lettura interessante e divertente, soprattutto perché la redazione riesce sempre a scovare qualche libro, film e personaggio o vicenda avventurosa non molto conosciuta, proponendola in modo da stimolare la curiosità del lettore. Quest’anno, l’edizione 2013 dell’Almanacco dell’Avventura è monografica, in quanto dedicata ad un avventuriero del tutto particolare: Sergio Bonelli. Ad un anno, infatti, dalla sua scomparsa avvenuta il 26 settembre del 2011, la sua casa editrice ha voluto tributare un affettuoso omaggio, dedicandogli un volume di 256 pagine tutte a colori. In realtà gli omaggiati sono due: oltre all’editore e sceneggiatore milanese, il protagonista dell’Almanacco speciale è Mister No, ovvero l’alter ego di carta del suo creatore. Del pilota di piper Jerry Drake, questo è il suo vero nome, viene riproposta a colori una vecchia storia e la sua figura viene poi approfondita attraverso un corposo dossier.

Il volume, in realtà, è un viaggio in una parte del mondo di Sergio Bonelli, quella che lo ha alimentato nella scrittura delle storie che hanno popolato i sogni dei suoi lettori: dai libri ai film, dalla musica ai fumetti, fino ai viaggi vissuti in prima persona, questi sì, stimoli reali e concreti per la sua fantasia. E così scopriamo che Sergio Bonelli era un vero e proprio bibliofilo, un “raccoglitore” di carta stampata di ogni tipo, scovata in librerie o bancarelle di tutte le città che frequentava. Il risultato non poteva che essere pile e pile di pubblicazioni, scaffali della redazione e della sua casa stipati di volumi: un grande mare cartaceo che costituiva uno dei suoi riferimenti quando doveva documentarsi per la stesura di una storia. Non era possibile, ovviamente, che la sua biblioteca non si componesse anche di una vasta sezione dedicata ai fumetti, con particolare attenzione a quelli che avevano segnato la sua infanzia da lettore: da Virus, il mago della foresta morta di Pedrocchi e Molino a La banda aerea del suo amato Uomo Mascherato creato da Falk e Moore. L’appassionato lettore zagoriano non può non collegare questi due personaggi, l’Uomo Mascherato e il mad doctor Virus, rispettivamente a Zagor e al suo nemico Hellingen.

Sergio BonelliIn realtà ogni sezione dell’Almanacco getta luce su tante scelte compiute poi da Sergio Bonelli nella creazione dei suoi personaggi e delle loro storie, quando indossava i panni di Guido Nolitta, lo pseudonimo con cui firmava le proprie sceneggiature. Dai film western che amava capiamo per esempio come prediligesse quelli in cui il protagonista non era un duro tutto d’un pezzo, bensì un uomo in preda ai dubbi e pieno di contraddizioni, costretto magari dagli eventi ad indossare i panni dell’eroe controvoglia. È facile quindi capire come da personaggi così problematici sia nato un vero anti-eroe quale Mister No. Dalle sue passioni musicali per il jazz capiamo la genesi della colonna sonora che spesso fa da sfondo a certe tavole di Jerry Drake, contribuendo al suo spessore come personaggio, a renderlo più vivo e reale, con i suoi gusti musicali veri e reali come quelli di ogni uomo o donna. E dall’amore di Sergio Bonelli per la samba e la bossa nova brasiliane, il lettore collega la saudade che tale musica evoca nell’intera epopea di Mister No, pervasa da una forma di malinconia, di sottile nostalgia che porta il nostro a cercare qualcosa che non riesce a trovare, fino ad abbandonare nell’episodio finale Manaus e la sua Amazzonia, per cercare un’altra occasione di esistenza diversa in un angolo sperduto della Bolivia.

Ma la parte più interessante dell’Almanacco è costituita dal resoconto e dalle testimonianze delle sue esperienze di viaggiatore, raccontate in parte anche dai compagni, amici fidati, con cui erano condivise. Da qui emerge la figura dell’avventuriero invisibile. Sì, perché Sergio Bonelli amava organizzare i suoi viaggi in modo tale da essere il più possibile invisibile dal contesto, senza mescolarsi troppo, pur non esimendosi dallo sporcarsi le mani se le situazioni che incontrava lo richiedevano. Così facendo poteva mantenere uno sguardo distaccato e lucido del mondo, spesso inospitale, che attraversava. Scopriamo quindi che la Land Rover usata spesso nei viaggi costituiva un vero e proprio strumento per ottenere l’invisibilità, un universo quasi a se stante, mezzo di trasporto e casa allo stesso tempo. Scopriamo come le emozioni, anche forti, vissute in Sud America e in Africa venissero poi stemperate da quell’ironia che lo contraddistingueva sempre, dal suo non prendersi troppo sul serio: cifra dell’uomo, dei suoi personaggi e del suo stile di scrittore.

Gli incontri che popolavano i suoi viaggi in Amazzonia o nel Sahara finivano annotati nei suoi diari che, una volta tornato a casa, costituivano uno degli elementi, il più importante in quanto il più vero, che stimolavano la sua fantasia di sceneggiatore. Apprendiamo così come lo stesso personaggio di Mister No si ispiri a due piloti molto avventurosi realmente esistiti e utilizzati da Sergio Bonelli e compagni per alcuni spostamenti all’interno dei suoi viaggi in Centro e Sud America. Il messicano Capitan Vega e il polacco, trapiantato nella Foresta Amazzonica, Boris Kaminsky erano due figure reali ma con un piede già nel mondo della fantasia: il passaggio definitivo in quel mondo avvenne poi nell’ufficio di Milano, quando Guido Nolitta riversò sulla carta i tratti, filtrati dalla sua creatività, dei due piloti dando vita all’anti-eroe dal carattere bastiancontrario che il suo stesso nome rivela.

Sergio Bonelli

L’Almanacco racconta anche che le emozioni e le storie che Sergio Bonelli cercava venivano da luoghi nei quali la morte aveva mietuto a piene mani. Posti dolorosi quali i campi di battaglia, che aveva visitato in lungo e in largo, gli ispiravano avventure dove gli uomini mostravano la loro vera natura, dove la viltà o il coraggio, l’odio o la fratellanza davano sostanza a vicende che meritavano di essere raccontate. E così nascono le storie nelle quali Sergio Bonelli fa rievocare a Mister No il suo passato da soldato in prima linea durante la Seconda Guerra Mondiale nelle Filippine, a Guadalcanal o a Montecassino. E ancora, la battaglia di Isandlwana in Sudafrica, dove nel 1879 un migliaio di inglesi vennero annientati da un esercito sterminato di Zulu, diventa protagonista di un numero speciale di Mister No, attraverso una originale rivisitazione onirica e dal forte messaggio pacifista.

Infine, anche la scelta de Il Re del Sertao, la storia a fumetti sceneggiata ovviamente da Guido Nolitta e disegnata da Roberto Diso, non è stata casuale. Il tema è l’epopea dei Cangaceiros, quei banditi armati di fucili che, nella regione del Nord Est brasiliano chiamato Sertao, fronteggiarono dalla metà dell’Ottocento fino al 1940 la prepotenza dei latifondisti locali e la legge che li proteggeva. Questa figura entrata ormai nella leggenda, a metà fra il rivoluzionario idealista e il violento malfattore, occupava per Sergio Bonelli un posto nel regno dell’Avventura. Più volte quindi, come nella storia proposta pubblicata per la prima volta nel 1988, Mister No entra in contatto con questo mito del suo recente passato attraverso le gesta di persone che lo vogliono far rivivere. Come spesso gli succede, rimane invischiato suo malgrado in una situazione molto pericolosa dalla quale deve uscire per salvare una vecchia amica che lo ha usato e tradito, rimediando un sacco di botte e vedendo confermata la sua ripugnanza verso l’arroganza del potere.

CopertinaL’appassionato bonelliano non troverà notizie insolite in questo Almanacco, ma potrà godere di un affettuoso ricordo di Sergio Bonelli, realizzato dagli uomini della sua redazione con semplicità e chiarezza, con una dose giusta di nostalgia e in linea con lo spirito che l’uomo ha incarnato nelle sue vesti di editore, sceneggiatore, viaggiatore e sognatore.

A integrazione del volume compaiono anche 8 tavole di Mister Bo, personaggio umoristico con cui Fabio Celoni ha omaggiato Sergio Bonelli.

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  1. […] essere un giusto, non può avere delle meschinità, anche se ovviamente può avere delle debolezze: Mister No è sempre dedito all’alcol e alle donne, Martin Mystère è un topo di biblioteca, Dylan Dog […]

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