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Fumetto

Giuseppe Palumbo

Un piccolo volume di un autore immenso

Una storia lemmingNato nel 1964, Giuseppe Palumbo esordisce giovanissimo su Totem per poi passare a Tempi Supplementari della Primo Carnera per cui crea Tosca la Mosca su cui nasce il suo celebre personaggio Ramarro, supereroe masochista.

Dopo un’assidua frequentazione di Frigidaire (la Primo Carnera dedicherà a Ramarro ben due corposi volumi della sua collana Grandi Albi) si affaccia sul mondo del fumetto popolare per cui realizza delle storie speciali di Martin Mystère. Attualmente collabora con Astorina per cui realizza albi speciali di Diabolik e porta avanti parallelamente progetti più personali.
Proprio con uno di questi, Una storia lemming edito da Comma 22, è presente a Lucca 2014.

Luca Lorenzon (LL): Cominciamo con la più classica delle domande: puoi presentarci questo volumetto che stai dedicando in questo momento?

Giuseppe Palumbo (GP): Una storia lemming è un esperimento nato all’interno di un progetto di collaborazione con una ONLUS che si chiama CEFA, è una ONLUS che si occupa di Terzo Mondo, soprattutto delle pratiche agricole e più in generale di sviluppo economico del Terzo Mondo. Questo fumetto è un esperimento prodotto nelle scuole di Bologna e io ho costruito la storia insieme a due classi di due scuole differenti (anche per tipo di scuola) e il risultato è stata una specie di indagine narrata sull’idea di progresso, su che cosa ci aspetta: delle buone pratiche di vita future.
Quindi una sorta di critica, in un’ottica costruttiva, alla civiltà dei consumi in una forma appunto narrata, differente, portata avanti sul classico canone della storia a fumetti ma anche con una evoluzione video, per cui c’è anche un sito da visitare dove questo fumetto è in versione motion comic. Anche questa è stata una cosa progettata con i ragazzi: il tipo di musica, il tipo di montaggio…

LL: Tu d’altra parte sei molto multimediale: hai vari spazi on line, partecipi a diverse iniziative della rete…

GP: Mi piace esplorare le possibilità che il fumetto mette a disposizione, e il motion comic credo che ne sia proprio la degna evoluzione per questa generazione di nativi digitali.

Giuseppe Palumbo

LL: Puoi spiegare sinteticamente cos’è un motion comic (io per primo non so cos’è)?

GP: Guarda, praticamente la generazione che ha conosciuto SuperGulp sa cos’è un motion comic, cioé la versione a un passo dall’animazione ma comunque ancora molto vicina al fumetto.
Non ci sono voci narranti, non c’è doppiaggio, ma appaiono le nuvolette (temporizzate in modo tale da poterle leggere col giusto ritmo anche a video); quindi rimane sostanzialmente un fumetto.

LL: Più in generale: impegni futuri, altri progetti? Tantissimi, immagino.

GP: Soprattutto Diabolik, ovviamente, che è la mia attività principale. Però come vedi non mi faccio mancare altre occasioni.

DKLL: A proposito: DK, la versione aggiornata di Diabolik, continuerà?

GP: Sì.

LL: Ha avuto un buon riscontro, quindi?

GP: Sì, è piaciuto come progetto e adesso lo rilanciamo – per “adesso” ovviamente intendo l’anno prossimo.

LL: Certo, anche perché è annuale se non sbaglio.

GP: Sì, ma vedremo. Perché se avremo ancora un riscontro positivo chissà, magari…

LL: …diventerà semestrale, trimestrale, ecc.

GP: Vedremo!

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