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Cinema

Amazing Grace: L’immortalità fatta pellicola

Amazing GraceIl 5 dicembre 2019 è stata diffusa in Italia una delle pellicole cinematografiche più significative per la storia della musica: si tratta di Amazing Grace, un concentrato di emozionanti riprese, relative all’atto di registrazione dell’omonimo album musicale. La protagonista è Aretha Franklin, la Regina del Soul, colei che sa esprimere infinite passioni in una sola nota. Anzi, per un’esattezza tecnica, sa spiegarsi a gran voce arrivando a toccare addirittura il re5/D6.

Le scene del film, ambientate presso la New Temple Missionary Baptist Church di Los Angeles, risalgono al 1972, anno in cui Aretha decise di registrare dal vivo un album interamente a marchio gospel. Le sue esibizioni furono accompagnate dal Southern California Community Choir, un coro fondato dallo speculare Re del gospel, James Cleveland, il quale presenzia infatti al pianoforte e come voce di supporto. L’elettrizzante atmosfera di quegli attimi si tramuta in una dolce tensione circolare, costruita attorno alla statuaria figura della cantante. Aretha Franklin canta dal leggio della chiesa a un pubblico per lo più afroamericano. La visione delle sue performance sprigiona il senso dell’immensità poiché la sua voce le permette di esistere a dispetto del tempo e dello spazio. Seppur in uno schermo, è in grado di emozionare a tal punto da sembrare ancora reale: si viene catapultati nell’immediato tra le prime file del suo spettacolo e ci si sente così vicini a lei da volerla stringere a sé. Il candore della sua arte e della sua luce interiore risalta ancor di più nel contrasto che nasce tra l’elegante abito bianco indossato e la sua autentica natura esteriore. Nel complesso, per gli amanti della Bellezza, non può che sembrare una Dea appartenente a qualche altro mondo, portatrice di chissà quale messaggio.

Il suo canto trasparente e coinvolgente è riuscito a solcare l’inizio di un nuovo percorso musicale, trascinando il tradizionale coro gospel drammatico e quello tipicamente jazz verso una nuova concezione di voce guida. Infatti, il suo timbro elastico e brillante è noto per aver introdotto l’idea di esprimere la pura esclamazione, limpida e spontanea. Le doti canore sono state decisive nelle scelte di vita di Aretha, ma è stata la sua determinazione a sfondare ogni possibile ostacolo, portandola a conquistare diversi riconoscimenti. È stata la prima donna a salire nelle posizioni più alte della classifica “100 Greatest Singers”, stilata dalla celebre rivista musicale Rolling Stones, aggiudicandosi il quinto posto nel 2010. Inoltre, è impossibile non citare i ventuno Grammy Awards conquistati, otto dei quali le sono stati assegnati consecutivamente, dal 1968 al 1975, facendo sì che in quel periodo il premio venisse definito “The Aretha Award”.

Aretha Franklin

Ritornando al film, la pellicola venne diretta da Sydney Pollack e le riprese durarono due notti. Durante la seconda serata di esibizione e di registrazione dell’album, si unirono al pubblico Mick Jagger e Charlie Watts, due membri del gruppo britannico di fama internazionale Rolling Stones. Tutti i video ripresi vennero affidati alla Warner Bros, ma l’uscita del film fu un’impresa impossibile. Inizialmente, vi erano forti difficoltà nel sincronizzare le tracce audio con la stampa visiva. Nel frattempo, gli anni trascorsero senza che il prezioso materiale venisse né curato né pubblicato da qualche autorità. Questa situazione perdurò fino al 2007, anno in cui il produttore Alan Elliott acquistò il film grezzo e decise di occuparsi, insieme ad altri collaboratori, della problematica sincronizzazione. Egli tentò così una prima uscita nel 2011, ma Aretha Franklin gli fece causa per essersi appropriato del suo lungometraggio senza permesso, e il rilascio fu rinviato. Successivamente, negli uffici della Warner Bros., venne rinvenuto il contratto di uscita originale dell’artista ed Elliott decise così di ritentare la pubblicazione del film nel 2015. La cantante fece di nuovo causa al produttore e le fu concessa un’ingiunzione di emergenza, contro la proiezione della pellicola, in quanto Alan Elliott non aveva chiesto il permesso per schermare il filmato. Solo dopo la morte di Aretha, avvenuta nel 2018, la pubblicazione del film è andata a buon fine grazie alla famiglia della cantante. La pellicola è stata presentata in anteprima al DocNYC, festival annuale di documentari a New York, il 12 novembre 2018 ed è stata rilasciata in tutto il mondo il 5 aprile 2019, mentre in Italia è arrivata otto mesi dopo.

Aretha FranklinPerché Aretha fosse restia a questa ulteriore incoronazione di stampo cinematografico rimane un mistero. La scelta postuma dei suoi familiari non può che essere oggetto di profonda gratitudine da parte del pubblico che l’ha sempre acclamata e di quello che continuerà a farlo proprio grazie a queste fondamentali testimonianze. Non potevano infatti mancare nella sua carriera alcuni eleganti e coerenti video documentaristici, capaci di esplicare appieno la portata di un mito. Un mito della storia musicale, una Cleopatra in vesti di cantante gospel, che è riuscita a stravolgere gli schemi tradizionali in un’epoca ostile per una donna, oltretutto nera. Un modello quindi da prendere come riferimento per la sana tenacia con cui è riuscita a farsi strada attraverso le sue passioni. Addirittura, a un certo punto,  la sua splendente forza artistica non fungeva più soltanto da ponte delle sue personali emozioni, ma anche di quelle altrui: è difficile trattenere le lacrime di commozione quando si assiste alle sue esibizioni, mentre è molto più facile comprendere l’esaltazione con cui viene acclamata, nel documentario, dall’intero coro gospel durante l’esibizione del pezzo musicale portante, Amazing Grace per l’appunto. Come se il suo canto fosse capace di esprimere tutti i pensieri intensi e le preghiere delle persone attorno a lei in quegli attimi. Cos’altro può essere se non un autentico inno alla vita?

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