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Arte

L’arte del tradurre e tradurre l’arte

Il presente articolo è stato pubblicato per la prima volta nel febbraio 2014 sul sito Aventuras de una traductora-intérprete en Madrid. L’autrice è Aida Gonzáles del Álamo. La traduzione è di Annamaria Martinolli.

arte del tradurreQuante volte abbiamo letto che la traduzione è un’arte? Infinite, eppure si fa ancora fatica a dimostrare che tradurre un testo d’arte non significa tradurre un testo di argomento “generale”, benché questo animale mitologico dell’argomento generale esista.

Per trattare la questione più nei dettagli, la cosa migliore è parlare con un’esperta del settore, che conosce a fondo il significato di tradurre testi d’arte e sa quali sfide comporta questo tipo di traduzione: Joanna Martínez, traduttrice dallo spagnolo e dal catalano verso l’inglese. Approfittando del suo laboratorio del 21 febbraio, incentrato proprio su questo argomento, le ho chiesto di realizzare un’intervista indirizzata a coloro che non hanno la possibilità di trovarsi a Madrid quel giorno. Il laboratorio rientra nell’ambito della giornata dei laboratori organizzata dall’associazione traduttori ed editori del Mediterraneo (MEC):

Aida Gonzáles del Álamo (AGA): Hai affermato che, di solito, in ambito traduttivo, l’arte è considerata una tematica generale. Anche se non credo esista una tematica che si possa definire “generale”, non vi è dubbio che l’arte venga normalmente esclusa dalla categoria delle traduzioni tecniche. Visto che proprio in questo periodo i traduttori di testi tecnici di architettura stanno lottando affinché il loro lavoro venga riconosciuto, forse è il momento buono per spiegare alle persone, e rendere noto, il motivo per cui l’arte non è una tematica generale. Cosa ti senti di dire ai lettori riguardo all’arte come settore di specializzazione?

Joanna Martínez (JM): Nel senso stretto del termine, riconosco che hai perfettamente ragione: non esiste una tematica generale; anche se penso condividerai l’idea che alcuni argomenti sono ritenuti più “facili” di altri. L’arte è un settore molto ampio, che comprende pittura, scultura, incisione, architettura, fotografia e arti decorative; ognuna di queste aree possiede una propria terminologia tecnica. D’altro canto, la critica d’arte, ovvero scrivere di arte, non è qualcosa di specificamente tecnico ma affronta un’ampia gamma di tematiche e, molto spesso, include riferimenti poco noti e un ragionamento talmente imperscrutabile da richiedere un’indagine infinita e la continua lettura e rilettura della frase per ricavarne il significato. La propensione per il cosiddetto “inglese internazionale dell’arte” semplifica un po’ le cose perché consente una traduzione più letterale.

Joanna Martínez

AGA: Hai stabilito una tariffa ben precisa per questo tipo di tematiche? Molti traduttori hanno una tariffa per i testi di argomento generale e un’altra per i documenti tecnici o più complessi. Anche tu lavori con tariffe diverse? Se sì, le agenzie o i clienti ne capiscono il motivo?

JM: Ho sempre applicato la stessa tariffa allo stesso cliente, indipendentemente dal tipo di testo. Non baserei mai la mia tariffa sulla difficoltà del testo da tradurre perché è un criterio molto soggettivo: un testo molto tecnico può essere semplice per un traduttore specializzato in quella tematica, mentre, molto spesso, i testi apparentemente semplici possono alla fine risultare i più difficili. Quando dico alle persone di essere specializzata in testi d’arte e giuridici, praticamente sempre mi rispondono: “La traduzione giuridica deve essere molto complessa”. Io controbatto che non è vero, e che in realtà l’arte è molto più complicata e mi porta via il doppio se non il triplo di tempo.

AGA: Qualche tempo fai hai sostenuto che i “testi turistici” sono qualcosa di diverso rispetto alla traduzione d’arte. Potresti chiarire meglio questa distinzione?

JM: Quando parlo di “testi turistici” mi riferisco alle guide di viaggio, ai depliant pubblicitari ecc… che si occupano di città, aree rurali, monumenti, eventi, usi e costumi, piatti tipici e alloggi. Si tratta di testi di ambito molto esteso indirizzati al lettore / viaggiatore medio. Tuttavia, operando questa distinzione, non intendo sostenere che sono testi facili da tradurre; di fatto, quando un traduttore entra in contatto con me per instaurare una collaborazione, gli do sempre da tradurre un frammento di questo tipo per valutarne le capacità. In compenso, quando parlo di traduzione d’arte, mi riferisco al materiale distribuito dai musei e dalle gallerie, e ai libri di grande formato.

AGA: Di solito con quali tipi di testi e formati (video, file di testo o file audio) lavora un traduttore d’arte? Qual è il tuo preferito?

JM: L’unico formato con cui lavoro è il file di testo (di solito, per lavorare con file audio o video sono necessari software e hardware specifici per il doppiaggio / sottotitolazione e anche per la trascrizione / traduzione). Per quanto riguarda i testi stessi, si tratta principalmente di libri, saggi, articoli per i giornali, critiche o recensioni, cataloghi di mostre, pannelli, didascalie di foto ecc…

Il genere che preferisco è l’audioguida, che traduco a partire da una sceneggiatura. Mi piace perché parlo direttamente con qualcuno che vuole ascoltare; mentre non ho dubbi sul fatto che nessuno legge molte delle traduzioni che realizzo per i cataloghi delle mostre, malgrado lo sforzo che hanno richiesto.

Joanna Martínez

AGA: Lavori soprattutto con agenzie o clienti diretti?

JM: Ho sempre lavorato con clienti diretti: case editrici, gallerie e musei. Le agenzie entrano in contatto con me saltuariamente, ma sostengono che le mie tariffe sono troppo alte, e probabilmente è così visto che sono equiparabili a quelle che le agenzie stesse applicano al cliente finale.

AGA: Qual è stato il progetto, relativo ai testi d’arte, che ha rappresentato per te la maggiore sfida? Quali difficoltà ha comportato e come le hai superate?

JM: Direi senza dubbio il primo libro che ho tradotto per una casa editrice britannica; era incentrato su Marcel Duchamp, che non è un artista facile sotto nessun punto di vista. Immagina un po’ la vita prima della nascita di Internet, senza avere a disposizione libri d’arte in inglese da consultare nelle biblioteche e librerie di Barcellona; disponevo solo dei miei pochi testi di riferimento. Fu un lavoro molto complesso. Indubbiamente, oggigiorno, si può accedere a risorse illimitate con un solo click del mouse o facendo scorrere un dito.

AGA: Esistono valide risorse per la ricerca nel tuo campo (dizionari specializzati, glossari, siti web, forum)? Oppure ti sei creata i tuoi materiali di riferimento?

JM: Le risorse che utilizzo molto ancora oggi sono i libri stampati, soprattutto perché sono già a mia disposizione e non sono sorpassati; ma in particolare perché credo che si ponga maggior attenzione nella pubblicazione di un volume che nella realizzazione di un sito web. Detto questo, le pagine web dei musei sono una miniera di informazioni. Possiedo anche vasti glossari, da me creati con i CAT tools (software per la traduzione assistita), che semplificano e rendono più agevole il processo traduttivo.

traduzione "automatica"

AGA: Qual è stato l’effetto della crisi su questo settore del mercato traduttivo?

JM: Probabilmente lo stesso di qualsiasi altro settore. I clienti riducono le spese e cercano traduttori più economici in altri paesi; le traduzioni di testi brevi le realizzano sempre più spesso i dipendenti di madrelingua inglese e, in un caso, hanno addirittura utilizzato Google Translator per poi inviarmi il documento e chiedermi di revisionarlo.

AGA: Parliamo un po’ del tuo laboratorio di traduzione. A quale pubblico è rivolto? Puoi anticiparci qualcosa su quello che presenterai / insegnerai?

JM: È destinato soprattutto ai traduttori che hanno già maturato una certa esperienza in questo settore, e a coloro che pensano di avvicinarsi a tale tematica. Spiegherò loro cosa aspettarsi, quali problemi dovranno affrontare e il modo in cui potranno risolverli, soprattutto quando si troveranno a lavorare con clienti spagnoli che, generalmente, non dispongono di correttori di madrelingua inglese.

AGA: Perché parlare proprio di arte? Perché non altri settori?

JM: L’arte si potrebbe definire una “tematica universale”, al pari della scienza e a differenza della tematica giuridica dove ci sono sistemi nazionali diversi fondati sul diritto romano, il diritto consuetudinario o common law ecc… La traduzione giuridica dallo spagnolo all’inglese può rivelarsi un campo minato e, probabilmente, due traduttori giuridici non troveranno mai un accordo su come tradurre un termine concreto.

Commenti

Un commento a “L’arte del tradurre e tradurre l’arte”

  1. Riconosco che tradurre testi d’arte è una bella sfida.Ci vuole tanta passione e tanta pazienza non soltanto per la ricerca e la raccolta meticolosa delle informazioni. Nella mia coppia di lingue (ITALIANO-RUSSO)gran parte del processo traduttivo occupano anche le trasformazioni, portano via molto tempo. Tuttavia credo che valorizzare l’arte è una missione.
    E noi, traduttori specializzati in questo campo cerchiamo di fare il nostro meglio perché abbiamo anche
    una sensibilità particolare verso la bellezza che ci circonda.

    Di viktoriia rusakova | 19 giugno 2015, 17:39

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