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Musica

Composizione, analisi musicale e tecnologia nella scuola primaria

Composizione, analisi musicale e tecnologiaDa poco pubblicato dalle Edizioni Ets di Pisa, il volume Composizione, analisi musicale e tecnologia nella scuola primaria, a cura di Emanuele Pappalardo, si presenta non solo come un libro istruttivo sull’insegnamento della musica nella scuola primaria ma anche come una ricerca vera e propria, di cui sono visibili i risultati, realizzata grazie alla partecipazione attiva ed entusiasta di un gruppo di persone consapevole dell’importanza della musica nello sviluppo umano dei bambini.

La sperimentazione, nata a partire da un’esperienza diretta di Emanuele Pappalardo con una bambina di dieci anni, figlia di amici, a cui ha avuto modo di insegnare composizione attraverso l’utilizzo di un computer e di software specifici – con notevoli risultati pratici e anche pedagogici – ha conosciuto varie fasi di sviluppo nel corso degli anni fino a dimostrare la sua completa efficacia all’interno di una quinta elementare di una scuola di Latina.

L’obiettivo primario della ricerca è permettere ai bambini di entrare in contatto con il mondo della musica in modo radicalmente diverso da quanto è stato fatto finora nell’ambito della didattica della materia, puntando non solo sull’aspetto produttivo ma soprattutto sull’ascolto, sull’interazione e il confronto con i docenti e i compagni, e sulla capacità di accrescere la propria autostima e di analizzare il lavoro svolto cogliendone gli aspetti positivi e i difetti, senza interpretare questi ultimi come una sconfitta ma piuttosto come motivo per migliorarsi. Non si tratta, in sostanza, di sola produzione musicale, ma anche di acquisire una capacità di autoanalisi della propria opera, valutandone le scelte e le possibili alternative, e di imparare ad ascoltare e confrontarsi positivamente con le opinioni altrui avendone rispetto e rispettando anche se stessi.

Bambino che suona il flauto

La situazione dell’insegnamento della musica all’interno della scuola italiana è abbastanza drammatica. La musica è una materia da sempre considerata secondaria, spesso poco apprezzata o non capita da quegli alunni che, non avendone un’esperienza diretta, si ritrovano a studiare a memoria le vite dei compositori, o a suonare il tristemente noto flauto, o ad ascoltare sinfonie di cui ignorano completamente la struttura compositiva. Tuttavia, come dimostra la ricerca esposta nel volume, una composizione musicale creativa anche in presenza di competenze musicali minime o in loro totale assenza è possibile.
Prendendo a riferimento quanto esposto da Boris Porena nell’opera Ipotesi metaculturale, Emanuele Pappalardo, ha coinvolto nella sua ricerca-azione quindici alunni di quinta dell’Istituto Comprensivo Statale ‘Giuseppe Giuliano’ di Latina, supportati dal Conservatorio di Musica ‘Ottorino Respighi’ e da altre figure di riferimento, come quella del supervisore François Delalande, per verificare quali risultati si potevano ottenere con un laboratorio di composizione musicale di base tramite software – con successiva fase di analisi e ascolto – che prevedesse la partecipazione attiva non solo di alunni e docenti ma anche dei genitori dei bambini. I laboratori sono stati dieci, e gli incontri si sono svolti una volta alla settimana, per un’ora e mezza, all’interno del Conservatorio. Tutti gli incontri sono stati registrati in formato audio/video. Nell’ultimo incontro ogni bambino ha esposto la propria esperienza, esprimendo le sensazioni provate e parlando di quanto appreso, per poi presentare il lavoro realizzato.

Interessante notare che all’inizio della sperimentazione nessuno degli alunni sapeva usare un computer – considerato uno strumento obsoleto dalle attuali generazioni – e che in alcuni casi questa situazione ha determinato una certa ansia e resistenza, in quanto i bambini pensavano di non essere in grado di comprenderne il funzionamento. Ostacolo facilmente superato quando poi, commettendo errori, hanno scoperto funzionalità del software di composizione che ignoravano e si sono resi conto che sbagliare non è così drammatico. L’interazione su WhatsApp con i genitori ha invece permesso di valutare le reazioni dei bambini nei confronti del laboratorio e delle nuove abilità apprese.

Il volume riporta nei minimi dettagli tutte le fasi del laboratorio, con possibilità di ascoltare e visionare, tramite QRcode, sia le composizioni dei bambini che i video con le loro reazioni. Quello che si rileva è la totale assenza di pregiudizi dei bambini nei confronti delle composizioni realizzate dai compagni; sono tutti entusiasti di esprimere il proprio parere, e ascoltare quello degli altri, anche quando la musica sentita non fa parte dei loro gusti o non rientra nei loro ascolti abituali.

Spartito musicale

Luca Marrucci, nella terza parte del libro, elabora i risultati della ricerca focalizzandosi sulle dimensioni soggettiva, oggettiva e intersoggettiva per valutare la competenza raggiunta dagli studenti in un contesto in cui l’interazione con le tecnologie informatiche è associata all’interazione umana e alla sollecitazione della creatività in ambito musicale senza che ci sia un’imposizione forzata dall’alto. La quarta parte, invece, raccoglie le testimonianze di quelle che sono state le “figure di supporto”, ma non per questo meno fondamentali, del progetto: docenti, maestra e tutor che hanno visto svanire i dubbi iniziali di fronte alla crescente passione, e voglia di imparare, manifestata dagli alunni nei confronti di una materia, quella musicale, che conoscevano poco e si sono resi conto di saper gestire e “manipolare” con giudizio, capacità e umanità.

Un libro importante che apre nuove strade nell’ambito della didattica musicale e che si spera porterà nuovi sviluppi in futuro, con altri insegnanti interessati a metterne in pratica, o sperimentarne, i principi.

Commenti

Un commento a “Composizione, analisi musicale e tecnologia nella scuola primaria”

  1. É per me una vera gioia sapere che le esperienze del professor Emanuele Pappalardo ora sono pubbliche. Una ricchezza per quanti si interessano di pedagogia nell’ambito musicale. Un grazie a lui e alla casa editrice che con tanta sensibilità ha voluto trasformare il tutto in un libro. Auguro una felice esperienza a tutti. Professor Armando Profumi.

    Di Armando | 1 Dicembre 2019, 23:40

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