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Fumetto

Andrea Gadaldi

Gizmo

Ti chiami Adam Gizmo e il tuo lavoro è trasferire merce. In un’epoca in cui tutti si affidano al tele-trasporto tu usi ancora un vecchio camion volante a propulsione atomica per non incappare nei controlli del regime. Questa volta dovrai consegnare un robot ad un vecchio collezionista. Questo robot non dovrebbe nemmeno esistere.

Copertina di Gizmo, disegnato da Andrea GadaldiAndrea Gadaldi, classe 1983, laureando alla Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, è un giovane e talentuoso autore che sta affacciandosi a piccoli ma costanti passi nel mondo del fumetto; in occasione del Lucca Comics and Games 2007, la più importante fiera italiana dedicata al fumetto, aveva presentato il suo Gizmo, un albo a fumetti auto-prodotto di 32 tavole.

L’opera di recente è in corso di ristampa sotto forma di e-comic ad opera della Alien Press una delle realtà underground italiane di maggior livello. La casa editrice, fondata da Marco Rizzo e nata come costola del forum Comicus per la produzione di e-comic, è diretta da Filippo Strozzi, il suo editor-in-chief, e presenta un’offerta di lavori molto varia per stili e generi oltre a vantare collaborazioni “illustri” come quella con lo sceneggiatore Diego Cajelli (già scrittore dei bonelliani Napoleone e Dampyr), che per l’etichetta firma i testi di due brevi e-book auto-conclusivi, Supereroi e Eastwood.

Gizmo è un’opera fantascientifica dalle forti connotazioni filosofiche, ambientato in un mondo impaurito e abbandonato a se stesso da un regime impersonale e autoritario.

Valentino Sergi (VS): Sin dalla quarta di copertina Gizmo promette molto, cosa vuoi aggiungere alla presentazione?

Andrea Gadaldi (AG): “Sei un ragazzo bello, sveglio e leggermente matto in un mondo controllato da un regime totalitario”. Ovviamente autobiografico, soprattutto la parte sul ragazzo bello.

Gizmo, disegnato da Andrea GadaldiVS: Com’è nato questo progetto? Si tratta di una storia auto-conclusiva o di un work in progress che prevede ulteriori uscite?

AG: È nato male. E spero possa crescere un po’ meglio. Mi spiego… Non è nato male il fumetto realizzato (al massimo è stato realizzato male… mmh…), semplicemente è ancora in divenire come sviluppo. Questo “primo passo” mi è servito per dare spazio al personaggio e alla sua visione di questo universo distopico che noi vediamo solo accennato. Per il resto si vedrà tra un po’ come proseguirà.

VS: Il segno di Gizmo, in apparenza semplice, rivela l’impiego di una tecnica grafica elaborata. Di che tipo di materiali e software ti servi per realizzare il tuo lavoro?

AG: Matita blu, pennarelli a punta morbida simil pennellosa e Photoshop per sporcacciate texturettose, In design per lettering ed impaginazione.

VS: La scelta di esordire a Lucca con un’auto-produzione a basso costo è sicuramente una scelta coraggiosa. Cosa significa, a tuo avviso, nel mercato italiano auto-prodursi?

AG: Significato numero 1: Vuol dire crederci. Prima di farsi il culo. Prima di non dormire. Crederci guardandosi allo specchio e dire “sei sicuro?”. Se quel tizio dall’altra parte ti dice “si”, allora puoi cominciare a farti il culo e a non dormire per vedere di tirar fuori qualcosa che possa appagare.
Significato numero 2: Vuol dire “fai quello che ti pare”. Con tutti i pro e i contro.

VS: Spesso al grande pubblico non sono noti i meccanismi e le difficoltà insite in una scelta come la tua. Potresti parlarci dei risultati che hai ottenuto nella tua prima esperienza “di mercato”?

AG: Non avendo una distribuzione alle spalle per poter mantenere un prezzo contenuto e cercare di puntare anche sul risparmio per il nerd (eheheh), mi posso dire abbastanza soddisfatto delle 180 copie vendute durante i soli giorni di fiera a Lucca, poi non contiamo gli amici che hanno preso anche due copie a testa ma non penso possano rientrare nel risultato oggettivo di un andamento di vendita (o si?).

Andrea Gadaldi

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