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Cinema

NodoDocFest 2008

Visto dall'interno

Locandina del NodoDocFest 2008Il NodoDocFest è l’ennesima tappa di un percorso che ci vede impegnati dal 2004 nella diffusione del cinema documentario. L’esperienza di questi anni, con le rassegne Docu-Eye al Teatro Miela, le proiezioni “itineranti” a Trieste (ospiti a volte di spazi convenzionalmente non dedicati alle proiezioni), e la risposta sempre maggiore da parte del pubblico presente a queste nostre iniziative, ci ha spinto ad aggiungere un altro tassello al nostro percorso ed alla nostra personale crescita, sia come Associazione Culturale che come singoli individui.

Il festival è stato fortemente voluto per poter dedicare un’intera settimana alla riflessione su questo genere cinematografico, una settimana fatta di proiezioni, di incontri, di proposte, durante la quale autori, pubblico, studiosi e professionisti possono incontrarsi per assistere a film difficilmente visibili altrimenti, e parlarne.
Ci è sembrato necessario creare una simile possibilità a Trieste, dove viviamo ed operiamo, perché la programmazione nelle sale è ancora limitata a pochi esempi di forte richiamo, mentre in televisione, la diffusione è soprattutto legata ad un tipo di documentario pedagogico divulgativo in cui il soggetto, il tema trattato, è dominante rispetto all’utilizzo del linguaggio. Quello che vogliamo mantenere è l’attenzione costante al linguaggio cinematografico, che deve rimanere il centro delle nostre riflessioni.

L’esordio del festival, la prima edizione del 2007, ha dato ragione al nostro entusiasmo, e quest’anno abbiamo lavorato con ancor maggiore convinzione e tenacia nel portare avanti quest’iniziativa che ha suscitato un forte interesse non soltanto a livello locale. Questo ci ha permesso di poter contare su collaborazioni qualificate che hanno rappresentato il valore aggiunto della nostra idea iniziale.

Le difficoltà nel portare avanti questo progetto non mancano: con le istituzioni è difficile trovare un linguaggio comune; in particolare non è stato facile, e non lo è tuttora, presentarsi con un progetto ambizioso (per durata, per persone coinvolte, per i contenuti), e comunicare la necessità che questo evento rappresenta per noi e l’opportunità che viene offerta alla città. C’è da sottolineare anche il fatto che viviamo e operiamo in una Regione molto particolare per quel che riguarda il sostegno al cinema: il Friuli Venezia Giulia è una delle poche regioni in Italia a sostenere le produzioni locali con un apposito Fondo Regionale per l’Audiovisivo e ad aver inserito fra i generi cinematografici di prioritario interesse proprio il documentario. Questo fondo, ancora giovane (è attivo dallo scorso anno), dovrebbe nei prossimi anni produrre un’intensificazione quantitativa e qualitativa nella produzione di documentari in regione.

La possibilità quindi, di ospitare in Regione, una volta l’anno, un evento totalmente dedicato al cinema documentario, non può che essere uno stimolo a quanti si avvicinano professionalmente a questo genere cinematografico, e crea l’opportunità di conoscerne e approfondirne l’appassionante storia, di confrontarsi con le produzioni internazionali, e perché no?, rappresentare un punto di partenza per riflessioni, incontri, progetti.

Stonys al NodoDocFest 2008

Trieste si caratterizza per un’ampia offerta culturale, anche in campo cinematografico: un elemento positivo, perché significa che esiste anche un pubblico preparato alle novità, curioso e che ama andare al cinema per scoprire qualcosa di diverso. Il bilancio della seconda edizione è stato sorprendentemente positivo: più di 5000 presenze in 6 giorni di programmazione, più del doppio dello scorso anno. 39 i documentari presentati, provenienti da 13 Paesi, numerosi gli autori presenti al Festival, la sala del Cinema Ariston piena di studenti già dalle proiezioni pomeridiane, una grande partecipazione agli incontri mattutini “Un caffè con…”.

La seconda edizione ha rappresentato per noi l’ampliamento della base operativa del festival, che ha incluso professionalità e competenze diverse atte ad arricchire le serate dedicate alle proiezioni e le giornate dedicate agli incontri con gli autori. Il pubblico è intervenuto con entusiasmo e ha animato gli incontri con gli autori anche dopo i film più “difficili”; questi ultimi si sono trovati bene come nostri ospiti, proprio perché si respirava aria di casa: poca ufficialità, molte possibilità di scambiarsi le idee e di conoscersi. Ci è capitato più volte di andare a bere una birra o a mangiare qualcosa dopo le proiezioni, a notte tarda, con gli ospiti e il pubblico. Quello che è il normale dibattito in sala, si trasformava all’esterno in dialogo ricco di curiosità e stimoli da entrambe le parti! Siamo grati al pubblico, agli ospiti che hanno partecipato, e alla sala che ha ospitato il Festival, lo storico Cinema Ariston di Isidoro Brizzi.

Il festival è stato articolato in 5 sezioni, tematiche o monografiche. Come l’anno scorso abbiamo deciso di dedicare parziali retrospettive a grandi registi che abbiamo amato e che ci hanno fatto scoprire il cinema documentario, la sua bellezza, la poesia, la capacità di farci conoscere gli altri.
Quest’anno abbiamo dedicato ampio spazio alle opere di Raymond Depardon, seguendo tre percorsi cari al grande regista e fotoreporter francese: la vita contadina, con il ciclo Profils Paysans, la fotografia e la psichiatria. Depardon ha conosciuto Basaglia, ed è stato a Trieste nel ’78 per fotografare i grandi cambiamenti che sono avvenuti in quegli anni. Abbiamo chiuso il festival alla vigilia del trentennale della legge Basaglia con San Clemente, girato nel manicomio di Venezia nel periodo precedente alla sua chiusura.

Un altro omaggio l’abbiamo dedicato a Franco Piavoli, al quale abbiamo consegnato in sala uno dei premi del NodoDocFest. Franco Piavoli è stato a lungo un cineasta “invisibile” nelle sale italiane, crediamo anche per la difficoltà di inquadrare e definire i suoi film. È un regista che è sempre stato distante dall’industria e dal mercato, e proprio questo gli ha permesso di realizzare le sue opere in totale autonomia stilistica e produttiva. La ricchezza della composizione visiva e sonora dei suoi film è fortemente penalizzata dalla visione domestica in Dvd, e non nego che in parte l’omaggio è stato da noi fortemente desiderato per poter noi stessi, in primo luogo, godere questi film nella forma che meritano, e che noi, da spettatori, meritiamo, cioè in una sala cinematografica!

Uno degli incontri al NodoDocFest 2008

Audrius Stonys è invece un autore ancora poco conosciuto in Italia. Ai suoi lavori sono state dedicate importanti retrospettive in tutto il mondo (solo di recente, San Francisco, Linz, Navarra), mentre in Italia il suo ultimo film Ūkų ūkai è stato premiato all’ultimo Festival dei Popoli con la targa Lorenzo de Medici. Io l’ho incontrato a Bardonecchia la scorsa estate, ad un incontro organizzato da DocInEurope, un’associazione che si occupa della promozione del cinema documentario. Ho assistito alle proiezioni di alcuni suoi film, e sono rimasta folgorata da quelle visioni. Abbiamo intitolato la sezione a lui dedicata Conversazioni intime con spiriti affini, che è il modo in cui Stonys stesso definisce i suoi film, senza la pretesa di essere amato e compreso da tutti, ma con la speranza di riuscire a comunicare con chi ne condivide una certa attitudine, una certa forma dello sguardo.

Accanto a queste tre retrospettive abbiamo riconfermato due sezioni molto importanti per il festival: Panorama. Nuove tendenze del documentario, e Rock&Doc, dedicata al rockumentary, il documentario sulla musica. Panorama, in particolare, quest’anno è diventata una sezione a concorso, e il compito di conferire il premio è stato affidato agli studenti di cinema dell’Università di Trieste: “Cinematografia documentaria” del prof. Gianluca Guerra e “Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico” del prof. Luciano De Giusti.

Il premio, una scultura realizzata da Artelier, è stato il mezzo attraverso il quale creare momenti d’incontro e scambio di opinioni fra gli studenti: il nostro obiettivo era quello di far incontrare gli studenti e permettere loro di esprimere la capacità critica appresa all’università. È stata un’iniziativa che ci ha dato grandissime soddisfazioni. Temevamo poco entusiasmo o semplicemente poca disponibilità al confronto, visto che quest’ultimo non sempre è stimolato all’università, dove l’apprendimento è per lo più frontale e la comunicazione monodirezionale. Invece, gli studenti ci hanno smentiti: la sera in cui ci siamo riuniti per decidere (Fabrizio ed io abbiamo fatto da moderatori, senza influenzare in alcun modo i giurati), gli studenti avevano le idee molto chiare, hanno sostenuto i film preferiti con forza e motivazioni lucide, si sono aperti all’ascolto e al confronto, hanno mediato, e alla fine hanno decretato vincitore un film meraviglioso ma anche “difficile”, Le papier ne peut pas envelopper la braise del regista cambogiano Rithy Panh. Quest’esperienza è senz’altro da ripetere, e la trovo di fondamentale importanza per coloro che in futuro vorranno occuparsi di critica cinematografica, di produzione, organizzazione culturale o di regia, ma anche senza coltivare ambizioni in campo cinematografico rimane l’inestimabile valore di esercitarsi al dialogo come forma di reciproca conoscenza.

Infine, come l’anno scorso abbiamo confermato la chiusura delle serate del NodoDocFest con Rock&Doc, in questa edizione completamente dedicata al Punk, bruciante passione di Ricky Russo, che ha curato e condotto le serate presentando gli ospiti della sezione.

Riky Russo presenta assieme agli ospiti della sezione Rock&Doc al NodoDocFest 2008

Sono stati proiettati quattro importanti lungometraggi e un videoclip “Made in Trieste”, diretto da Lorenzo Fragiacomo e interpretato da Marco Bellini (Ghost Rider).
Le serate Rock&Doc, nonostante l’orario della proiezione (intorno alla mezzanotte), sono state sempre caratterizzate da un’atmosfera particolarmente festosa e piena di energia, come se la musica e il carisma dei musicisti del film si fossero riversati direttamente sul pubblico, sospeso a metà tra l’essere spettatore cinematografico e partecipante ad un concerto o ad un happening.

Così, quest’anno, le proiezioni ci hanno portato nella New York fine anni ’80 inizio anni ’90, tra i protagonisti del Cinema della Trasgressione di Richard Kern e Nick Zedd, in Ucraina, all’inseguimento di Eugene Hütz alla ricerca delle sue origini culturali, tra i bambini dei campi nomadi e i musicisti gitani, in Italia, con la presentazione della riedizione del film CCCP-Tempi Moderni, che racconta “con passione e freschezza la storia e la complessità dei CCCP: musica, teatro, pensieri, parole, persone. Come dicevano loro: Qualcosa più di niente…” (Luca Gasparini), e si sono concluse con la proiezione tanto attesa di Joe Strummer, il futuro non è scritto, “incendiario” ritratto dell’indimenticabile leader dei Clash.

Ora che anche la seconda edizione è conclusa, accanto alle grandi soddisfazioni che la manifestazione ha dato non solo a quanti vi hanno collaborato, ma anche al pubblico e ai tanti ospiti delle nostre giornate, è viva anche la consapevolezza e la volontà di proseguire questo percorso e di continuare a dedicare le nostre energie alla diffusione e al sostegno del cinema documentario.

La seconda edizione del NodoDocFest si è tenuta a Trieste dal 7 al 12 Maggio 2008.
Gli ospiti intervenuti al Festival sono stati: Luigi Di Gianni, Franco Piavoli, Adriano Aprà, Andrea D’Ambrosio, Felice D’Agostino, Massimiliano e Gianluca De Serio, Luca Gasparini, Pavla Fleischer, Walter Mazzeo, Ilich Rausa, Lorenzo Fragiacomo, Marco Bellini, Audrius Stonys.

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