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Fumetto

Giuseppe Di Bernardo

L’insonne addormentata

Coapertina di L'insonne di Giuseppe di BernardoDesdemona è una bella ragazza che fa la dj a Radio Strega, una piccola radio locale di Firenze. Corpo sinuoso, lunghi capelli lisci e mori, soffre di insonnia e per questo ha scelto di collocare le sue trasmissioni nella fascia notturna, quella che va fino alle soglie dell’alba. Spesso le sue trasmissioni via etere la portano ad imbattersi in strani personaggi e vicende oscure nelle quali lei, puntualmente, rimane invischiata. Delitti, congiure, sette segrete popolano l’apparentemente placida città del Magnifico. In più, Desdemona è figlia di Isaia Metus, professore universitario di storia medievale con un passato oscuro, ignoto anche a lei. Una sorta di loggia massonica (la “Loggia Nera”) gli dà la caccia e lei stessa scoprirà di essere discendente di una stirpe matriarcale che affonda le radici nei riti misterici etruschi.

La trama affascinante, le ambientazioni realistiche e i disegni sempre molto curati, hanno fatto di L’Insonne un piccolo cult che, però, da un anno a questa parte, sta attraversando un periodo di difficoltà. Uscito nel Marzo 2005, ha mantenuto una regolare cadenza trimestrale fino al dicembre 2006 (il n. 9) per poi subire un primo stop di 9 mesi. Il n. 10 è infatti uscito nel settembre 2007 e, al momento, non ne sono usciti altri. Abbiamo chiesto all’autore, Giuseppe Di Bernardo, i motivi di questo travagliato percorso editoriale, sbizzarrendoci poi a sviscerare altre curiosità.

Simone Piazzesi (SP): Caro Di Bernardo, riguardo le vicissitudini editoriali del tuo ultimo personaggio la domanda inevitabile è: L’insonne si è addormentata? Quando potremo leggere gli ultimi albi della serie?

Giuseppe Di Bernardo (GDB): Il contratto con la Free Books è scaduto e non abbiamo trovato un accordo per continuare insieme. Ringrazio la casa editrice per averci dato questa possibilità, ma i prossimi episodi usciranno con le Edizioni Arcadia anche se l’annuncio non è ancora stato dato. Non chiedetemi di più perché stiamo studiando la strategia editoriale.

SP: La serie aveva riscosso un buon successo di pubblico e critica, a cosa si devono queste difficoltà a farla arrivare in edicola?

GDB: I problemi sono nati tra l’editore e il distributore. Oltretutto la Free Books stampava poche copie della serie. Degli ultimi due numeri, per esempio, soltanto 6.000 copie ad episodio. Questo, per una pubblicazione da edicola e a così basso costo, è stato fatale.

SP: L’Insonne era già uscita con 4 numeri (più vari speciali) nel 1994, per la romana B.B.D. Presse, ma anche allora si era arenata. Una maledizione etrusca che si porta dietro?

Desdemona disegnata da Giuseppe di BernardoGDB: Desdemona vuole dire “avversata dalla sorte”. Colpa nostra che non l’abbiamo chiamata “Fortunata Metus”. In realtà, il nostro personaggio è stato molto fortunato, essendo uno dei pochi che può vantare almeno sei editori diversi. Desdemona non si fa tappare la bocca tanto facilmente.

SP: Nell’estate 2006 e 2007, rispettivamente a Marina di Pietrasanta, in Versilia, e a Serravalle Pistoiese, si sono tenute due giornate interamente dedicate a L’Insonne. Per l’occasione sono stati pubblicati anche due albi fuori collana. Sebbene la serie in edicola sia in stand-by, ci sarà un Insonne-Day anche quest’anno? Sarebbe un bel modo per tener viva la speranza dei tanti fan…

GDB: Sì! La terza edizione de L’Insonne Day si terrà durante la fiera di Manziana Comics a Manziana, un paesino ad alcuni km da Roma. Anche in questo caso è stato realizzato, come da tradizione, un albetto promozionale ambientato proprio nel paese in questione.

SP: La serie, quando si completerà, sarà composta da 14 numeri. Nei tuoi progetti però dovevano essere di più, per dare più respiro alla storia. Se avessi potuto, quanti numeri avresti fatto e quali argomenti avresti approfondito?

GDB: Si concluderà con il tredicesimo numero, più un extra e un numero 0. La serie, in origine, doveva essere di 24 episodi. Poi, a causa dei problemi suddetti, è stata ridimensionata. Se avessi potuto avrei rispettato il vecchio progetto di 24 episodi e avrei diluito maggiormente gli eventi, dedicando più spazio alla ricerca da parte di Desdemona della madre scomparsa. Dopo i tre episodi finali, se le edizioni Arcadia vorranno continuare con L’Insonne, probabilmente avremo albi non legati dalla continuity e auto conclusivi.

SP: Dobbiamo rassegnarci al fatto che un fumetto italiano, per quanto di qualità, possa restare sul mercato solo se edito dalla Bonelli? Com’è la situazione delle case editrici minori?

GDB: Gli editori che possono supportare un fumetto da edicola sono pochissimi a causa dei grandi costi. Però le cose non stanno andando male. La Star Comics, ad esempio, sta proponendo diverse mini serie e credo che continuerà con questo proposito.

Coapertina di L'insonne di Giuseppe di BernardoSP: Gli albi dell’Insonne sono introdotti da grandi scrittori di gialli e noir che hanno spesso descritto con brevi brani i tratti di Desdy Metus: Marco Vichi, Carlo Lucarelli, Alda Teodorani, Enrico Brizzi, solo per citarne alcuni. A cosa si deve questa commistione fra fumetto e letteratura?

GDB: Tutto è cominciato per scherzo. Ho fatto leggere Desdy ad amici scrittori, l’hanno trovata interessante e allora gli ho chiesto delle dediche. Poi ho scoperto che alcuni già la leggevano e la apprezzavano. Per me è stata una grandissima gioia. Desdemona nasce dalla mia passione per la letteratura noir italiana degli anni ’90, rappresentata simbolicamente dalla antologia Gioventù cannibale curata da Pier Vittorio Tondelli.

SP: L’altro grande media con cui l’Insonne si è contaminata è stata, inevitabilmente, la radio. Novaradio a Firenze ha dato voce e vita alle trasmissioni notturne di Desdemona, con episodi originali scritti all’uopo e scaricabili da internet. Come è nata l’idea di dar corpo ad un fumetto?

GDB: Anche questa è un’idea nata a metà degli anni ’90. Avevo già scritto numerosi racconti che avrei voluto sentir narrare alla radio. Desdemona racconta storie alla radio e mi venne naturale pensare che queste storie potessero venir veramente narrate via etere. Poi, Paolo Gallinari, all’epoca Direttore di Novaradio, mi chiese se avevo da proporgli qualcosa che riguardava radio e fumetto. In pochi giorni ci mettemmo d’accordo per il programma, non prima di aver trovato Isabella Mancini, che, con la sua splendida voce, dava vita al nostro personaggio.

SP: Sempre a proposito di radio, il tema è stato spesso trattato dal cinema (Talk radio, Goodmorning Vietnam, Radiofreccia, I cento passi, sono i primi che mi vengono in mente). Il fumetto, invece, è stato forse meno attento a quello che è il mezzo di comunicazione più affascinante. Conosci altre opere che abbiano trattato questo tema?

GDB: I film che mi hai citato hanno tutti influenzato la stesura della seconda serie de l’Insonne. Ci aggiungerei La leggenda del re pescatore e il libro di Dacia Maraini Voci. Per i fumetti, ricordo una serie pubblicata su Skorpio o Lancio Story dal titolo Radio Zen… mi pare. Poi c’è Radio Karika, un fumetto realizzato dal Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”, dove si affrontano temi di importanza sociale con intenti educativi.

SP: Nell’Insonne, oltre alla radio, l’altra grande protagonista è Firenze, con le sue strade, le sue piazze, i suoi parchi. Perché hai scelto proprio questa ambientazione e non magari una città americana (che vanno sempre di moda) o una città di fantasia?

Giuseppe di BernardoGDB: Per me è una scelta imprescindibile. Devo raccontare quello che vedo e, visto che in questa terra vivo, questa terra racconto. Sono cresciuto negli anni ’80 e quando giravo l’Italia gli amici mi dicevano: “Sei di Firenze? Ah! La città del Mostro!”. Probabilmente quello è stato un elemento scatenante, mi sono reso conto che l’ambiente che mi circondava poteva avere più ombre e misteri di qualsiasi metropoli straniera mi venisse propinata dalla televisione. Le nostre strade si sono intrise del sangue di almeno mille anni di storia. I palazzi in cui viviamo trasudano l’orrore di secoli di violenza. I misteri più oscuri sono intorno a noi, e sono quelli che fanno più paura.

SP: Oltre che fumettista, insegni anche alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. È più emozionante creare storie o tramandare “il mestiere” alle nuove generazioni?

GDB: Insegnare è bellissimo, il rapporto che si crea tra insegnanti e studenti è costruttivo per entrambi. Ci metto tutto me stesso, e alla fine delle lezioni torno a casa veramente svuotato. Sull’argomento ho scritto un post sul mio blog a cui rimando ma vorrei chiudere rassicurando i lettori di fumetto italiani: dalla scuola passano veri talenti in erba. Ragazzi e ragazze molto dotati che certamente sapranno farvi sognare per moltissimi anni a venire.

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