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Fumetto

The Walking Rat: lo zombie Rat-Man alle prese con i vivi

Da un giorno all’altro, i morti iniziarono a camminare sulla Terra, in cerca dei vivi, per mangiarli. E quando la notizia arrivò su Internet, capii che dovevo fare subito qualcosa. Così ho cliccato su “mi piace”.
(Rat-Man)

The Walking Rat - copertinaLa parodia è un’arte complessa; complessa e raffinata. La sua realizzazione, infatti, implica una perfetta conoscenza dell’argomento parodiato e dello stile dell’autore che di essa diventa oggetto. Ne sono un valido esempio, in ambito letterario, Il Codice Gianduiotto, di Bruno Gambarotta, uscito poco tempo dopo il grande successo de Il Codice Da Vinci di Dan Brown e ambientato nella Torino del cioccolato, e Il cadavere in bicicletta di Riccardo Pazzaglia, dove gli autori stessi dei grandi classici della letteratura, da Dickens alle sorelle Brontë, diventano i protagonisti di una serie di racconti gialli che, a loro volta, parodiano Sherlock Holmes e Agatha Christie.

In ambito fumettistico sono molto note le grandi parodie Disney, dei Promessi Sposi, della Divina Commedia, o addirittura dell’Aulularia di Plauto, che si sono distinte anche per l’estrema cura dei dettagli e per il ricco apparato di riferimenti. Nello stesso settore, ma puntando l’attenzione soprattutto sul cinema o le serie tv, si inserisce Leo Ortolani, noto al grande pubblico per il personaggio di Rat-Man. Ed è proprio il supereroe senza poteri e con la faccia da scimmia il protagonista dell’ultima parodia (anche se nel suo caso sarebbe più corretto definirlo gioco narrativo) uscita dalle matite e chine dell’autore: The Walking Rat, ora in edicola per i tipi della Panini Comics.

The Walking Rat - una tavolaPartendo da The Walking Dead di Robert Kirkman, pubblicato dal 2003 dall’americana Image Comics, che ha ispirato la serie dal medesimo titolo giunta ormai alla quinta stagione, Ortolani confeziona una horror comedy di prim’ordine che strizza l’occhio al lettore invitandolo a individuare tutte le citazioni sparse all’interno della storia. Lo sfortunato Rat-Man si trova qui fin dall’inizio trasformato in morto vivente dal morbo che ha colpito la Terra, e disponibile su Amazon con lo sconto del venti percento. Costretto a trascorrere le sue giornate camminando a passo di lumaca, in perfetto stile zombie, e facendo file infinite al supermercato, dove gli altri suoi colleghi si mangiano tutte le cassiere, il nostro eroe pensa bene di cambiare vita indossando un costume da Halloween, che ne nasconde i tratti da non-morto, e infiltrandosi tra i vivi come loro salvatore. Inutile dire che sarà più d’intralcio che di aiuto e che finirà per abbandonarsi a classicissime battute fuori luogo, come quella di definire i suoi nuovi compagni di avventura “buoni pasto” anziché “buoni amici”.

The Walking Rat - una tavolaStrutturato in sei puntate, suddivise in due per albo, The Walking Rat è uno dei migliori fumetti di Leo Ortolani, che in passato si era già cimentato con le parodie di Star Wars, Il Signore degli anelli e persino del film Casablanca, e del genere hard-boiled, con il fumetto La lunga notte dell’investigatore Merlo. Lo stile giocoso dell’autore, infatti, non si limita a colpire i personaggi principali della serie televisiva, o del fumetto originale, ma penetra a fondo ironizzando anche sulla società attuale e sulle manie dell’epoca ultratecnologica in cui viviamo (vedesi, ad esempio, Rat-Man che si scatta il selfie con gli zombie o che svolge il sondaggio di opinione sul numero di libri letti dai morti viventi dopo il contagio). Ortolani non disdegna nemmeno di “attaccare” il lettore di fumetti mettendo in bocca ai suoi personaggi un paio di battute su uno degli stereotipi più diffusi in questo ambito, dimostrando così che la miglior difesa è l’attacco, soprattutto se parodistico, e che si può ridere di qualsiasi cosa, anche di se stessi.

“Tu leggi fumetti Rambola?”
“I fumetti sono per ritardati”
“Ci sono anche le graphic novel. Fumetti per lettori più maturi…”
“Be’, anche i ritardati invecchiano”

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